⏰ In 30 secondi:
- La BCE conferma il tasso sui depositi al 2,50%;
- Il mutuo variabile resta legato all’andamento dell’Euribor;
- Surroga e rinegoziazione possono modificare rata e costo del mutuo.
La BCE ha confermato il tasso sui depositi al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65% e sui prestiti marginali al 2,90%. La pausa era attesa dai mercati, ma restano possibili nuovi rialzi. PIMCO prevede una stretta a dicembre: ecco le ricadute sulle rate e sulle scelte di chi deve chiedere un mutuo.
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Nessun nuovo aumento dei tassi, ma neppure un segnale di ritorno ai tagli. La BCE ha confermato il costo del denaro, lasciando il tasso sui depositi al 2,50%.
Per chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile la decisione evita una nuova stretta immediata, ma rimane incertezza sulla prossima rata.
Chi ha già sottoscritto un finanziamento interamente a tasso fisso conserva invece le condizioni concordate.
A suggerire prudenza sono soprattutto i rincari dei prezzi dell'energia e il rischio che si trasmettano agli altri prezzi. Nel comunicato diffuso al termine della riunione, Francoforte sottolinea che l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e che le retribuzioni non hanno ancora reagito in maniera significativa allo shock.
Le condizioni finanziarie, inoltre, si sono già inasprite dalla precedente riunione BCE di settembre: un freno per l’economia che entra nelle valutazioni sulle prossime mosse.
La pausa era ampiamente prevista, ma non chiude la possibilità di ulteriori aumenti. “Nel nostro scenario di base prevediamo che la BCE alzi i tassi a dicembre, entrando in un territorio di politica monetaria marginalmente restrittiva”, osserva Konstantin Veit, Portfolio manager di PIMCO, nel commento successivo alla decisione.
Secondo il gestore, il mercato incorpora attualmente circa tre ulteriori rialzi, che porterebbero il tasso sui depositi al 3,25%. PIMCO considera possibile una stretta meno ampia, pur riconoscendo un’incertezza particolarmente elevata. Il punto decisivo sarà la persistenza delle pressioni sui prezzi: “La preoccupazione principale della BCE verte sul rischio che l’aumento dei prezzi dell’energia si radichi nell’inflazione”, spiega Veit. Per ora il gestore non vede segnali di questo consolidamento.
Anche Martina Daga, Macro Economist di AcomeA Sgr, richiama l’assenza di un percorso prestabilito: “La Banca Centrale Europea rimane data dependent e le prossime decisioni di politica monetaria verranno prese 'meeting by meeting”. Nella sua analisi segnala, inoltre, l’inasprimento degli standard creditizi da parte di alcune banche. Un elemento che interessa chi cerca un mutuo: l’accesso al finanziamento dipende anche dai criteri applicati dagli istituti.
Per capire gli effetti sul bilancio familiare occorre partire dal contratto. Il tasso variabile è generalmente composto dall’Euribor e dallo spread concordato con la banca.
L’aggiornamento avviene secondo le scadenze previste dal finanziamento, utilizzando il valore puntuale o la media del parametro indicati nelle condizioni contrattuali.
L’Euribor risente delle decisioni della BCE e delle aspettative sulle mosse successive. Può quindi muoversi anche durante una pausa dei tassi ufficiali. Per chi ha un variabile, l’attenzione resta rivolta al parametro utilizzato dalla propria banca e alla data della prossima revisione.
Per un mutuo a tasso fisso già stipulato, la decisione odierna non modifica gli interessi concordati. Chi deve ancora sottoscrivere il finanziamento si confronta invece con offerte che risentono anche dei tassi di mercato sulle scadenze lunghe, con l’IRS come riferimento frequente, e delle scelte commerciali delle banche.
La pausa della BCE, dunque, non garantisce preventivi più convenienti. Per confrontarli serve considerare il TAEG, che comprende gli interessi e molte spese accessorie, a parità di importo e durata. Alcuni costi, tra cui quelli notarili, restano esclusi.
Nel variabile il valore indicato non anticipa, inoltre, il costo effettivo dell’intero rimborso, che dipenderà dall’andamento futuro del parametro.
Chi ha già un mutuo può valutare la surroga del mutuo, trasferendo il debito residuo a un’altra banca senza penali o oneri per l’operazione, previa approvazione del nuovo istituto. Passare dal variabile al fisso consente di rendere prevedibili i pagamenti; la convenienza della surroga dipende dalle condizioni ottenibili e dalla durata ancora da rimborsare.
Un’alternativa è trattare con la propria banca una rinegoziazione, che normalmente richiede l’accordo dell’istituto. Allungare la durata permette di abbassare la rata, ma a parità di tasso aumenta gli interessi complessivi. Il confronto deve quindi riguardare anche il costo finale del finanziamento, oltre all’importo del prossimo addebito.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Credem | 2,99% | € 421,06 | 3,27% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco di Sardegna | 3,30% | € 437,96 | 3,49% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,52% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| UniCredit | 3,35% | € 440,71 | 3,64% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it fotografano tassi medi in aumento rispetto a gennaio e un divario ancora favorevole al variabile. In Lombardia le richieste superano di oltre 16 mila euro la media italiana, mentre il valore degli immobili e la durata dei mutui cambiano molto tra le varie province.
Nel primo trimestre, il tasso medio italiano è rimasto stabile al 3,37%, secondo i dati dell’European Mortgage Federation. Il confronto europeo mostra differenze marcate: in Spagna il tasso medio è del 2,72%, mentre in Germania sale al 3,75%. Per chi cerca un mutuo in Italia, la scelta tra fisso e variabile dipende anche dalla capacità del mutuatario di sostenere un’eventuale variazione della rata.
Dopo un avvio d'anno stabile, IRS ed Euribor sono saliti progressivamente fino a toccare i massimi nel mese di settembre. A destabilizzare i tassi ha contribuito la mossa della BCE del 10 settembre, che apre un ultimo trimestre da monitorare con attenzione.
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Il mutuo rifiutato è una situazione più comune di quanto si pensi. Le cause possono essere legate al reddito, a segnalazioni CRIF o a problemi dell’immobile. Vediamo insieme i motivi, le conseguenze economiche e le soluzioni per ripresentare la domanda con successo.
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Capire come funzionano i tassi di interesse del mutuo è fondamentale per scegliere il finanziamento più adatto e valutare correttamente il costo dell’operazione nel tempo. Tasso fisso, variabile, misto o con CAP incidono infatti sull’importo della rata e sulla spesa complessiva del prestito. In questa guida scoprirai come vengono calcolati i tassi, quali sono gli indici di riferimento, come orientarti nella scelta e cosa sapere su interessi di mora e tassi di usura.