⏰ In 30 secondi:
- TAEG sui mutui a maggio al 3,96%, in aumento per il rialzo dei tassi BCE;
- Tasso fisso al 3,37%, tasso variabile al 2,57%: la forbice si riduce;
- Tasso variabile atteso al 2,90%, dopo un eventuale rialzo BCE a fine anno.
Secondo le rilevazioni della Banca d'Italia, il TAEG sui mutui casa richiesti a maggio è salito al 3,96%, rispetto al 3,91% di aprile, risentendo del rialzo dei tassi BCE di giugno e delle attese di un ulteriore intervento entro fine anno. Il TAN medio fisso si attesta al 3,37%, mentre il variabile è al 2,57%.
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Secondo le ultime rilevazioni ufficiali effettuate dalla Banca d'Italia, il TAEG sui mutui casa richiesti nel mese di maggio ha raggiunto quota 3,96%, evidenziando un progressivo incremento rispetto al 3,91% che si era attestato nel corso del mese di aprile.
Il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) è l'indicatore fondamentale per valutare con precisione il costo totale del finanziamento, poiché tiene conto di tutti gli esborsi reali che il cliente deve sostenere per ripagare il debito contratto.
A differenza del Tasso Annuo Nominale (TAN), che calcola esclusivamente la quota di interessi puri legati al finanziamento, nel TAEG vengono incluse le imposte, le commissioni destinate agli intermediari e tutte le altre spese accessorie necessarie per l'istruttoria e la gestione della pratica.
La spinta rialzista che sta interessando i valori del TAN e, di conseguenza, i parametri del TAEG fin dall'inizio di quest’anno, trova la sua causa primaria nella stretta al costo del denaro da parte della BCE, unita alla chiara previsione degli operatori di mercato relativa a un altro possibile intervento di ritocco da parte dell'istituto di Francoforte entro la fine dell'anno.
Questo quadro generale sta gradualmente modificando il contesto di scelta per i risparmiatori, portando ad assottigliare la consueta differenza esistente tra le rate del tasso fisso e quelle del tasso variabile.
Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, a giugno il TAN medio per un'operazione a tasso fisso è stato del 3,37%, mentre la media del tasso variabile si è attestata al 2,57%. Il tasso variabile è destinato a salire fino al 2,90% nello scenario ritenuto più probabile, a seguito del nuovo rialzo previsto da parte della BCE.
Tradotto in termini pratici, su un mutuo ipotecario tipo da 140 mila euro con durata ventennale, un incremento di questa entità comporta un esborso supplementare pari a 5.472 euro complessivi di soli interessi da versare durante l'ammortamento.
In questo contesto di tassi crescenti, si osserva comunque un atteggiamento proattivo da parte degli istituti di credito. Per limitare l'impatto dei rincari sul cliente finale e riuscire a proporre alla clientela soluzioni finanziarie che restino appetibili e convenienti, diverse banche stanno provvedendo ad abbassare i propri spread, compensando parzialmente la salita degli indici di riferimento.
Dalle rilevazioni di MutuiOnline.it, emerge che tra le migliori offerte di mutuo a tasso fisso disponibili, il TAEG è aumentato in media di 7 punti base rispetto al primo trimestre per i mutui standard e di 10 punti base per i mutui green.
Al contrario, la dinamica di crescita appare maggiormente pronunciata sul fronte delle soluzioni di mutui a tasso variabile. In questa sezione di mercato, il TAEG medio riferito alle proposte più vantaggiose evidenzia un aumento di 24 punti base per quanto riguarda i finanziamenti di tipo tradizionale, mentre registra un incremento di 19 punti base per i mutui destinati all'acquisto o alla riqualificazione di immobili ad alta efficienza energetica.
Va tuttavia sottolineato che, nonostante il rialzo dei tassi deciso dalla BCE a giugno, le migliori offerte indicizzate all'Euribor continuano a presentare condizioni più convenienti rispetto a quelle a tasso fisso.
Questa differenza garantisce un risparmio iniziale sulla rata del mutuo, che continua ad attirare una quota importante di mutuatari disposti ad assumersi il rischio di oscillazioni future per spuntare condizioni di partenza più basse.
Riguardo a ciò che occorre attendersi per i prossimi mesi dell'anno, il quadro evolve in modo differenziato a seconda dell'indice sottostante ai diversi prodotti finanziari. Per quanto riguarda il segmento dei finanziamenti a rata costante, l'evoluzione dei mutui a tasso fisso resta difficile da prevedere.
Gli IRS, gli indici di riferimento, sono strettamente legati all'andamento dei titoli di Stato tedeschi a 30 anni e risentono delle aspettative degli investitori sull'economia e sui mercati finanziari. Al momento, le previsioni indicano una sostanziale stabilità nel 2026, ma eventuali tensioni geopolitiche o cambiamenti del quadro macroeconomico potrebbero modificare rapidamente lo scenario.
Diversa è invece la situazione sul versante dei prodotti a tasso variabile, dove l'andamento è direttamente collegato alle aspettative sulla politica monetaria a breve termine della Banca Centrale. In questo ambito, le stime relative all'Euribor incorporano l'ipotesi di un ulteriore intervento della BCE entro fine anno. I tassi variabili potrebbero registrare nuovi aumenti nei prossimi mesi.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Credem | 3,04% | € 423,76 | 3,42% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,29% | € 437,40 | 3,55% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
| Banca Sella | 3,45% | € 446,26 | 3,72% |
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