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Affitti brevi, cosa cambia dal 2024

Pioggia di novità per la normativa relativa agli affitti brevi. A partire dal 1° gennaio prossimo partirà la certificazione dei Cin e sarà innalzata dal 21 al 26% l'aliquota per chi mette in locazione non meno di due immobili. Stretta su pressione dei sindaci.

06/12/2023
immagine con casetta e scritta for rent
Le nuove regole per gli affitti brevi

Aliquota fiscale più alta e nuove incombenze burocratiche. Il Governo ha deciso per una stretta sul settore degli affitti brevi, anche se le misure da poco adottate sono più soft rispetto alle previsioni iniziali. Vediamo di cosa si tratta.

Imposte più elevate dalla seconda casa

A partire dal 1° gennaio prossimo, la cedolare secca per chi affitta per brevi periodi un immobile passerà dal 21 al 26%, ferma restando l’aliquota più bassa per chi concede in locazione una sola casa. Se sono due o più, il prelievo del 26% riguarda tutte le abitazioni compresa la prima. In questo modo si dovrà pagare addirittura più degli affitti lunghi, soggetti a prelievo fiscale nell’ordine del 21%, a prescindere dal numero di immobili interessati.

Se il numero delle abitazioni è da cinque in su, non è prevista (già ora e continuerà a essere così) la cedolare, ma si provvede con la tassazione Irpef marginale (cioè quella più elevata prevista per ciascun reddito), calcolata sul 95% dei canoni. Un aggravio non da poco, soprattutto per i percettori di redditi alti. Inoltre, occorre pagare l’imposta di registro, nella misura del 2% del canone annuo.

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Le ragioni della scelta

Alla base di questo aggravio di imposte c’è soprattutto la constatazione che un numero crescente di persone (soprattutto tra i giovani) fatica a trovare un appartamento in locazione, dato che i costi sono cresciuti notevolmente negli ultimi anni, sensibilmente di più rispetto alle quotazioni delle compravendite. Sotto accusa è finito proprio il boom degli affitti brevi, che avrebbe creato una forte pressione dell’offerta rispetto alla domanda, spingendo i proprietari a concedere il 4+4 solo a caro prezzo.

Anche se non tutti gli analisti concordano con questa visione. Spesso, si fa notare, la motivazione che spinge i proprietari verso gli affitti brevi non è tanto il rendimento quanto la mancanza di garanzie sul fatto che l’inquilino paghi e che lasci libero l’immobile alla scadenza. Infatti, la normativa italiana sugli sfratti non fornisce tutela tempestiva, creando un’alea eccessiva in capo ai proprietari.

Per altro, la relazione tecnica che accompagna la legge di Bilancio (nella quale è inserita la nuova normativa) stima in appena 8,8 milioni di euro l’anno il maggior gettito, a fronte di canoni dichiarati per 176,9 milioni di euro dai contribuenti interessati. Insomma, non proprio una misura efficace.

Le nuove incombenze burocratiche

A complicare ulteriormente le cose ci sarà – dall’inizio del prossimo anno – il debutto del Cin, acronimo che sta per Codice Identificativo Nazionale e sta a indicare la volontà del legislatore di censire e monitorare appartamenti, strutture, stanze date in affitto ai turisti, puntando a contrastare le irregolarità. In particolare, chiunque affitti per brevi periodi (fino a 30 giorni) o per finalità turistiche anche solo una stanza, dovrà esporre il codice all’interno dello stabile e indicarlo anche negli annunci utilizzati per promuoverlo. Stesso discorso vale per i titolari delle strutture alberghiere o extra alberghiere. Chi non lo farà, potrà incorrere in una sanzione da 800 fino a 8 mila euro, a seconda delle dimensioni dell’immobile. Il Cin andrà richiesto, tramite una procedura telematica, al ministero del Turismo e e andrà esposto dagli intermediari e dai portali specializzati.

A monitorare il rispetto di questa regola saranno l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza, che faranno leva sull’evoluzione della tecnologia per individuare coloro che concedono in locazione unità immobiliari a uso abitativo senza Cin (da 500 a 5 mila euro la sanzione per chi ha ottenuto la certificazione, ma non espone l’avviso).

Mentre, chi affitterà in forma imprenditoriale (quindi sopra i quattro immobili), dovrà munire gli immobili dei requisiti legali di sicurezza per gli impianti e realizzare sistemi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio. In questi casi, la violazione espone a una sanzione pecuniaria che può oscillare da 600 a 6 mila euro.

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Banca Tasso Rata Taeg
UniCredit 4,55% € 509,84 4,89%
Crédit Agricole Italia 4,71% € 519,24 4,95%
Banca Sella 4,70% € 518,64 4,96%
Banco di Sardegna 4,72% € 519,90 5,00%
BPER Banca 4,85% € 527,69 5,11%
A cura di: Luigi dell'Olio

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