⏰ In 30 secondi:
- La BCE lascia i tassi fermi, il variabile resta al momento più conveniente;
- Nuovi eventuali rialzi BCE potrebbero azzerare il vantaggio del variabile;
- Il tasso fisso resta la scelta preferita, con il 94% dei richiedenti mutuo.
Nella riunione odierna del 23 luglio, la BCE ha stabilito di mantenere del tutto invariati i tassi d'interesse. Il tasso sui depositi resta al 2,25% e quello sui prestiti marginali al 2,65%, confermando una valida linea di prudenza per il futuro. Ecco le possibili ricadute sui tassi dei mutui.
⏰ In 30 secondi:
La scelta da parte del Consiglio direttivo della BCE, di oggi 23 luglio, di lasciare invariati i tassi di interesse mantiene temporaneamente il vantaggio dei finanziamenti a tasso variabile.
Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio di MutuiOnline.it, il TAN medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni si attesta al 2,80%, registrando un aumento rispetto al 2,58% del mese scorso, a seguito del rialzo del costo del denaro stabilito dalla BCE l'11 giugno.
Nonostante la crescita, la soluzione variabile si conferma per ora più conveniente rispetto al mutuo a tasso fisso, il cui TAN medio si colloca al 3,33%. Il differenziale medio tra le due tipologie rimane pari a 53 punti base.
Per un prestito da 120 mila euro con durata ventennale, la rata mensile del variabile equivale a 653 euro contro i 685 euro del fisso, garantendo un risparmio di 32 euro al mese e oltre 7.600 euro di interessi complessivi.
Il quadro attuale potrebbe, tuttavia, subire modifiche sostanziali nei prossimi mesi. Le curve forward dell'indice Euribor indicano che i mercati scontano un primo rialzo di 25 punti base già nella riunione BCE del 10 settembre, seguito da un ulteriore incremento di 25 punti base entro la fine del 2026 o l'inizio del 2027.
L'Euribor a un mese è stimato in crescita dal 2,20% attuale al 2,64% a dicembre, mentre la scadenza trimestrale dovrebbe salire dal 2,48% al 2,80%. Con un aumento a settembre, il TAN medio del variabile raggiungerebbe il 3,05%, riducendo lo scarto di rata a 17 euro.
Un secondo intervento della BCE porterebbe il TAN medio al 3,30%, azzerando di fatto la distanza con il tasso fisso. Nell'attuale contesto di mercato, per chi sta valutando un mutuo casa è fondamentale guardare non solo alle condizioni disponibili oggi, ma anche alla possibile evoluzione dei tassi nei prossimi mesi.
Le prossime decisioni della BCE potrebbero incidere in modo significativo sul costo complessivo del finanziamento, soprattutto per chi sceglie un mutuo a tasso variabile.
Oltre al rialzo atteso per settembre, le proiezioni di mercato indicano la possibilità di un ulteriore aumento di 25 punti base entro la fine del 2026. In questo scenario, il TAN medio dei mutui variabili raggiungerebbe il 3,30%, un livello pressoché analogo a quello dei mutui a tasso fisso.
Scegliere oggi un mutuo indicizzato all'Euribor potrebbe quindi garantire un risparmio concreto solo nel breve periodo, mentre il tasso fisso consentirebbe di proteggersi da eventuali ulteriori rialzi dei tassi.
In ogni caso, resta sempre la possibilità di ricorrere alla surroga del mutuo, un'operazione a costo zero che consente di trasferire il mutuo presso un altro istituto, qualora in futuro si presentassero condizioni più favorevoli.
L'analisi delle domande raccolte dall'Osservatorio di MutuiOnline.it a luglio 2026 evidenzia che la quasi totalità degli italiani continua a privilegiare la stabilità del tasso fisso. Questa opzione copre il 94% delle richieste totali, in aumento rispetto al 91,4% misurato a giugno. La quota dei mutui a tasso variabile resta stabile al 2,9%.
Per quanto riguarda le caratteristiche dei finanziamenti e dei richiedenti, la durata media si posiziona su 24 anni e 6 mesi. Il valore medio delle abitazioni da acquistare sale leggermente a 227.000 euro, rispetto ai 226.700 euro del mese prima.
L'importo medio richiesto per il mutuo scende da 146.500 euro a 143.300 euro, mentre l'età media di chi presenta la domanda passa da 39 anni e 9 mesi a 40 anni e 2 mesi.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Credem | 3,04% | € 423,76 | 3,42% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Banca Sella | 3,45% | € 446,26 | 3,72% |
| Webank | 3,61% | € 455,21 | 3,73% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,51% | € 449,60 | 3,77% |
| Intesa Sanpaolo | 3,64% | € 456,90 | 3,85% |
Nonostante i numeri parlino a favore del variabile, la maggioranza dei richiedenti un mutuo continua a preferire la certezza della rata fissa. Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it, a luglio il tasso fisso copre il 94 per cento delle richieste di mutuo.
Secondo il Bollettino Mensile dell’ABI, il tasso medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni scende al 3,48%, confermando il trend di calo dal 4,42% di fine 2023. I prestiti alle famiglie crescono per il diciottesimo mese di fila, trainando la ripresa del mercato immobiliare e creditizio.
L'acquisto della prima casa si conferma il sogno degli italiani, con oltre il 70% delle richieste di mutuo destinate a questo obiettivo nel 2026. Per chi cerca un mutuo giovani, si aprono due percorsi vantaggiosi: da un lato la stabilità del tasso fisso, dall'altro il tasso variabile.