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Interessi corrispettivi

Gli interessi corrispettivi sono quegli interessi che spettano per legge a un creditore a causa della naturale fruttuosità del denaro. Sono calcolati sulla base dell'inflazione e del tasso di rendimento dei titoli di stato, e vengono pubblicati ogni anno con un decreto in Gazzetta Ufficiale. Un creditore può esigere questi interessi anche senza un particolare accordo tra le parti, dato che gli sono assegnati di diritto. 

L'interesse è una somma di denaro richiesta a un debitore come prezzo per aver ricevuto un prestito. Si esprime con una percentuale (detta tasso o saggio di interesse) sul capitale prestato. Gli interessi possono essere di due tipi: 

  • Interessi corrispettivi, che sono appunto quelli stabiliti dalla legge e che non richiedono un accordo particolare tra creditore e debitore. Sono legati all'andamento dell'inflazione e alla redditività del denaro. 
  • Interessi convenzionali, che sono quelli dovuti a seguito di una convenzione tra le parti, ad esempio a un contratto di mutuo. Nel contratto, è specificato l'ammontare degli interessi che si devono pagare (o meglio, è specificato il parametro di riferimento utilizzato per calcolare l'interesse e lo spread, cioè la percentuale in più che la banca richiede e che rappresenta il suo guadagno). 

Gli interessi corrispettivi sono di solito applicati nei prestiti da privati, ad esempio tra parenti o tra amici. Visto che non avere a disposizione una certa somma di denaro causa di per sé una perdita (a causa dell'inflazione, ad esempio), la legge stabilisce che anche chi non vuole guadagnare prestando soldi abbia diritto a ricevere un piccolo interesse, per bilanciare la naturale perdita di valore del denaro. 

È bene sapere che anche quando si accende un prestito tra privati conviene sempre formalizzarlo per iscritto tramite un contratto. In questo modo entrambe le parti sono tutelate