⏰ In 30 secondi:
- FED e BCE lasciano i tassi fermi, ma l’attenzione è già su dicembre;
- I tassi dei mutui in Italia restano tra i più convenienti d’Europa;
- Banca d’Italia propone una definizione unica per i mutui green.
FED e BCE si sono riunite e, come previsto dai mercati, hanno optato per una pausa, con lo sguardo BCE già rivolto a dicembre. Intanto l’Italia si conferma tra i Paesi europei con i tassi sui mutui più contenuti e Banca d’Italia propone criteri comuni per i mutui green.
⏰ In 30 secondi:
Christine Lagarde lascerà la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027, circa otto mesi prima della scadenza del mandato, prevista per ottobre 2027. L’annuncio, arrivato il 29 ottobre, apre la corsa alla successione, con l’olandese Klaas Knot e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos tra i nomi più accreditati.
Per chi ha già un mutuo a tasso fisso non cambia nulla, ma per chi deve ancora accenderlo, il profilo del nuovo presidente potrebbe orientare le aspettative dei mercati, e quindi gli indici IRS ed Euribor, con possibili ripercussioni sulle offerte.
La notizia arriva proprio mentre FED e BCE, dopo la doppia stretta di settembre, hanno scelto la pausa. Intanto l’inflazione nell’Eurozona continua a correre, spinta dal caro energia. Per chi deve accendere un mutuo casa, o ne ha uno a tasso variabile, la stabilità dei tassi offre un momento di respiro. Le prossime indicazioni arriveranno però dall’ultima riunione dell’anno, in programma a dicembre.
Sul fronte delle buone notizie, il confronto europeo conferma la competitività del mercato italiano, e la proposta di Banca d’Italia potrebbe rendere i mutui green più accessibili.
Il primo appuntamento è stato con la FED. Il 28 ottobre la FED ha confermato i Federal Funds (i depositi che le banche commerciali statunitensi detengono presso le banche della Federal Reserve) nella fascia 3,75%-4%, dopo il rialzo di 25 punti base di settembre, il primo dal 2023. La decisione era in linea con le attese: secondo il CME FedWatch, alla vigilia i mercati assegnavano una probabilità di circa il 90% alla conferma dei tassi.
Washington osserva un’economia ancora solida e un’inflazione che fatica a rientrare verso l’obiettivo del 2%, e preferisce attendere nuovi dati prima di muoversi. L’attenzione si sposta così sulla riunione del 9 dicembre: già i verbali di settembre indicavano che la maggioranza del comitato ritiene appropriato un nuovo rialzo entro fine anno.
Il giorno dopo, giovedì 29 ottobre, è toccato alla BCE, che ha mantenuto i tassi invariati, rispettando le previsioni del sondaggio Reuters di inizio mese, in cui 70 economisti su 73 si aspettavano la pausa.
Il tasso sui depositi resta quindi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. La decisione arriva in una fase di transizione per l’Eurotower, alle prese con la successione di Christine Lagarde.
Nel comunicato, il Consiglio direttivo ha rilevato due elementi rassicuranti: l’inflazione di fondo è rimasta pressoché stabile e i salari non hanno ancora risentito in modo significativo dello shock energetico. Ha però osservato anche che le condizioni finanziarie sono diventate più restrittive rispetto a settembre.
Per diversi gestori, tra cui PIMCO, lo scenario più probabile resta un rialzo atteso nella riunione del 16 e 17 dicembre, quando Francoforte disporrà anche delle nuove proiezioni macroeconomiche.
Cosa significa per i mutuatari? Per chi ha un mutuo a tasso variabile, la doppia pausa si traduce nel breve periodo in una sostanziale stabilità di Euribor e rate. L’indice, però, si muove anche sulle aspettative e se i mercati continueranno a scontare un rialzo a dicembre, l’Euribor potrebbe salire già nelle prossime settimane.
Lo stesso vale per gli indici IRS, e quindi per i tassi fissi offerti sui nuovi mutui. Chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso fisso, invece, resta al riparo da qualsiasi variazione. La decisione americana non incide direttamente sulle rate italiane, ma influenza il costo del capitale a livello globale e, di riflesso, le condizioni a cui le banche europee raccolgono fondi.
Nonostante il contesto di tassi in risalita, l’Italia resta un mercato competitivo. Secondo l’European Mortgage Federation, nel primo trimestre 2026 il tasso medio sui mutui italiani si è attestato al 3,37%, sostanzialmente stabile rispetto al 3,38% di fine 2025. Un valore che colloca il nostro Paese tra quelli con le condizioni più favorevoli.
Il divario è netto rispetto all’Europa centro-orientale: 6,58% in Ungheria, 5,70% in Romania e 4,52% nella Repubblica Ceca. Anche Germania (3,75%) e Paesi Bassi (3,67%) si collocano sopra l’Italia, mentre nel Regno Unito il tasso medio arriva al 4,10%, 73 punti base in più. Tassi inferiori a quelli italiani si registrano invece in Danimarca (3,32%), Francia (3,21%) e soprattutto Spagna (2,72%).
Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, ad agosto il TAN medio dei mutui a tasso variabile era del 2,80%, contro il 3,46% del fisso. Su un mutuo da 150.000 euro a 30 anni, questo si traduceva in una rata di 616 euro con il variabile e 670 euro con il fisso: un vantaggio iniziale che, dopo il rialzo BCE di settembre, si è però ridotto.
Il terzo tema del mese riguarda i finanziamenti sostenibili. Nelle Note di Stabilità Finanziaria e di Vigilanza, Banca d’Italia ha evidenziato come la frammentazione dei criteri attuali freni lo sviluppo dei mutui green, e ha avanzato una proposta per una definizione unica e operativa di mutuo green, complementare alla tassonomia europea.
La proposta poggia su tre pilastri, basati su strumenti già utilizzati dalle banche, come l’Attestato di Prestazione Energetica (APE):
Una maggiore armonizzazione potrebbe trasformare i mutui green da nicchia a soluzione su larga scala. Il vantaggio per le famiglie è già concreto: secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, i tassi medi dei mutui green a 20 e 30 anni si attestano al 3,24%, contro il 3,66% dei finanziamenti tradizionali.
Le riunioni di questa settimana danno indicazioni importanti, ma lo scenario di fine anno resta legato all’andamento dell’inflazione. Se i dati di ottobre e novembre confermeranno la pressione dei prezzi dell'energia, le riunioni di dicembre di FED e BCE potrebbero portare a nuovi rialzi, con effetti diretti su Euribor e rate variabili.
A questo si aggiunge l’incognita della successione a Lagarde. Un presidente più attento al rischio inflazione potrebbe rafforzare le attese di tassi alti più a lungo, spingendo al rialzo gli IRS e quindi i tassi fissi sui nuovi mutui. Un profilo più orientato alla crescita, al contrario, potrebbe favorire un allentamento delle tensioni sull’Euribor.
Finché la nomina non sarà definita, è probabile una fase di maggiore volatilità. Questo vale soprattutto per chi deve ancora firmare un mutuo, perché le offerte delle banche potrebbero cambiare più rapidamente del solito.
In questo contesto, il tasso fisso resta l’opzione più prudente per chi vuole mettere al riparo la rata da possibili aumenti. Chi ha un variabile sottoscritto in passato può invece valutare la surroga del mutuo.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Credem | 3,00% | € 421,60 | 3,28% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco di Sardegna | 3,30% | € 437,96 | 3,49% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,52% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| UniCredit | 3,35% | € 440,71 | 3,64% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
Nelle Note di Stabilità Finanziaria e di Vigilanza, i tecnici di Banca d'Italia hanno evidenziato che l'attuale frammentazione dei criteri rende difficile standardizzare i finanziamenti destinati all'acquisto di case ad alta efficienza o alla riqualificazione energetica. Ecco perché serve un approccio diverso.
Un’abitazione efficiente ha un prezzo medio in Italia di 188 mila euro, contro i 135 mila euro di una casa non green. Per finanziare l’acquisto servono in media 29 anni anziché 27. Tra i richiedenti prevalgono gli under 40, mentre in Veneto la quota di mutui green raggiunge il livello alto rilevato.
I mutui green sono finanziamenti immobiliari pensati per sostenere l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di abitazioni con elevate prestazioni energetiche. Rispetto a un mutuo tradizionale, possono prevedere un tasso di interesse più conveniente, condizioni economiche dedicate o alcune agevolazioni sui costi accessori.
Per richiedere un mutuo servono documenti anagrafici, di reddito e relativi all’immobile. Scopri quali documenti servono per il mutuo, le principali normative che tutelano chi lo richiede, il Fondo di Garanzia Prima Casa e le detrazioni fiscali sugli interessi.
Vuoi acquistare una casa sostenibile o migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione? I mutui green sono la scelta ideale: tassi ridotti, vantaggi economici e supporto alla sostenibilità. Scopri tutti i benefici e inizia oggi a risparmiare con MutuiOnline.it.
Il mutuo a tasso fisso è un finanziamento con un tasso d'interesse costante nel tempo, che garantisce una rata costante e la massima prevedibilità delle spese. Vediamo quindi il suo funzionamento, le condizioni del piano di rimborso, i vantaggi, gli svantaggi e le opzioni per modificarlo nel tempo.
Capire come funzionano i tassi di interesse del mutuo è fondamentale per scegliere il finanziamento più adatto e valutare correttamente il costo dell’operazione nel tempo. Tasso fisso, variabile, misto o con CAP incidono infatti sull’importo della rata e sulla spesa complessiva del prestito. In questa guida scoprirai come vengono calcolati i tassi, quali sono gli indici di riferimento, come orientarti nella scelta e cosa sapere su interessi di mora e tassi di usura.