⏰ In 30 secondi:
- In Lombardia il 91,4% dei mutuatari sceglie il tasso fisso;
- Il variabile costa meno, ma la rata può cambiare nel tempo;
- In Lombardia mutui e valori immobiliari superano la media italiana.
A settembre 2026 il TAN medio dei mutui a tasso fisso a 20 e 30 anni raggiunge il 3,53%, contro il 2,84% del variabile, secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it. In Lombardia il 91,4% sceglie il fisso e nei primi nove mesi del 2026 l’importo medio richiesto è di 162.151 euro, superiore al dato medio nazionale.
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Il variabile continua a offrire una rata iniziale più leggera, ma chi cerca un mutuo casa in Lombardia preferisce la certezza di una rata fissa nel tempo. Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, il 91,4% dei mutuatari della regione sceglie mutuo a il tasso fisso.
Una preferenza che resiste anche al rincaro delle offerte: a settembre 2026 il TAN medio del fisso sulle durate di 20 e 30 anni ha raggiunto il 3,53%, mentre quello del variabile si è attestato al 2,84%.
La distanza è di 0,69 punti percentuali a favore del variabile. Il risparmio iniziale va però valutato insieme alla possibilità che la rata cambi nel tempo. Per una famiglia che deve programmare le spese, soprattutto quando il finanziamento assorbe una quota importante del reddito, la stabilità mantiene quindi un peso nella scelta.
L’effetto sul bilancio familiare emerge dalla simulazione effettuata da MutuiOnline.it il 2 ottobre. Per un mutuo da 180.000 euro da restituire in 20 anni, a settembre la rata indicata è di 984 euro con il variabile e di 1.047 euro con il fisso. Il vantaggio del primo è dunque di 63 euro al mese, contro i circa 70 euro rilevati a gennaio 2026.
Su un anno, il divario di settembre equivale a 756 euro. Estendendo la differenza a tutte le 240 rate, si arriverebbe a poco più di 15 mila euro, ma soltanto nell’ipotesi che i tassi restino invariati per l’intera durata. Nel caso del variabile questa cifra non rappresenta un risparmio garantito: l’importo effettivo dipenderà dall’andamento futuro del parametro a cui è collegato il mutuo.
Il confronto aiuta a misurare la convenienza di partenza. La decisione richiede però anche di valutare quale aumento della rata sarebbe sostenibile senza mettere in difficoltà il bilancio familiare.
Rispetto all’inizio del 2026, l’Osservatorio registra un aumento di 11 punti base per il tasso medio del fisso e di 17 punti base per quello del variabile. Si tratta, rispettivamente, di 0,11 e 0,17 punti percentuali. Le due formule risentono di meccanismi differenti, pur all’interno dello stesso contesto economico.
Per il fisso conta l’andamento degli indici IRS, che contribuiscono alla formazione del prezzo dei finanziamenti e risentono delle aspettative sui tassi e dei rendimenti obbligazionari. Il variabile è invece generalmente collegato all’Euribor ed è più direttamente esposto agli effetti della politica monetaria della BCE.
Tensioni geopolitiche, prezzi dell'energia e aspettative sull’inflazione possono influenzare entrambi. Per chi deve acquistare casa, questo significa confrontare le offerte disponibili al momento della richiesta, senza basare la scelta soltanto su una previsione dei prossimi movimenti dei tassi.
I dati dello studio mostrano quanto cambia l’impegno economico necessario per comprare casa. Nei primi nove mesi del 2026, secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, in Lombardia l’importo medio richiesto è di 162.151 euro, contro i 145.879 euro della media italiana. La differenza supera quindi i 16 mila euro.
Anche il valore medio degli immobili associati alle richieste è più alto: 255.619 euro nella regione, rispetto a 225.862 euro a livello nazionale. Sono dati riferiti al campione dell’Osservatorio, da distinguere dai prezzi medi di tutte le compravendite immobiliari.
La durata dei finanziamenti raggiunge 25 anni e 2 mesi, quattro mesi in più rispetto alla media italiana di 24 anni e 10 mesi. I richiedenti lombardi hanno invece un’età media di 38 anni e 7 mesi, contro i 39 anni e 5 mesi del dato nazionale.
Le differenze tra province sono ampie. Milano registra la richiesta media più elevata, pari a 181.179 euro, e il maggiore valore degli immobili, che raggiunge 295.208 euro. Nel capoluogo si osserva anche la durata più lunga dei mutui: 25 anni e 7 mesi.
Per importo richiesto segue Como, con 156.073 euro, davanti a Brescia, con 149.691 euro, e Monza e Brianza, con 149.078 euro. All’estremo opposto si collocano Pavia, con 122.148 euro, e Cremona, con 119.959 euro. Il divario tra Milano e Cremona supera i 61 mila euro.
La graduatoria cambia considerando il valore delle abitazioni: dopo Milano e Como si trova Monza e Brianza, con 229.603 euro, seguita da Sondrio, con 222.670 euro. Pavia presenta il valore più contenuto della regione, pari a 173.136 euro. Sondrio si distingue invece per i finanziamenti più brevi, 22 anni e 7 mesi, e per i richiedenti più giovani, con un’età media di 37 anni e 7 mesi.
Importo, durata e tipo di tasso vanno considerati insieme. Allungare il rimborso può alleggerire la rata, ma aumenta il tempo durante il quale si pagano interessi. Allo stesso modo, il tasso nominale più basso non basta da solo a individuare l’offerta più conveniente.
Per confrontare i finanziamenti occorre guardare anche al TAEG, il tasso annuo effettivo globale, che comprende gli interessi e gli altri costi previsti dal contratto. La scelta tra fisso e variabile dipende poi dal reddito disponibile, dalle altre spese e dal margine che la famiglia può assorbire se la rata aumenta. È su questi elementi, oltre che sulle condizioni offerte dalle banche, che si misura la sostenibilità del mutuo.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,00% | € 421,60 | 3,16% |
| Banco BPM | 2,95% | € 418,91 | 3,21% |
| Banco di Sardegna | 3,05% | € 424,31 | 3,25% |
| BPER Banca | 3,05% | € 424,31 | 3,29% |
| Crédit Agricole Italia | 3,09% | € 426,47 | 3,34% |
| Credem | 3,17% | € 430,83 | 3,45% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,55% | € 451,84 | 3,82% |
Con i tassi di nuovo in salita, il mutuo si fa su misura: durate fino a 30 anni, rate sospendibili e possibilità di cambiare tasso. Gli sconti legati alle polizze, però, vanno valutati con attenzione: la copertura deve rispondere alle vere esigenze del cliente.
Nel primo trimestre, il tasso medio italiano è rimasto stabile al 3,37%, secondo i dati dell’European Mortgage Federation. Il confronto europeo mostra differenze marcate: in Spagna il tasso medio è del 2,72%, mentre in Germania sale al 3,75%. Per chi cerca un mutuo in Italia, la scelta tra fisso e variabile dipende anche dalla capacità del mutuatario di sostenere un’eventuale variazione della rata.
Dopo un avvio d'anno stabile, IRS ed Euribor sono saliti progressivamente fino a toccare i massimi nel mese di settembre. A destabilizzare i tassi ha contribuito la mossa della BCE del 10 settembre, che apre un ultimo trimestre da monitorare con attenzione.
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