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Superbonus: ancora nulla di fatto per la proroga al 2023

Nessuna proroga al 2023 per il Superbonus sui lavori trainanti di efficientamento energetico di condomini e case indipendenti: il Governo si impegna a includerlo nella Legge di Bilancio 2022. No anche alla cessione del credito e allo sconto in fattura sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

20/05/2021
Bocciata la proroga del Superbonus 110% al 2023

Non passa la proroga fino al 2023 della maxi detrazione prevista per i lavori di efficientamento energetico delle case.

Nel Decreto Sostegni bis le scadenze del Superbonus 110% rimangono quelle attuali:

  • 31 dicembre 2022 per le persone fisiche e i condomìni, a condizione che il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno 2021;
  • 30 giugno 2023 per gli edifici di edilizia pubblica appartenenti all’Istituto Autonomo delle case Popolari, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro la fine del 2022.

La richiesta di imprese e professionisti affinché l’importante misura fiscale trovasse conferma ancora per due anni, al fine di avere i tempi necessari per un reale recupero del patrimonio edilizio, riceve uno stop in sede di conversione in legge del decreto Sostegni.

Tuttavia rimane l’impegno da parte del Governo di inserire la proroga al 2023 nella Legge di Bilancio 2022, “tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021, con riguardo agli effetti finanziari, alla natura degli interventi realizzati, al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e sicurezza degli edifici”.

Superbonus imprese e bonus mobili

L’estensione del Superbonus salta anche per quelle categorie inizialmente previste dagli emendamenti al Decreto Sostegni bis. Niente più detrazione per capannoni, alberghi, studi professionali o edifici privi di impianto di riscaldamento perché, fa sapere la Ragioneria Generale dello Stato, “la norma ha potenziali rilevanti effetti sulla finanza pubblica”.

Bocciata anche l’estensione della cessione del credito d’imposta e lo sconto in fattura per le spese relative all’acquisto di mobili ed elettrodomestici, un’eventualità avanzata per il già esistente bonus in sede di discussione del Decreto.

Cosa vale ancora per il Superbonus

Restano valide le condizioni originarie per ottenere il Superbonus 110%, che si possono riassumere così:

  • lavori effettuati con interventi trainanti su parti comuni di edifici, unità immobiliari indipendenti e unità plurifamiliari funzionalmente indipendenti, riguardanti l’isolamento, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e la messa in sicurezza sismica degli edifici;
  • salto di almeno due classi energetiche, attestabile tramite APE rilasciato prima e dopo l’intervento da un tecnico abilitato mediante asseverazione
  • erogazione del Superbonus in 5 anni, con la possibilità di cedere il credito oppure scontare in fattura una parte o l’intero credito fiscale.

I lavori devono essere effettuati da professionisti, a cui spetterà buona parte delle pratiche necessarie a portare a compimento il non semplice iter per beneficiare della maxi-detrazione.

La differenza tra cessione del credito e sconto in fattura

Si può usufruire del credito d’imposta ricevuto in 5 quote annuali di pari importo ed entro il limite della quota IRPEF, ma si può anche decidere di ricorrere a due modalità alternative alla detrazione diretta:

  • lo sconto in fattura;
  • la cessione del credito.

In termini di risultato finale, si tratta in entrambi i casi di trasformare il credito d’imposta in denaro e quindi monetizzare la detrazione traducendola in beneficio immediato e risparmio. Tuttavia esistono sostanziali differenze tra le due forme alternative di fruizione del Superbonus.

Nel primo caso infatti, la cessione può avvenire nei confronti di diversi soggetti: la ditta che esegue i lavori, i fornitori dei beni e dei servizi che intervengono ai fini della realizzazione dei lavori, la banca o altri intermediari finanziari, l’assicurazione, persone fisiche, lavoratori di società o enti.

Inoltre la cessione del credito riguarda l’intero ammontare della detrazione a cui si ha diritto, senza la possibilità di agire su una parte di questa.

Diversamente, lo sconto in fattura può avvenire con un solo soggetto: la ditta che esegue i lavori. A differenza della cessione, può decidersi di scontare solo parte della somma in fattura, anziché l’intero ammontare delle spese.

Come finanziare i lavori di ristrutturazione

Nel caso in cui si ricorresse alla modalità più classica di detrazione del Superbonus 100%, occorrerà disporre di un budget che tenga conto non solo della spesa prevista in preventivo, ma anche di eventuali extra che quasi sempre si presentano a fine lavori. Per questo, sarà utile disporre di un mutuo ristrutturazione a condizioni vantaggiose, così da approfittare dei tassi di interesse ancora molto favorevoli.

Ideale per la scelta, il ricorso a uno strumento di comparazione efficace come MutuiOnline.it, che quotidianamente mette a disposizione dei suoi utenti l’elenco delle migliori offerte di mutuo ristrutturazione del mercato.

A cura di: Paola Campanelli

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