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Cosa cambia per la cessione dei crediti edilizi

Quello dei bonus edilizi è ormai un cantiere sempre aperto, con la normativa in continua evoluzione che disorienta famiglie e operatori del mercato. Infatti, se da una parte è importante la stretta antitruffa, dall'altra si penalizzano tanti cittadini onesti.

23/02/2022
pianta e scritta bonus
Cessione crediti edilizi

Bonus edilizi, si cambia ancora. Non c’è pace per la questione relativa alla cessione dei crediti fiscali, introdotta per favorire il rilancio dell’economia nazionale, ma presto finita all’indice per i frequenti casi di truffe rilevati.

Stretta anti-truffe

Nelle scorse settimane, il decreto Sostegni-Ter ha introdotto la regola della “non cedibilità successiva” del credito fiscale. Quindi non sono più consentite cessioni ulteriori alla prima, con la conseguenza che, in caso di sconto in fattura, il fornitore può cedere il credito acquisito ad altri soggetti, ma a questi ultimi non è consentita una successiva cessione.

Una decisione presa dopo che l’Agenzia delle Entrate ha stimato in non meno di 5 miliardi i danni per lo Stato derivanti da fatture gonfiate per incassare il Superbonus 110%, il Sismabonus o il Bonus Facciate.

Tuttavia, la normativa non è chiara e questo ha spinto molti intermediari finanziari a bloccare le cessioni dei crediti in attesa di chiarimenti. Anche perché potrebbero esserci un impatto anche sulle procedure già aperte.

Nuovo cambio in vista

Proprio per evitare che a pagare siano i cittadini onesti, il Governo sembra ora orientato a un nuovo cambio di rotta, con l’abolizione del limite alle cessioni di crediti maturati dalle aziende con i bonus edilizi. Per minimizzare i rischi di frodi, potrebbe essere introdotto un bollino. In concreto, il primo cessionario che sconterà le fatture dovrà raccogliere tutta la documentazione sottostante al credito e verificare se le carte per il beneficio fiscale del bonus sono in regola. Solo in caso di esito positivo potrà depositare il credito nel cassetto fiscale e a quel punto l’Agenzia delle Entrate assegnerà un codice che rimarrà legato al credito di tutte le cessioni successive. Questo, nelle intenzioni del legislatore e in attesa di approfondimenti da parte dei tecnici ministeriali, dovrebbe consentire di risalire all’origine della prima cessione del credito.

A questo proposito va segnalato che già oggi l’Agenzia delle Entrate è in grado di tracciare i crediti e conoscere tutti i passaggi che hanno fatto. Ma il cessionario non ha accesso a informazioni spesso decisive come la partita Iva del cedente e le indicazioni relative alla prima cessione.

In alternativa l’Esecutivo pensa alla possibilità di consentire la circolazione dei crediti soltanto tra le istituzioni garantite dalla Banca d’Italia e tra le loro articolazioni, anche se questa procedura richiederebbe una prima fase di registrazioni e accreditamenti che rischierebbe di bloccare l’accesso alle procedure almeno per qualche settimana.

L’importanza del visto di conformità

La cessione del credito fiscale legato al Superbonus richiede sempre il visto di conformità, che attesta la sussistenza del credito d’imposta per i lavori realizzati. L’adempimento, con il decreto Sostegni Ter, è stato reso obbligatorio per tutti i bonus edilizi, relativamente ai lavori di importo oltre 10 mila euro e sempre per i bonus facciate.

Il visto può essere rilasciato solo da professionisti abilitati dall’Agenzia delle Entrate, in particolare commercialisti, consulenti del lavoro, periti ed esperti iscritti negli elenchi tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, infine responsabili dell’assistenza fiscale dei centri di assistenza fiscale.

A cura di: Luigi dell'Olio

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