⏰ In 30 secondi:
- Italia tra i Paesi europei con i tassi sui mutui più bassi;
- Ad agosto, variabile al 2,80%, fisso in rialzo al 3,46%;
- Il risparmio iniziale del variabile va pesato con il rischio di rialzi.
Il confronto europeo evidenzia differenze nei tassi dei mutui: nel primo trimestre, quello medio italiano è al 3,37%, secondo l’European Mortgage Federation. In Italia, secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, ad agosto si rileva un TAN medio del 2,80% per il variabile e del 3,46% per il fisso.
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Quanto costa accendere un mutuo casa in Italia rispetto agli altri Paesi europei? Nel primo trimestre 2026, il tasso medio dei finanziamenti immobiliari si è attestato al 3,37%, sostanzialmente stabile rispetto al 3,38% degli ultimi tre mesi del 2025.
Il dato, diffuso dall’European Mortgage Federation e ripreso da MutuiOnline.it, colloca l’Italia tra i mercati con i tassi più contenuti tra quelli esaminati.
Le differenze diventano evidenti guardando ad alcuni Paesi dell’Europa centrale e orientale: secondo l’European Mortgage Federation, il tasso medio raggiunge il 6,58% in Ungheria, il 5,70% in Romania e il 4,52% nella Repubblica Ceca.
In Norvegia è del 5,06%, mentre nel Regno Unito si attesta al 4,10%, 73 punti base sopra il valore italiano. Si tratta di medie relative ai rispettivi mercati: le condizioni offerte a un singolo cliente dipendono anche dalla durata, dall’importo richiesto e dalle caratteristiche del finanziamento.
Il divario è più contenuto rispetto ad altri mercati dell’Europa occidentale. Nel primo trimestre 2026, secondo l’European Mortgage Federation, il tasso medio è stato del 3,75% in Germania e del 3,67% nei Paesi Bassi. Grecia e Belgio si sono collocati rispettivamente al 3,50% e al 3,45%.
L’Italia, però, non è il Paese più conveniente del confronto. I tassi medi risultano inferiori in Danimarca, al 3,32%, e in Francia, al 3,21%. Il valore più basso tra i Paesi citati nell’analisi è quello della Spagna, al 2,72%. Per chi sta valutando l’acquisto di una casa, il confronto offre una misura del costo del credito nel nostro Paese, ma non sostituisce la verifica delle offerte disponibili per il proprio profilo.
Ai dati europei del primo trimestre si affianca la fotografia più recente delle offerte italiane. Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, ad agosto il TAN medio dei mutui a tasso variabile, considerando le proposte standard e green, è stato del 2,80%, in linea con luglio. Per i mutui a tasso fisso di durata compresa tra 20 e 30 anni, invece, il tasso medio è salito dal 3,35% al 3,46%.
Il differenziale tra le due tipologie è quindi di 66 punti base a favore del variabile nelle offerte considerate dall’Osservatorio. Il dato va letto tenendo presente la diversa natura delle due scelte: con il fisso, il tasso resta quello concordato per tutta la durata del contratto; con il variabile può cambiare nel tempo, e con esso la rata. Il vantaggio iniziale del variabile non permette dunque di conoscere oggi quanto si pagherà complessivamente fino alla scadenza.
Gli analisti collegano il rialzo del fisso registrato ad agosto all’andamento dell’Eurirs, l’indice di riferimento utilizzato per questa tipologia di finanziamenti, e alla crescita dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a lungo termine. Sono movimenti che possono incidere sulle nuove offerte, anche quando i tassi applicati ai mutui variabili seguono un percorso diverso.
La distanza tra le offerte emerge nella simulazione elaborata da MutuiOnline.it su un mutuo da 150.000 euro della durata di 30 anni. Con i tassi medi rilevati ad agosto, la rata iniziale indicata è di 616 euro al mese per il variabile e di 670 euro per il fisso: una differenza di 54 euro mensili.
È soprattutto questa differenza iniziale a rendere il variabile interessante per chi oggi confronta le proposte. Prima di scegliere, però, occorre valutare anche l’effetto che un aumento del tasso avrebbe sul bilancio familiare. La rata del fisso offre certezza sull’importo da versare ogni mese, mentre quella del variabile può salire o scendere in base all’andamento dell’indice previsto dal contratto.
Nelle simulazioni di MutuiOnline.it, un aumento ipotetico di 25 punti base del TAN medio del variabile, dal 2,80% al 3,05%, porterebbe la rata dell’esempio a 636 euro. Con un aumento complessivo di 50 punti base, fino al 3,30%, la rata arriverebbe a 657 euro.
Nel confronto, mantenendo fermo il tasso fisso al 3,46%, la distanza tra le rate si ridurrebbe rispettivamente a 34 e 13 euro al mese. Sono scenari costruiti per misurare la sensibilità della rata a un rialzo del tasso, non previsioni sulle prossime decisioni della BCE.
La stabilità del tasso medio nel primo trimestre conferma le condizioni competitive del mercato italiano. Il variabile offre oggi un vantaggio rispetto al fisso, ma l’evoluzione dell’inflazione, delle tensioni internazionali e dei tassi di riferimento può modificare gli equilibri tra le due formule.
Per chi intende comprare casa con un mutuo, il punto è confrontare le offerte sulla stessa durata e sullo stesso importo, verificando non soltanto la prima rata, ma anche la sostenibilità di una rata più alta.
Il confronto può partire, ad esempio, dal comparatore di MutuiOnline.it, che consente di verificare le migliori offerte di mutuo prima casa proposte dalle banche partner e metterle a confronto in base alle proprie esigenze.
Il tasso medio europeo descrive il mercato; la decisione concreta passa dalle condizioni proposte dalla banca e dal margine che resta ogni mese nel proprio bilancio.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,00% | € 421,60 | 3,16% |
| Banco BPM | 2,95% | € 418,91 | 3,21% |
| Crédit Agricole Italia | 3,09% | € 426,47 | 3,34% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,41% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,44% |
| Credem | 3,22% | € 433,56 | 3,51% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,30% | € 437,96 | 3,72% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
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