BCE: investimenti immobiliari in Italia trainati dal Superbonus
In nessun altro Paese dell’Unione europea gli investimenti nell’edilizia residenziale sono aumentati come in Italia negli ultimi due anni. Il motivo? Le detrazioni fiscali del Superbonus 110% e 90%. Lo rivela la BCE. E, intanto, continua la ricerca di mutui vantaggiosi per la casa.
La BCE rileva che gli investimenti nelle abitazioni sono aumentati in Italia da inizio 2022 a fine 2023. Una crescita in controtendenza rispetto all’Eurozona, dove si è registrata invece una diminuzione media del 4%. Particolarmente marcata la riduzione in due Paesi big dell’UE: Germania e Francia.
“Gli investimenti nel settore dell’edilizia residenziale nell’area dell’euro, considerata nel suo insieme, hanno registrato un calo significativo rispetto al picco raggiunto dopo la pandemia”, scrivono gli analisti della Banca centrale europea nel terzo numero 2024 del Bollettino economico pubblicato il 25 aprile. Che precisano: “Gli investimenti nell’edilizia residenziale nell’area dell’euro sono diminuiti del 4 per cento circa tra il primo trimestre del 2022 e il quarto trimestre del 2023: il calo è stato particolarmente pronunciato in Germania e Francia, mentre si è osservato un aumento in Spagna, di lieve entità, e in Italia, di entità significativa”.
Superbonus spinge gli investimenti nell’edilizia residenziale
Che cosa ha spinto gli italiani a investire così tanto nella propria casa? A trainare il settore del mattone nel nostro Paese è stato il Superbonus, con la detrazione fiscale prima al 110% e poi al 90%. Gli sconti fiscali legati all’agevolazione per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili, nel quarto trimestre 2023, hanno “determinato un picco senza precedenti degli investimenti in edilizia residenziale”, osservano ancora dalla BCE. Tanto che nelle città, così come nei piccoli comuni, si sono moltiplicati i cantieri edili negli ultimi due anni.
Ma quelli che gli studiosi dell’Eurotower definiscono “generosi incentivi fiscali” hanno un pro e un contro. Da un lato, infatti, sono stati il carburante che ha alimentato il comparto delle costruzioni. Dall’altro lato, però, hanno gonfiato il deficit italiano, hanno svuotato le casse statali, al punto da mettere in allarme il ministero dell’Economia sulla tenuta dei conti pubblici.
Riforma bonus edilizi: in arrivo una stretta sulle agevolazioni
Gli investimenti nella riqualificazione delle abitazioni grazie ai vantaggi fiscali del Superbonus sono stati un volano per l’economia nazionale, hanno fatto crescere il PIL, ma alla lunga non sono finanziariamente sostenibili. Ecco perché il Governo non ha solo ridotto l’aliquota del Superbonus al 70% fino al 31 dicembre 2024, ma ha già confermato che scenderà al 65% dal 1° gennaio 2025, con l’agevolazione che uscirà di scena definitivamente nel 2026.
Sempre con l’obiettivo di salvaguardare i conti pubblici, il ministero dell’Economia sta già valutando l’ipotesi di una stretta su tutti i bonus edilizi per il futuro prossimo. A cominciare da quelli che scadranno il prossimo 31 dicembre 2024. E rispettivamente: Ecobonus, bonus ristrutturazione (o bonus casa), bonus mobili e bonus verde.
La riforma dei bonus edilizi al vaglio dell’esecutivo Meloni è di eliminare il meccanismo delle detrazioni fiscali, troppo oneroso per le casse statali, sostituendolo con un contributo diretto per coprire i costi degli interventi per migliorare la classe energetica degli edifici con la concessione di un’autorizzazione preventiva per i lavori da eseguire.
Mutui: caccia alla convenienza con tassi bassi
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Le offerte di mutuo a tasso fisso oggi:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
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