Federconsumatori: chiede modifica alla norma su sospensione mutui
L’Italia è pronta a ripartire, le famiglie chiedono più finanziamenti e trovano il favore dei tassi di interesse scesi al loro nuovo minimo storico. Eppure c’è qualche scoglio da superare anche sul fronte del credito, in particolare nell’applicazione della sospensiva del pagamento delle rate dei mutui. Il problema è stato preso di petto da Fedeconsumatori che lamenta come alcuni istituti abbiano negato questa possibilità ricorrendo ad una “interpretazione eccessivamente restrittiva delle norme” e, quindi, ritiene “necessario un intervento dell’ABI per dare ossigeno alle famiglie in difficoltà”.
L’alternanza CIG-Ferie impedisce di beneficiare della norma
In particolare ha chiesto che l’Associazione bancaria italiana si esprima con urgenza “in merito alla sospensione delle rate dei mutui per i lavoratori posti in Cgi ordinaria o in deroga”. A questo riguardo Federconsumatori segnala di ricevere segnalazioni “da parte di cittadini in difficoltà, a cui le banche negano tale sospensione, limitando possibilità di accedere a tale beneficio solo per coloro i quali siano sottoposti al trattamento di cassa integrazione per 30 giorni consecutivi”. Il problema risiede nel fatto che nella gran parte delle aziende, così come previsto dalla legge, il ricorso alla CIG si accompagna allo smaltimento delle ferie arretrate, pertanto in molti casi il datore di lavoro provvede ad alternare o a interrompere la CIG per uno o più giorni, ponendo in ferie forzate i lavoratori.
Viafora, interpretazione troppo restrittiva
“Questa circostanza determina – sottolinea in una nota la federazione dei consumatori - una grave anomalia, che a nostro avviso va sanata al più presto: il lavoratore, infatti, in tal modo, non rimane in CIG per trenta giorni consecutivi e si vede negata la sospensione”.
“L'interpretazione troppo restrittiva dell'accordo sta creando problemi enormi a migliaia di famiglie che stanno pagando un costo salatissimo per questa crisi” ha affermato Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori, precisando di ritenere “che sia interesse di tutti superare questa situazione e sanare un vulnus che sta mettendo moltissime persone in difficoltà”.
Superare il problema per agevolare ripresa del Paese
Per questo l’associazione attende dall’ABI e dal Governo un intervento in tal senso, che permetta di inoltrare e accettare le domande anche in caso di CIG per 30 giorni non consecutivi. Sarebbe un importante segno in direzione della ripresa del Paese, che consentirebbe a migliaia di famiglie di affrontare con dignità e senza eccessivi sacrifici le gravi conseguenze che la pandemia ha determinato e sta determinando sul piano economico e sociale.
Abi, più mutui in maggio e tassi ai minimi storici
Intanto l’Abi ha reso noto che lo scorso maggio, primo mese pienamente operativo dopo il lockdown, i prestiti concessi alle famiglie e alle imprese sono aumentati dell’1,5% su base tendenziale. Nello stesso mese i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento hanno registrato un ulteriore arretramento. In particolare il saggio medio sui nuovi mutui per l’acquisto di immobili si è attestato all’1,33%, nuovo minimo storico (e ben lontano dai livelli segnati dopo l’esplosione della crisi finanziaria del 2007: 5,72%). Contestualmente il tasso medio sul totale dei prestiti si è portato al 2,4% (2,43% in aprile) e quello sui nuovi finanziamenti alle imprese all’1,07% (1,10% nel mese precedente).
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