Il Covid non contagia i mutui: boom di surroghe nel 2020
Nonostante la pandemia, le richieste di mutui immobiliari mettono a segno un +2,8 per cento nel 2020. L'importo medio richiesto è il più alto degli ultimi 10 anni e si attesta a 133.577 euro. Per il 2021 ci si aspetta una variazione positiva tra il +11 per cento e il +26 per cento.
La pandemia non frena il mercato immobiliare. Nel 2020 si registra una crescita delle richieste pari al 2,8%. Complice di questo fenomeno è sicuramente il boom della surroga, che ha spinto tantissime famiglie a rinegoziare anche contratti di mutuo di recente stipula. Questo è quanto emerge dall'analisi sul patrimonio informativo di Eurisc, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da Crif.
Nonostante l'emergenza sanitaria e le restrizioni imposte con il lockdown, il comparto conferma, dunque, la sua solidità anche in tempi di pandemia. “Dalla nostra analisi - spiega Simone Capecchi, Executive Director di Crif - emerge un andamento estremamente variabile nel corso dell’anno, con un congelamento delle richieste durante la fase di lockdown della scorsa primavera e un deciso e rapido recupero a partire da giugno, che è perdurato per 4 mesi fino ad una nuova secca frenata dell’ultimo trimestre, in coincidenza della seconda ondata di contagi che ha colpito il Paese”.
La surroga consente di trasferire il proprio mutuo a costo zero da una banca a un'altra, modificando i parametri e accedendo a condizioni più convenienti. Il mutuatario può richiedere la modifica della durata del finanziamento e del tasso. Non varia l'importo del debito residuo.
Le previsioni per il 2021
Cosa ci si aspetta dal 2021? Secondo le stime, prodotte da Crif e Sda Bocconi, in assenza di nuovi shock, durante quest'anno appena iniziato, dovrebbe registrarsi un progressivo recupero delle richieste di mutuo casa, con una variazione positiva tra il +11% e il +26%. Nel caso di scenario meno ottimista il picco negativo sarebbe del -5%.
Dall'indagine realizzata, infatti, nel 2021 dovremmo assistere a una crescita del ricorso al credito immobiliare da parte delle famiglie. Grazie a un miglioramento dello scenario economico, si opterà per l'acquisto di case più ampie e con spazi esterni. Durante i periodi di restrizione, che hanno costretto gli italiani a restare in casa, sono cambiate le esigenze abitative.
L'importo medio del mutuo casa
L'importo medio richiesto per un mutuo casa, sebbene condizionato dall'elevata incidenza dei mutui surroga, si è attestato a 133.577 euro. Si registra un aumento pari al 2% rispetto all'anno precedente, quando l'importo medio richiesto era fermo a 130.976.
Dall'analisi risulta che l'importo dei mutui richiesti è cresciuto negli ultimi anni, raggiungendo il picco nell'ultimo decennio. Quasi 3/4 delle richieste presenta un importo inferiore ai 150.000 euro: gli italiani optano per soluzioni in cui la rata mensile pesi meno sul budget familiare.
Nel 2020 si segnala una lieve contrazione delle richieste nella classe inferiore ai 75.000 euro, compensata da una crescita nella classe tra 150.000 e 300.000 euro.
Anche la durata delle richieste di mutuo conferma che le famiglie vogliono optare per soluzioni che pesino poco sul bilancio familiare: nel 2020, infatti, oltre il 76% delle richieste di mutuo presenta una durata superiore ai 15 anni. Si prova così a suddividere il piano di rimborso su un arco temporale più lungo.
L'identikit dei mutuatari
L'ultimo aggiornamento del Barometro Crif evidenzia che al primo posto, tra i richiedenti mutui, ci sono coloro che hanno un'età compresa tra i 35 e i 44 anni (33,8%). Lo scenario non è variato rispetto all'anno precedente, quando la percentuale era pari al 34,5%. Più aumenta l'età e più calano le richieste di mutuo. Per coloro che hanno un'età compresa tra i 65 e i 74 anni la percentuale è pari al 2,4% sia nel 2019 sia nel 2020.
La fascia d'età tra i 25 e i 34 anni rappresenta il 25,4% del totale (nel 2019 la percentuale era pari al 25,7%); mentre quella tra i 18 e i 24 anni ha un'incidenza minima pari al 2,2% (nel 2019 la percentuale era pari al 2,4%). La fascia d'età tra i 45 e i 54 anni rappresenta il 25,0% del totale (nel 2019 la percentuale si attestava al 24,3%).
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