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Bonus edilizia: in cosa consiste la stretta anti-truffa

Una stretta nell'accesso ai bonus immobiliari per frenare la tendenza alla truffa emersa nel corso delle ultime settimane. È la novità disposta dal legislatore, che tuttavia rischia di risultare fortemente penalizzante soprattutto per i cittadini onesti.

08/02/2022
pareti interne di una casa da ristrutturare
Stretta anti-frode per i bonus edilizi

L’intento è meritorio, ma il rischio concreto è che a pagare siano i cittadini onesti, coloro che hanno confidato nella normativa di vantaggio per chi ristruttura un immobile migliorandone la pagella energetica di almeno due classi. A fronte del boom di truffe scoperte nelle ultime settimane, il Governo ha introdotto una stretta per accedere ai benefici. Vediamo di cosa si tratta.

L’inchiesta

Prima, però, occorre fare un passo indietro. Da tempo l’Agenzia delle Entrate ha lanciato l’allarme sul frequente ricorso a dichiarazioni gonfiate sui costi di ristrutturazione sostenuti, in modo da ottenere detrazioni maggiori dallo Stato. Si parla di quasi 4 miliardi di euro fin qui truffati al Fisco.

L’ultima maxi-frode scoperta legata ai bonus edilizi risale a pochi giorni fa: 440 milioni di falsi crediti tra Sismabonus e bonus facciate è stata scoperta dalla Guardia di Finanza, al termine di un’attività di indagine che ha portato ad indagare 78 persone e a disporre 35 misure cautelari, oltre a 20 interdittive nei confronti di altrettanti imprenditori e tre all’indirizzo di commercialisti, in quanto ritenuti componenti di un articolata organizzazione criminale con base operativa a Rimini ma ramificata in tutto il territorio nazionale.

Già sul finire del 2021 erano stati introdotti correttivi per l’accesso al Superbonus 110%, destinato a premiare i lavori che consentono di migliorare di almeno due classi la pagella energetica degli immobili. Oltre a rafforzare i controlli preventivi e successivi all’effettuazione dei lavori, si è deciso di fissare dei prezzari su base regionale per evitare dichiarazioni difformi dai valori di mercato. In attesa di un decreto ministeriale ad hoc, tocca al professionista asseverare la congruità delle “spese sostenute”. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la congruità delle spese può essere attestata anche in assenza di Sal (il documento relativo allo stato di avanzamento lavori), sempre che il cantiere sia stato avviato.

Le contromisure

È di pochi giorni fa la decisione del Governo di aggiornare la normativa sui bonus edilizi, disponendo la “non cedibilità successiva” del credito fiscale. Limitando il numero di passaggi, si cerca di limitare anche le possibili storture. L’effetto, tuttavia, sembra essere penalizzante soprattutto per i cittadini perbene.

Infatti, subito dopo l’approvazione del correttivo molti potenziali acquirenti, come le piccole banche, hanno congelato tutte le operazioni, consapevoli che dal 7 febbraio non potranno più rivendere i crediti fiscali. Una misura fortemente contestata dall’Abi, soprattutto perché non è chiaro l’impatto sui contratti in essere. “I forti vincoli introdotti dal decreto Sostegni ter, anche con effetti sostanzialmente retroattivi, creano incertezza anche sui contratti già stipulati”, sottolinea una nota dell’associazione bancaria. “Il contrasto alla illegalità ha un presidio fondamentale nelle banche, che devono operare sempre nel rispetto di stringenti normative, ne sono la prova le decine di migliaia di segnalazioni annue di operazioni sospette”. In sostanza, la nuova norma rischia di mettere in discussione le operazioni già fatte aprendo contenziosi.

Inoltre, la manovra di Bilancio 2020 prevede una serie di limiti per la cessione dei bonus edilizi (in questo caso le restrizioni non riguardano il 110%) o il loro utilizzo con sconto in fattura: devono avere una serie di certificazioni rilasciate dai tecnici abilitati, a cominciare dall’asseverazione di congruità della spesa e dal visto di conformità). Documenti non richiesti per importi complessivi inferiori a 10mila euro. Anche in questo caso, tuttavia, c’è un problema: si registrano ritardi nell’adeguare la piattaforma online predisposta dall’Agenzia delle Entrate, il che sta bloccando la consegna delle domande.

A cura di: Luigi dell'Olio

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