⏰ In 30 secondi:
- La BCE ferma i tassi a luglio, attesi nuovi rialzi in autunno;
- Il variabile rischia rincari, il fisso resta al riparo da rialzi futuri;
- Surroga del mutuo consigliata per bloccare condizioni vantaggiose.
Nel corso dell’ultima riunione di luglio, la Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare i tassi d’interesse sui livelli attuali. La decisione conferma la linea della prudenza, ma gli analisti prevedono una ripresa della stretta monetaria con l’arrivo della stagione autunnale.
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“Le prospettive relative ai prezzi dell'energia, pur essendo caratterizzate da un'elevata volatilità, si attestano attualmente in prossimità dello scenario di base delle proiezioni degli esperti dell'Eurosistema di giugno e ben al di sopra dei livelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente”. Il comunicato pubblicato al termine dell’ultima riunione BCE del 23 luglio lascia immaginare che la stretta sul costo del denaro, nonostante la pausa estiva, sia destinata a proseguire.
Tanto che gli analisti di Morningstar hanno diffuso una nota per evidenziare il passaggio sulle aspettative. “Cresce la convinzione che la Banca possa procedere a un nuovo aumento dei tassi a settembre, alla luce del protrarsi del conflitto in Iran e del ritorno del prezzo del petrolio sopra i 98 dollari al barile”, scrivono in un report.
La Banca Centrale Europea ha scelto la via della cautela nella sua ultima riunione di luglio, lasciando invariati i tassi d’interesse di riferimento per l’area euro. Una decisione ampiamente attesa dagli operatori di mercato, che concede una momentanea boccata d’ossigeno alle famiglie italiane alle prese con il pagamento dei finanziamenti per la casa. La scelta di fermare la corsa dei tassi riflette la volontà delle autorità monetarie di valutare l’impatto effettivo delle recenti manovre restrittive sull’economia reale.
Per chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile, questa pausa significa rate stabili almeno per la durata della pausa estiva, mentre i mutui a tasso fisso continuano a beneficiare di un momento di stabilità relativa sui mercati interbancari.
Nonostante la tregua estiva, lo scenario delineato dagli esperti del settore finanziario suggerisce che il percorso di rialzo del costo del denaro potrebbe non essere ancora concluso. Molti analisti concordano nel ritenere che l’autunno possa portare con sé una ripresa della stretta monetaria da parte di Francoforte.
Le stime pubblicate nei recenti report di mercato mettono in evidenza come i rischi inflazionistici sottostanti rimangano elevati e fortemente legati all’andamento dei prezzi dell'energia e al costo del lavoro. Per questo motivo, le aspettative indicano una probabile ripartenza dei ritocchi all'insù già dalle prossime riunioni di settembre o ottobre.
Le dinamiche dei tassi ufficiali decise a Francoforte si ripercuotono direttamente sugli indici Euribor e Eurirs, usati come base per il calcolo delle rate dei finanziamenti immobiliari. Un eventuale nuovo rialzo in autunno potrebbe tradursi in un ulteriore aumento delle rate mensili dei mutui a tasso variabile, che negli ultimi mesi hanno già subito rincari significativi.
Diversa è, invece, la situazione per i mutui a tasso fisso, che rimangono al riparo da oscillazioni future una volta stipulati. Gli esperti notano come l’incertezza spinga una quota sempre più consistente di richiedenti verso opzioni a rata costante o soluzioni di surroga del mutuo per bloccare le condizioni attuali prima di un ulteriore mutamento delle condizioni di mercato.
L’andamento del costo del denaro continua a condizionare le decisioni d’acquisto degli italiani. Con un potenziale incremento dei costi alle porte, gli esperti consigliano di valutare con attenzione la propria capacità di reddito prima di sottoscrivere un nuovo mutuo casa.
Tra le opzioni più caldeggiate dagli analisti spicca la surroga, uno strumento gratuito che consente di trasferire il debito residuo presso un altro istituto bancario per ottenere condizioni più vantaggiose. Chi intende acquistare un immobile nei prossimi mesi, potrebbe trovare conveniente bloccare subito un tasso fisso, al fine di tutelarsi dalle ipotetiche manovre restrittive che la BCE potrebbe mettere in atto nel corso dell’autunno.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Credem | 3,04% | € 423,76 | 3,42% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,29% | € 437,40 | 3,55% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
| Banca Sella | 3,45% | € 446,26 | 3,72% |
La nuova escalation del conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran incide sulle prospettive economiche dell'area euro, spingendo in alto i prezzi di petrolio e gas naturale. L'istituto centrale monitora con la massima attenzione l'inflazione, mentre il credito bancario mostra un ulteriore irrigidimento.
L'acquisto della prima casa si conferma il sogno degli italiani, con oltre il 70% delle richieste di mutuo destinate a questo obiettivo nel 2026. Per chi cerca un mutuo giovani, si aprono due percorsi vantaggiosi: da un lato la stabilità del tasso fisso, dall'altro il tasso variabile.
Il mercato dei mutui accoglie con favore nuove soluzioni di garanzia, spinte soprattutto dagli acquirenti under-36 che, pur rappresentando ancora una quota minoritaria del totale, mostrano una tendenza all'acquisto in forte e costante crescita nell'ultimo biennio.
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, in tutto il 2025 le richieste di surroga hanno rappresentato il 28,1% del totale, segno che l'idea di poter rinegoziare con altra banca le condizioni del proprio mutuo, abbassando la rata mensile del finanziamento, convince gli italiani. Occorre però prestare attenzione in fase di dichiarazione dei redditi. Ecco a cosa stare attenti.