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Modello 730

Il modello 730 è il modello unificato predisposto dall’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche. La dichiarazione s’intende riferita all’anno precedente. Questo significa che nel 2019 si dichiareranno i redditi del 2018 e nel 2020 i redditi percepiti nel 2019.

Il 730 è specificatamente dedicato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Il modello 730 presenta diversi vantaggi. Con questo modello il contribuente ottiene direttamente il rimborso che gli spetta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio.

Possono utilizzare il modello 730 tutti quei contribuenti che nel 2018 hanno percepito:

  • redditi da lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente
  • redditi di terreni e fabbricati
  • redditi di capitale
  • redditi da lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva
  • redditi diversi (come redditi di terreni e fabbricati situati all’estero)

Possono presentare il modello 730, anche quei contribuenti che non hanno un sostituto d'imposta (vale a dire di un datore di lavoro che è tenuto ad effettuare il conguaglio). In quel caso nel riquadro "Dati del sostituto d'imposta che effettuerà il conguaglio" va barrata la casella "Mod. 730 dipendenti senza sostituto" in questi casi il rimborso verrà effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

La presentazione della dichiarazione dei redditi viene spesso richiesta dalle banche e dagli istituti di per valutare l’effettiva capacità di rimborso del futuro mutuatario che richiede un mutuo.

La dichiarazione dei redditi prevede la possibilità di destinare una quota pari al 5 per mille del proprio Irpef per sostenere associazioni di promozione sociale, Onlus, ricerca scientifica o attività sociali organizzate dal proprio comune di residenza.

Allo stesso modo è prevista la possibilità di destinare l’8 per mille del proprio Irpef a organizzazioni religiose e culti convenzionati con lo stato italiano. Da alcuni anni è prevista poi la destinazione del 2 per mille del proprio Irpef a organizzazioni politiche riconosciute.