Ancora un rialzo dei tassi: è l’ora di rinegoziare il mutuo?
Smentendo le previsioni dell'ultima ora, che propendevano per un rialzo limitato allo 0,25%, la Bce ha alzato i tassi ufficiali di mezzo punto percentuale. Una mossa che mette sotto pressione i titolari dei mutui a tasso variabile. Ecco cosa possono fare.
La Banca centrale europea ha alzato ancora i tassi ufficiali. Una scelta che avrà inevitabili ricadute sui mutui a tasso variabile già in circolazione, oltre a influenzare i tassi dei finanziamenti (tutti) che verranno concessi da qui in avanti. Uno scenario che suggerisce un check-up per il contratto esistente, in modo da valutare l’eventualità di surroga o sostituzione.
Cosa cambia
Nella riunione del 16 marzo, la Bce non ha tenuto conto degli analisti che suggerivano prudenza sul fronte dei tassi alla luce del peggioramento intervenuto con la crisi di Credit Suisse e il rischio contagio per tutto il settore delle banche europee. Ha così deciso di alzare i tassi di mezzo punto percentuale portando quello sui rifinanziamenti principali al 3,50%, quello sui depositi al 3% e il tasso sui prestiti marginali al 3,75%. Scelte dettate dalla previsione sull’inflazione, che “dovrebbe rimanere troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato” per riportare l’espressione usata dall’Eurotower. A proposito della crisi scatenata dalla vicenda del Credit Suisse, la Bce ha poi aggiunto che “segue con attenzione le tensioni in atto sui mercati” ed è “pronta a intervenire ove necessario per preservare la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nell'area dell'euro”.
I toni lasciano immaginare che l’istituto di Francoforte andrà avanti con i rialzi ancora per diverso tempo, fino a che l’inflazione non sarà tornata se non proprio in prossimità del 2% (come da obbligo statutario della Bce), quanto meno non distante da quel livello. E lo farà anche qualora questo approccio dovesse favorire la caduta in recessione dell’Eurozona.
Rata all’insù
La stretta peserà sul tasso dei mutui variabili, anche se non sempre la trasmissione è immediata. Sta di fatto che per i mutuatari è arrivo un nuovo salasso dopo che già a febbraio il costo mensile di un mutuo variabile da 140mila euro e scadenza ventennale è salito del 25,3% rispetto a dodici mesi prima, secondo le rilevazioni di MutuiOnline.it. Con la rata media passata da 625 a 783 euro al mese. Mentre per un mutuo da 250mila euro a 30 anni è cresciuta del 43,7%, da 793 a 1.139 euro. Con l’ulteriore aumento la rata a 20 anni toccherà quota 819 e a 30 anni 1.212 euro, con un ulteriore aumento della rata rispettivamente del 4,6% e del 6,4% rispetto ad oggi.
Cosa fare
La governatrice della Bce, Christine Lagarde, intervistata sulle difficoltà di molte famiglie nel saldare le rate, si è detta “certa che molte banche sono pronte a rinegoziare i mutui per alleggerire nel tempo l’onere per le famiglie”.
Una convinzione derivante dal fatto che è nel “loro interesse perché sanno che quando l’inflazione sarà sotto controllo, i tassi di interesse alla fine scenderanno. E non vogliono crediti non pagati nei loro bilanci”.
Mettendoci nell’ottica del mutuatario, ha diverse carte a disposizione, a cominciare dalla possibilità di surrogare il contratto esistente con uno più conveniente, di solito a tasso fisso. Inoltre, la Legge di Bilancio 2023 ha previsto solo per quest’anno l’obbligatorietà per la banca di convertire il mutuo da variabile a fisso in caso di richiesta del proprio cliente, senza dunque che il mutuatario debba rivolgersi a un altro istituto.
Infine, c’è il fondo di solidarietà prima casa che permette di sospendere il pagamento della rata del mutuo fino a 18 mesi in caso di eventi come perdita del posto di lavoro ed ingresso in cassa integrazione. Tutte opzioni che meritano di essere analizzate in caso di bisogno.
I migliori mutui a tasso fisso di oggi:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Credem | 3,02% | € 422,68 | 3,40% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,30% | € 437,96 | 3,52% |
| Crédit Agricole Italia | 3,20% | € 432,47 | 3,54% |
| Webank | 3,46% | € 446,81 | 3,57% |
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