⏰ In 30 secondi:
- La BCE alza i tassi di 25 punti base, secondo rialzo del 2026;
- Il vantaggio del variabile sul fisso scende a 41 punti base;
- Effetti sulle compravendite immobiliari attesi solo nel 2027.
Il rialzo di 25 punti base spinge il variabile sopra il 3% e riduce il margine di convenienza rispetto al fisso. Secondo gli esperti, i primi effetti sulle compravendite si vedranno solo nel 2027, ma per chi deve accendere un mutuo conviene valutare i tassi attuali.
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La Banca Centrale Europea ha deciso: i tassi di interesse salgono di altri 25 punti base, il secondo rialzo dell'anno dopo mesi di allentamento monetario. Il Consiglio Direttivo si impegna a definire la politica monetaria, in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine e dichiara di mantenere ancora un approccio guidato dai dati.
Dietro la mossa di Francoforte pesa un'inflazione dell'eurozona tornata a correre, arrivata al 3,3% ad agosto, il livello più alto degli ultimi tre anni, alimentata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dal rincaro dell'energia. Il tasso sui depositi passa così dal 2,25% al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali sale al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%.
Per le famiglie italiane con un mutuo casa in corso o in procinto di essere richiesto, la decisione della BCE si traduce in un cambio di scenario immediato, soprattutto per chi ha scelto o sta valutando il mutui a tasso variabile.
| Tipologia di tasso | Valore attuale | Valore precedente |
|---|---|---|
| Depositi | 2,50% | 2,25% |
| Rifinanziamento principale | 2,65% | 2,40% |
| Rifinanziamento marginale | 2,90% | 2,65% |
Secondo le prime simulazioni disponibili, il rialzo porta il TAN medio dei mutui a tasso variabile intorno al 3,05%, un livello che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile dopo il lungo ciclo di tagli avviato nel 2024.
La conseguenza più concreta riguarda il differenziale con il tasso fisso: se fino a ieri la forbice tra le due formule si attestava attorno ai 66 punti base a vantaggio del variabile, oggi si riduce a circa 41 punti base.
Su un mutuo da 120.000 euro con durata ventennale, il risparmio mensile garantito dal variabile scende da circa 40 euro a poco più di 25 euro, con la rata che passa da 653 a 668 euro.
Anche il tasso fisso non è rimasto fermo nelle scorse settimane: l'aumento dei rendimenti del Bund tedesco a trent'anni, benchmark di riferimento per gli indici IRS, ha già spinto il TAN medio dei mutui a tasso fisso oltre il 3,4%. La combinazione dei due movimenti restituisce quindi un mercato in cui le due opzioni tornano ad assomigliarsi, con il variabile che perde parte del suo storico appeal.
Il clima di incertezza si è già fatto sentire sui volumi. I dati della centrale rischi CRIF segnalano un calo delle richieste di finanziamento di quasi il 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un segnale che le famiglie stanno rimandando o rivalutando le proprie decisioni di acquisto in attesa di maggiore chiarezza sulla direzione della politica monetaria.
Se sui mutui l'impatto del rialzo si misura in tempo reale, sul mercato delle compravendite gli effetti arriveranno con un certo ritardo. Secondo le analisi di Nomisma, la correlazione tra variazione dei tassi e andamento delle transazioni immobiliari si manifesta con uno sfasamento di circa due trimestri.
Ciò significa che il mercato della casa dovrebbe restare relativamente stabile fino alla fine dell'anno, per poi iniziare a mostrare le prime flessioni nei volumi di compravendita nei primi mesi del 2027.
Resta da capire se il rialzo di questi giorni sarà una misura isolata o l'inizio di un nuovo ciclo restrittivo: la risposta dipenderà in larga parte dai dati sull'inflazione attesi tra settembre e dicembre.
In un contesto in cui il vantaggio del variabile si riduce e l'incertezza sui prossimi mesi resta alta, per chi deve accendere un nuovo mutuo la scelta del tasso fisso torna a rappresentare l'opzione più prudente: bloccare oggi la rata significa mettersi al riparo da eventuali ulteriori strette della BCE, i cui effetti, come conferma anche l'esperienza del passato, impiegano mesi prima di manifestarsi pienamente sul mercato.
Chi ha già un mutuo a tasso fisso non deve preoccuparsi, dal momento che le condizioni restano invariate per tutta la durata del contratto; chi invece è in fase di scelta potrebbe approfittare subito degli attuali livelli, ancora storicamente accessibili, prima che nuovi rialzi possano rendere il costo del credito meno conveniente.
Comparare le migliori offerte di mutuo proposte dalle banche partner di MutuiOnline.it resta una strategia efficace per individuare la soluzione più adatta e agire prima che il rialzo di oggi si traduca in condizioni ancora più onerose.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,25% | € 435,21 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Banco BPM | 3,35% | € 440,71 | 3,62% |
| Credem | 3,31% | € 438,51 | 3,70% |
| BPER Banca | 3,50% | € 449,04 | 3,74% |
| Webank | 3,68% | € 459,15 | 3,80% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,58% | € 453,52 | 3,85% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,40% | € 443,48 | 3,86% |
| Intesa Sanpaolo | 3,74% | € 462,55 | 3,95% |
| Banca Sella | 3,75% | € 463,12 | 4,04% |
La Lombardia guida il mercato dei mutui in Italia, con richieste per importi più elevati e un'età media dei richiedenti inferiore a quella nazionale. Il tasso variabile resta più conveniente, ma il fisso si conferma la scelta preferita per la sicurezza che offre.
Il TAN medio del fisso continua a salire, spinto dal rialzo dei Bund tedeschi, mentre il variabile resta fermo in attesa della decisione del 10 settembre della BCE. Un nuovo rialzo dei tassi può ridurre già di molto il divario tra le due formule di mutuo.
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Nonostante i numeri parlino a favore del variabile, la maggioranza dei richiedenti un mutuo continua a preferire la certezza della rata fissa. Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it, a luglio il tasso fisso copre il 94 per cento delle richieste di mutuo.
Per richiedere un mutuo servono documenti anagrafici, di reddito e relativi all’immobile. Scopri quali documenti servono per il mutuo, le principali normative che tutelano chi lo richiede, il Fondo di Garanzia Prima Casa e le detrazioni fiscali sugli interessi.
Il mutuo a tasso fisso è un finanziamento con un tasso d'interesse costante nel tempo, che garantisce una rata costante e la massima prevedibilità delle spese. Vediamo quindi il suo funzionamento, le condizioni del piano di rimborso, i vantaggi, gli svantaggi e le opzioni per modificarlo nel tempo.