⏰ In 30 secondi:
- La BCE alza i tassi di 0,25 punti: Euribor e IRS ai massimi del 2026;
- Fisso: rata costante ma più alta; variabile: più bassa ma esposta ai rialzi;
- Verso fine 2026 scenario di stabilizzazione, ma non è escluso un altro rialzo.
Il rialzo dei tassi di ulteriori 25 punti base deciso dalla BCE riaccende il confronto tra fisso e variabile per chi sta valutando di accendere un mutuo. Ecco una panoramica per capire cosa è successo nel corso dell'anno e cosa monitorare nei prossimi mesi.
⏰ In 30 secondi:
Chi ha osservato con costanza l'andamento dei tassi nel 2026 avrà notato il progressivo rialzo: mesi di relativa calma nella prima parte dell'anno, seguiti da una risalita che si è fatta via via più marcata, fino a raggiungere i valori più alti dell'anno proprio a ridosso dell'autunno.
A confermarlo sono i due indicatori che, insieme allo spread applicato da ciascuna banca, determinano il costo effettivo di un mutuo: l'IRS, riferimento per il tasso fisso, e l'Euribor, base di calcolo per il tasso variabile.
Il meccanismo alla base di questi movimenti riguarda le decisioni della Banca Centrale Europea, che agisce principalmente in funzione dell'andamento dell'inflazione. Quando i prezzi salgono più del desiderato, Francoforte tende ad alzare il costo del denaro per raffreddare la domanda; quando l'inflazione rallenta, può invece scegliere di allentare la stretta.
È bene ricordare, però, che la BCE non fissa direttamente il tasso applicato al singolo mutuo: le sue decisioni si riflettono sul mercato e, di conseguenza, su IRS ed Euribor, che restano comunque solo una delle componenti del tasso finale, insieme allo spread bancario.
L'andamento dei tassi sui mutui ha mostrato una dinamica diversa nel corso del 2026. Dopo una prima parte dell'anno relativamente stabile, a partire dalla primavera gli indici di riferimento hanno iniziato a muoversi verso l'alto, con una progressiva accelerazione nei mesi successivi.
La risalita ha interessato sia l'Euribor che sia l'IRS. L'aumento dei principali indici contribuisce a rendere meno favorevoli le condizioni per chi si appresta a sottoscrivere un nuovo finanziamento e rende ancora più importante valutare con attenzione rata, durata e costo complessivo del mutuo.
Per chi sta valutando l'acquisto di una casa, monitorare l'evoluzione dei tassi e confrontare le diverse offerte disponibili può quindi aiutare a individuare una soluzione coerente con il proprio budget e con la propria capacità di rimborso.
A pesare su questa accelerazione finale è stata soprattutto la riunione BCE del 10 settembre, quando Francoforte ha deciso un nuovo rialzo di 0,25 punti percentuale. Una decisione che si ripercuote soprattutto sui mutui a tasso variabile, la cui rata segue direttamente l'andamento dell'Euribor, ma che può influenzare anche le condizioni proposte sui nuovi mutui a tasso fisso, dal momento che l'IRS tende a incorporare le aspettative del mercato sulle prossime mosse della Banca Centrale.
L'impatto dipende dall'importo residuo, dalla durata del mutuo e dalla frequenza di aggiornamento del tasso (in genere ogni tre mesi). In linea generale, un aumento dell'Euribor di alcuni decimi di punto si traduce in una rata più alta di qualche decina di euro al mese su un mutuo di importo medio, ma la stima esatta va calcolata caso per caso.
Guardando alle settimane che restano prima della fine del 2026, i prossimi appuntamenti da segnare in agenda sono due: la riunione BCE del 29 ottobre e quella conclusiva del 17 dicembre.
Al momento, lo scenario più probabile è quello di una stabilizzazione dei tassi sui livelli raggiunti a settembre, più alti rispetto a inizio anno ma non necessariamente destinati a salire ulteriormente.
Resta comunque aperta la possibilità di un nuovo intervento della BCE, qualora l'inflazione dovesse tornare a salire nei prossimi mesi.
