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Mutui green, verso una definizione unica: la proposta di Banca d'Italia

Maggiore semplificazione, standard comuni e procedure univoche. Su questi punti poggia la proposta dell'Istituto Centrale, che spiega come il nuovo approccio potrebbe stimolare l'intero settore, dalle banche ai consumatori finali, passando per il mercato immobiliare.

Alessio Santarelli
A cura di Alessio Santarelli

Esperto di mercati e prodotti finanziari

definizione univoca di mutuo green
Mutui verdi: verso una definizione unica

⏰ In 30 secondi:

  • Banca d'Italia propone criteri comuni e più semplici per i mutui green;
  • APE e miglioramento energetico possono definire un finanziamento green;
  • I mutui green hanno tassi medi del 3,24%, contro il 3,66% dei tradizionali.

L'assenza di una definizione univoca e operativa di "prestito verde" frena lo sviluppo dei mutui green, creando incertezza tra banche e richiedenti.

Nel documento Note di Stabilità Finanziaria e di Vigilanza, i tecnici di Banca d'Italia hanno evidenziato che l'attuale frammentazione dei criteri rende difficile standardizzare i finanziamenti destinati all'acquisto di case ad alta efficienza o alla riqualificazione energetica.

Per superare questa impasse, l'Istituto propone un approccio pragmatico che integra la tassonomia dell'Unione Europea con parametri direttamente applicabili nella prassi bancaria.

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Mutui green e Tassonomia UE: perché serve una definizione più semplice?

La tassonomia europea rappresenta il quadro di riferimento per la finanza sostenibile, ma la sua applicazione ai mutui green presenta forti rigidità applicative. Per gli istituti di credito, infatti, verificare la conformità di ogni singolo immobile risulta assai complesso e oneroso, a causa della mancanza di dati strutturati e omogenei richiesti dalle norme comunitarie.

I problemi principali risiedono soprattutto nella difficoltà di reperire informazioni sulle prestazioni energetiche storiche e nei costi elevati delle perizie tecniche. Il risultato è che molte banche hanno difficoltà a etichettare i propri finanziamenti come "mutui green" effettivi, secondo i rigorosi standard europei.

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Mutui green: la proposta di Banca d'Italia e i nuovi criteri

Per sbloccare l'erogazione dei mutui green, Banca d'Italia ha individuato una strada complementare e non sostitutiva, che potrebbe affiancarsi al quadro europeo. L'obiettivo è valorizzare le metriche già utilizzate nelle istruttorie creditizie, come gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) e i salti di classe energetica.

La proposta si articola su tre pilastri per la qualificazione dei mutui verdi:

  • nuove costruzioni: il finanziamento è green se l'edificio rientra nelle prime due classi energetiche (Attestato APE A o B) oppure se garantisce un fabbisogno di energia primaria inferiore di almeno il 10% rispetto allo standard previsto per gli edifici a energia quasi zero;
  • acquisto di immobili: la qualifica richiede un attestato APE in classe A o B, oppure la dimostrazione che l'immobile rientra nel primo 15% delle case meno inquinanti e con i consumi più bassi a livello nazionale o regionale;
  • ristrutturazioni: per gli interventi di riqualificazione, il prestito è green se i lavori garantiscono un taglio dei consumi energetici di almeno il 30% oppure il salto di almeno una classe energetica APE (verificabile con la perizia finale).
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Mutui green: vantaggi per banche, mercato immobiliare e famiglie

L'armonizzazione delle definizioni, in linea con i contributi dell'Autorità Bancaria Europea (EBA), trasformerebbe i mutui green da prodotto di nicchia a una soluzione accessibile su larga scala.

Per le banche significherebbe semplificazione della conformità normativa, riduzione dei rischi di greenwashing e migliore accesso ai mercati dei capitali. Per il settore immobiliare, invece, questo assetto innescherebbe un'accelerazione delle compravendite di immobili efficienti e una spinta ai cantieri di riqualificazione.

Per i mutuatari, infine, i vantaggi dei mutui green riguardano anche la possibilità di ottenere condizioni più favorevoli e ridurre i costi energetici. I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it evidenziano infatti come i tassi medi richiesti per mutui green a 20 e 30 anni si attestino al 3,24% contro il 3,66% dei finanziamenti tradizionali, a cui si sommano le minori spese energetiche mensili.

Per valutare l'impatto concreto di questa forbice sulle proprie esigenze, l'utilizzo del comparatore gratuito di MutuiOnline.it permette di confrontare in tempo reale le migliori offerte di mutuo green proposte dalle banche partner e calcolare il risparmio effettivo sulla rata del mutuo.

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