Tecnocasa, non si arresta il mercato immobiliare
Il mercato immobiliare italiano chiuderà l’anno con almeno 100 mila compravendite in meno rispetto al 2019 e un ribasso dei prezzi compreso tra l’1 e il 3 per cento. Gli esperti rilevano comunque una buona resistenza di fondo grazie al mix favorevole di tassi bassi e quotazioni più convenienti.
Per l’ultimo scorcio del 2020, nonostante il mercato immobiliare sembri essersi rimesso in moto, grazie anche ai mutui convenienti, gli esperti si aspettano un calo di almeno 100mila compravendite rispetto al 2019 e un ribasso dei prezzi tra l’1 e il 3%. Il 2021, grazie a un recupero della domanda nel secondo semestre, dovrebbe chiudere in sostanziale stabilità, con alcune realtà con valori in ripresa.
Sono queste, in sintesi, le stime dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, secondo cui il nuovo trend della domanda (che vede una maggiore richiesta di spazi esterni) potrebbe determinare un apprezzamento degli appartamenti con giardino e terrazzo che, soprattutto nelle grandi città, sono difficili da reperire.
Il rimbalzo dal lockdown frenato dai nuovi contagi
Gli esperti, pur ammettendo di essere stati colti di sorpresa dalla velocità con cui il mercato si è rimesso in moto dopo la fine del lockdown, ritengono che la nuova ondata di contagi in corso renda oggi più difficile fare previsioni e stimare le conseguenze sanitarie ed economiche che sta avendo la pandemia.
In questi mesi appena trascorsi sottolineano di avere comunque visto un mercato immobiliare vivo, che esiste, e auspicano che resista ancora. Purtroppo i numeri consolidati finora scontano appieno la crisi scaturita dal Covid: nel primo semestre le compravendite residenziali in Italia sono infatti diminuite a 233.229, pari a un ribasso su base tendenziale del 21,8%.
-1% i prezzi nelle grandi città
Gli effetti della pandemia si sono iniziati a vedere anche sui prezzi, anche se solo nel 2021 si capirà più chiaramente il loro trend di fondo. Nel primo semestre le quotazioni immobiliari nelle grandi città sono scese dell’1%, interrompendo così una crescita iniziata nella seconda metà del 2017.
In tutte le grandi città si registrano valori in calo, ad eccezione di Milano (+2%) e Verona (+0,4%). Il calo più ampio a Genova (-4,4%). Le aree semicentrali hanno evidenziato una migliore tenuta, mentre sono peggiorate le periferie e le aree centrali. Queste ultime per la contrazione degli investimenti (soprattutto nella componente turistica), le prime per una minore disponibilità di spesa degli acquirenti.
Tengono le case di pregio
Resiste il segmento del lusso, in particolare le soluzioni con spazi esterni sempre più richiesti dopo il lockdown. In lieve ripresa, per lo stesso motivo, alcune periferie, ma con un’offerta di soluzioni indipendenti e di nuova costruzione.
I capoluoghi di provincia hanno visto un calo dei prezzi dell’1,4%, ha retto l’hinterland delle grandi città (-0,2%) grazie all’interesse di chi non riesce ad accedere al mercato cittadino. Per altro, queste aree sono diventate maggiormente attrattive per chi è alla ricerca di maggiore spazio, indipendenza e aree verdi. Dall’analisi delle aree emerge una flessione dei prezzi per le località del Nord (-0,9%), seguite da quelle del Sud (-1,3%) e del Centro (-2,2%).
Si cerca più spazio e il verde
A parte l’aumento dell’interesse per le soluzioni indipendenti e per quelle con spazi esterni, è il trilocale la tipologia più cercata, con una concentrazione delle richieste tra gennaio e luglio. Raccoglie il 41% delle richieste, seguito dal quattro locali (23,7%) e dal bilocale (22,9%). La maggiore concentrazione della disponibilità di spesa si rileva ancora nella fascia più bassa, fino a 119mila euro (26%). Segue con il 23,2% la fascia tra 120-169mila euro e, con il 22,1%, il range 170-249mila euro. Rilevata una rarefazione dell’offerta di tagli grandi: probabile, infatti, che chi possiede abitazioni grandi decida di non venderle e che quelle presenti sul mercato siano assorbite più velocemente.
La combinazione tra le quotazioni orientate al ribasso e i tassi d’interesse che continuano a girare costantemente sui minimi offre un mix favorevole a chi ha intenzione di comprare casa, nonostante il periodo sia condizionato dalla pandemia.
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