Con un quadro di tassi in aumento, la maggiore convenienza tra tasso fisso o variabile assume un peso particolare. Il tasso fisso, ancorato all'IRS, garantisce una rata identica per tutta la durata del finanziamento e mette al riparo da ulteriori rialzi dell'Euribor, ma parte generalmente da un livello più alto.
Il tasso variabile, legato all'Euribor, consente in genere di partire con una rata più contenuta, ma espone a possibili aumenti futuri, oltre che a eventuali riduzioni se il ciclo dei tassi dovesse invertirsi.
Chi non si riconosce del tutto in nessuna delle due opzioni può valutare soluzioni intermedie come il tasso variabile con CAP, meno diffuse ma comunque presenti sul mercato. Il tasso variabile con CAP pone un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire.
Altra possibile soluzione è il tasso misto, che consente di passare da una formula all'altra secondo le condizioni previste dal contratto o il tasso variabile a rata costante, dove non cambia l'importo della rata ma la durata residua del mutuo, in funzione dell'andamento dei tassi.
Per chiudere questa analisi, rispondiamo ad alcune tra le domande più frequenti da parte di chi ha già un mutuo o ha intenzione di accendere uno nuovo.
Non esiste una risposta valida per tutti. Chi ha urgenza di acquistare casa difficilmente può permettersi di rimandare in attesa di condizioni migliori, che non sono comunque garantite. Chi invece ha più flessibilità può valutare l'andamento dei prossimi mesi, tenendo presente che le previsioni indicano una possibile stabilizzazione, non necessariamente un calo dei tassi. C'è da ricordare che i livelli dei tassi attualmente sono ancora accettabili rispetto ai picchi storici e il confronto delle offerte consente di realizzare sempre un buon risparmio rispetto alle condizioni medie di mercato.
No, perché la caratteristica principale del tasso fisso è proprio quella di restare invariato per tutta la durata del piano di ammortamento, indipendentemente dalle decisioni prese in seguito dalla Banca Centrale Europea.
Sul 2027 non ci sono indicazioni definitive: dipenderà soprattutto da come evolverà l'inflazione nei prossimi mesi. Se il rialzo di settembre dovesse bastare a mantenere i prezzi sotto controllo, non è escluso un ritorno a una fase di maggiore stabilità o persino di lieve riduzione dei tassi, ma al momento si tratta di un'ipotesi, non di uno scenario consolidato.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,00% | € 421,60 | 3,16% |
| Banco BPM | 2,95% | € 418,91 | 3,21% |
| Crédit Agricole Italia | 3,09% | € 426,47 | 3,34% |
| Credem | 3,10% | € 427,02 | 3,38% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,41% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,43% |
| Intesa Sanpaolo | 3,28% | € 436,85 | 3,48% |
| Webank | 3,48% | € 447,93 | 3,59% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,38% | € 442,37 | 3,64% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
Ad agosto, il totale dei finanziamenti erogati alle famiglie e alle aziende in Italia è cresciuto nell'ordine del 3,4% su base annua. Rallentano leggermente i tassi sulle imprese, mentre il costo dei nuovi mutui per l'acquisto della casa sale al 3,56%.
Novità per i mutui casa: dal 3 agosto 2026 chi beneficia della Legge 104 ha accesso prioritario al Fondo Garanzia Prima Casa. La garanzia statale sale all'80%, rendendo più semplice ottenere un finanziamento e acquistare la prima casa a condizioni agevolate.
La Lombardia guida il mercato dei mutui in Italia, con richieste per importi più elevati e un'età media dei richiedenti inferiore a quella nazionale. Il tasso variabile resta più conveniente, ma il fisso si conferma la scelta preferita per la sicurezza che offre.
Nonostante i numeri parlino a favore del variabile, la maggioranza dei richiedenti un mutuo continua a preferire la certezza della rata fissa. Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it, a luglio il tasso fisso copre il 94 per cento delle richieste di mutuo.
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Il mutuo a tasso fisso è un finanziamento con un tasso d'interesse costante nel tempo, che garantisce una rata costante e la massima prevedibilità delle spese. Vediamo quindi il suo funzionamento, le condizioni del piano di rimborso, i vantaggi, gli svantaggi e le opzioni per modificarlo nel tempo.