Acquisto casa: servono più di sei anni di stipendio
La rivalutazione nel tempo premia chi acquista una casa, che trova ancora il favore dei tassi e quotazioni basse. Servono oggi in media 6,6 annualità di stipendio per comprarla, lo stesso rapporto registrato lo scorso anno. La città più cara è Milano. A Verona i prezzi sono in costante ascesa.
La combinazione di fattori favorevoli che caratterizza l’attuale momento è un’opportunità che raramente, nella recente storia, si è presentata per chi ha intenzione di comprare una casa. I tassi sono ancora molto vicino ai recenti minimi e le quotazioni delle abitazioni risentono dell’inflazione dell’offerta causata da chi ha deciso di superare la crisi mettendo in vendita la proprietà.
È un mix che però rischia di essere di breve durata. Il passaggio dall’emergenza sanitaria (che ha congelato attività e prezzi) e la rinnovata voglia di vivere dei consumatori sta infatti riaccendendo i motori del mercato immobiliare. Banca d’Italia, per esempio, ha già rilevato che i tassi d’interesse tendono al rialzo da alcuni mesi e la prospettata risalita dell’inflazione lascia intuire che questa tendenza sia destinata ad acuirsi.
La rivalutazione nel tempo premia chi acquista oggi
Ci sono dunque i presupposti perché si possa cogliere l’occasione per acquistare casa, una delle spese più importanti che le famiglie italiane scelgono di sostenere. Oggi si può anche approfittare della stabilità del mercato immobiliare.
Secondo Tecnocasa, infatti, in Italia sono necessarie in media 6,6 annualità di stipendio per comprare casa, esattamente quante ne servivano nel 2020. In pratica, il rapporto tra il valore del mattone e il costo della vita è rimasto costante a dispetto della crisi, delle pressioni della pandemia e della crescente voglia di cambiare casa da parte di chi ha sofferto in modo particolare la convivenza durante il lockdown. C’è anche un altro interessante motivo per acquistare il ‘mattone’: la rivalutazione che, secondo molti analisti, l'acquisto ha rispetto ai rischi che presentano oggi i mercati finanziari.
La città più cara è Milano, seguita da Roma e Firenze
Dalla ricerca emerge che Milano è la città dove occorrono più annualità, bene 12,1 (il doppio rispetto alla media nazionale), seguita da Roma con 9,1 annualità. Il rialzo costante dei valori sulla piazza meneghina, con tassi di crescita superiori alla media, la pone infatti in cima alle città più costose del Paese.
Al terzo posto c’è Firenze, dove occorre ‘impegnare’ 8,6 annualità di stipendio. In fondo alla classifica Genova, la città dove servono meno annualità di stipendio (3,3). Analizzando il confronto su una distanza di dieci anni, emerge che la dinamica nel Paese è stata molto ampia e diversa: si è passati infatti dalle 8,8 annualità del 2010 alle 6,6 del 2020. In questo lasso temporale per comprare casa a Roma occorrono 4,4 annualità in meno, a Milano 0,6 annualità in meno a conferma del fatto che a Milano, in questi anni, i valori immobiliari hanno tenuto meglio.
Crescita costante dei prezzi a Verona
In una differente ricerca Tecnocasa ha analizzato nel dettaglio la dinamica dei prezzi immobiliari della città di Verona che, anche nel secondo semestre del 2020, si sono confermati al rialzo (+0,2%), permettendo al mercato di chiudere l’anno in progresso dello 0,6%. La tendenza positiva nella città di Romeo e Giulietta è in atto dal 2016.
Da segnalare che negli ultimi 10 anni gli immobili in città si sono svalutati (-21,7%), molto meno della media registrata nelle grandi città (-30%). La correzione delle vendite accusata nel 2020 (-11,8%) sembra, dai dati rilevati in questa prima parte del 2021, essere stata passeggera. Nel primo trimestre, infatti, gli acquisti sono tornati in positivo e Verona è al secondo posto tra le grandi città per aumento delle compravendite rispetto al primo trimestre del 2020: +50,9% a 1.023 transazioni registrate.
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