⏰ In 30 secondi:
- I rialzi BCE spingono verso l’alto i tassi dei mutui fissi e variabili;
- Il variabile resta più conveniente, ma il vantaggio sul fisso si riduce;
- Per gli under 36, l’anticipo resta il principale ostacolo all’acquisto.
Le due strette della BCE di giugno e settembre hanno fatto alzare il costo dei mutui. Il variabile reagisce subito alle decisioni di Francoforte, il fisso segue i rendimenti dei Bund tedeschi: entrambi crescono e il vantaggio del variabile si sta assottigliando.
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Dopo un lungo periodo di stabilità, il costo dei mutui casa torna a crescere. I livelli del 2023 restano lontani, ma la stretta monetaria della BCE di giugno e la successiva stretta BCE di settembre hanno invertito la tendenza, spingendo verso l'alto sia il tasso variabile sia il fisso. Per chi deve acquistare casa nei prossimi mesi diventa quindi importante capire come si muoveranno i tassi e quali effetti avranno sulla rata del mutuo.
Secondo le rilevazioni di MutuiOnline.it, il TAN medio dei mutui a tasso variabile è passato dal 2,59% del secondo trimestre del 2026 al 2,84% registrato al 1° ottobre, riflettendo in modo diretto le decisioni di Francoforte.
Il mutuo a tasso fisso segue invece un percorso più graduale ma costante. Dopo aver toccato il minimo del 2,84% nel primo trimestre del 2025, è risalito progressivamente fino al 3,46% di inizio ottobre. Sul fisso pesa soprattutto l'andamento dei rendimenti dei Bund tedeschi a 30 anni, che influenzano l'IRS, l'indice di riferimento per questa tipologia di mutuo.
L'andamento degli ultimi tre anni aiuta a leggere la fase attuale. Prendiamo come riferimento un mutuo da 150.000 euro in 20 anni, per un immobile del valore di 200.000 euro.
Tra il terzo trimestre del 2023 e il primo del 2025 il fisso è stato la scelta più conveniente: nel secondo trimestre del 2024 la rata del variabile arrivava a costare oltre 142 euro al mese in più.
Dalla primavera del 2025 il rapporto si è invertito e il variabile è tornato in vantaggio. Oggi, però, la differenza si sta assottigliando. Nel secondo trimestre 2026 la rata del fisso superava quella del variabile di 58,51 euro. Nel terzo trimestre 2026 la distanza è scesa a 47,65 euro e a ottobre a 46,93 euro, con una rata di 866,86 euro per il fisso e di 819,93 euro per il variabile.
I mercati prevedono un nuovo intervento della BCE entro la fine dell'anno, con un aumento di 25 punti base. In questo caso, il TAN medio del variabile salirebbe al 3,09% e quello del fisso al 3,65%. Sul mutuo preso in esame, la rata arriverebbe a 838,67 euro per il variabile e a 881,55 euro per il fisso, con una distanza di 42,88 euro.
Con un rialzo complessivo di 50 punti base, invece, i tassi medi raggiungerebbero il 3,34% per il variabile e il 3,80% per il fisso. Le rate salirebbero rispettivamente a 857,66 e 893,24 euro, e la differenza si ridurrebbe a 35,58 euro al mese. Il variabile resterebbe dunque più conveniente, ma con un margine sempre più sottile.
La risalita dei tassi si inserisce in un mercato immobiliare meno dinamico, ma non in crisi. Nel secondo trimestre le compravendite sono rimaste sostanzialmente ferme, con gli acquisti di abitazioni nuove in forte crescita e quelli di case esistenti in calo.
Anche Banca d'Italia segnala una domanda contenuta e un'offerta in progressiva riduzione: la carenza di immobili adeguati, soprattutto in buona classe energetica, frena le transazioni.
A pesare è anche il rapporto tra prezzi e redditi. L'Istat stima per il 2026 un aumento delle retribuzioni del 2,4%, insufficiente a recuperare in tempi brevi il potere d'acquisto perso nel biennio 2022-2023.
Per gli under 36 il problema principale non è tanto la rata, quanto la somma da versare al momento dell'acquisto, in un contesto di prezzi in crescita.
Lo strumento più utile resta il Fondo di garanzia Consap, che per i giovani con ISEE fino a 40.000 euro prevede una garanzia dello Stato pari all'80% del capitale. La garanzia, tuttavia, non obbliga la banca a concedere il mutuo, che resta subordinato alla valutazione del merito creditizio.
Le prospettive indicano un accesso alla casa sempre più tardivo, durate dei finanziamenti più lunghe e un ruolo crescente del sostegno familiare. In questo quadro, il rinnovo della garanzia Consap oltre il 2027 rappresenterà un passaggio decisivo per il mercato dei mutui giovani.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Banco di Sardegna | 3,05% | € 424,31 | 3,25% |
| BPER Banca | 3,05% | € 424,31 | 3,29% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Credem | 3,15% | € 429,74 | 3,43% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,55% | € 451,84 | 3,82% |
| UniCredit | 3,55% | € 451,84 | 3,85% |
Un’abitazione efficiente ha un prezzo medio in Italia di 188 mila euro, contro i 135 mila euro di una casa non green. Per finanziare l’acquisto servono in media 29 anni anziché 27. Tra i richiedenti prevalgono gli under 40, mentre in Veneto la quota di mutui green raggiunge il livello alto rilevato.
Con i tassi di nuovo in salita, il mutuo si fa su misura: durate fino a 30 anni, rate sospendibili e possibilità di cambiare tasso. Gli sconti legati alle polizze, però, vanno valutati con attenzione: la copertura deve rispondere alle vere esigenze del cliente.
I mutui green sono finanziamenti immobiliari pensati per sostenere l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di abitazioni con elevate prestazioni energetiche. Rispetto a un mutuo tradizionale, possono prevedere un tasso di interesse più conveniente, condizioni economiche dedicate o alcune agevolazioni sui costi accessori.
Si può ottenere un mutuo senza contratto indeterminato? Sì, la richiesta può essere valutata anche con un lavoro a termine, autonomo o atipico. La banca considera reddito, continuità lavorativa, rata sostenibile e garanzie disponibili. Ecco quali aspetti preparare e quali soluzioni verificare, dal garante al Fondo Prima Casa, senza dare per scontata l’approvazione.
Per richiedere un mutuo servono documenti anagrafici, di reddito e relativi all’immobile. Scopri quali documenti servono per il mutuo, le principali normative che tutelano chi lo richiede, il Fondo di Garanzia Prima Casa e le detrazioni fiscali sugli interessi.
Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, rinnovato fino al 2027, rappresenta un’opportunità per i giovani under 36 che desiderano acquistare la prima casa. Scopri requisiti, vantaggi e novità legislative aggiornate al 2026 per accedere a mutui con garanzie statali fino all’80%.