⏰ In 30 secondi:
- BCE e FED tornano a riunirsi il 10 e il 16 settembre 2026;
- Il tasso fisso medio sale al 3,46%, il variabile al 2,80%;
- Il 92,2% delle richieste 2026 sceglie ancora il tasso fisso.
Sul fronte dei mutui italiani, intanto, ad agosto il TAN medio richiesto per il fisso è cresciuto al 3,46%, mentre quello variabile si è attestato al 2,80%. Il fisso resta comunque la scelta dominante, raccogliendo oltre il 90% delle richieste secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it.
⏰ In 30 secondi:
La BCE il 10 settembre e la FED il 16 settembre. Le due più importanti Banche Centrali al mondo tornano a riunirsi dopo la pausa estiva, con una prospettiva che fino a pochi mesi fa sembrava archiviata: nuovi rialzi dei tassi di interesse.
Uno scenario che inevitabilmente interessa anche il mercato dei mutui casa, perché le aspettative sulle mosse della politica monetaria si riflettono sui tassi di mercato utilizzati dalle banche per determinare il costo dei finanziamenti.
In Europa la strada appare ormai segnata. I mercati considerano sostanzialmente certo un rialzo di 25 punti base da parte della BCE, dopo la pausa decisa a luglio. La BCE aveva già aumentato i tre tassi ufficiali di 25 punti base a giugno, portando il tasso sui depositi al 2,25%, in risposta alle pressioni sui prezzi provocate soprattutto dalla crisi energetica. Il Consiglio direttivo aveva invece lasciato i tassi invariati a luglio, mantenendo però aperta la possibilità di intervenire nuovamente.
A rafforzare le attese di una nuova stretta sono arrivati gli ultimi dati sull’inflazione. Secondo la stima preliminare di Eurostat, ad agosto il tasso annuo dell’Eurozona è salito al 3,3%, dal 2,9% di luglio, allontanandosi nuovamente dall’obiettivo del 2% della BCE.
A pesare sono soprattutto i prezzi dell'energia, che registrano un incremento annuo del 14,3%, contro il 10,3% di luglio. L’inflazione al netto dell’energia resta invece molto più contenuta, al 2,2%.
Negli Stati Uniti il quadro è meno definito. La Federal Reserve si riunirà il 15 e 16 settembre e il mercato si è progressivamente spostato verso l’ipotesi di un rialzo di 25 punti base. Dopo le indicazioni arrivate dal presidente della FED, Kevin Warsh a Jackson Hole, i futures attribuiscono una probabilità nell’ordine di due su tre a un aumento dei tassi nella riunione di settembre.
Non si tratta però di una decisione scontata. Un sondaggio Reuters condotto a metà agosto mostrava ancora una maggioranza di economisti convinta che la FED avrebbe mantenuto invariati i tassi fino alla fine dell’anno.
Il cambio di scenario è arrivato soprattutto nelle ultime settimane, con il riemergere dei timori inflazionistici e il tono più restrittivo assunto da Warsh. Barclays, ad esempio, prevede ora due rialzi di 25 punti base, a settembre e dicembre.
L’inflazione resta infatti distante dall’obiettivo del 2%. Secondo il Bureau of Economic Analysis, a luglio l’indice dei prezzi PCE è cresciuto del 3,7% su base annua, mentre la componente core, che esclude alimentari ed energia ed è particolarmente osservata dalla FED, si è attestata al 3,3%.
Il nuovo scenario monetario si riflette già sui parametri che guidano il mercato dei finanziamenti immobiliari. I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, aggiornati ad agosto, mostrano una risalita sia dell’Euribor sia dell’Eurirs.
L’Euribor a 1 mese è passato dall’1,90% di settembre 2025 al 2,22% di agosto 2026, mentre quello a 3 mesi è salito dal 2,03% al 2,51%. Sul fronte dei tassi a lungo termine, nello stesso periodo l’Eurirs a 20 anni è passato dal 2,69% al 3,24% e quello a 30 anni dal 2,94% al 3,40%.
Il movimento si ritrova nei tassi proposti alla clientela. Ad agosto il tasso fisso medio richiesto per i mutui a 20 e 30 anni è arrivato al 3,46%, contro il 3,35% di luglio e il 3,25% di settembre scorso.
Sul variabile la dinamica è differente: il tasso medio è pari al 2,80%, contro il 2,55% di luglio, mentre le migliori offerte si attestano al 2,58%. Guardando più indietro, il vantaggio rispetto ai livelli raggiunti durante la fase più acuta della stretta monetaria resta considerevole: nel 2024 il variabile medio aveva raggiunto il 4,67%.
Nonostante il variabile presenti oggi livelli medi inferiori, il fisso continua a dominare nettamente le preferenze di chi cerca un finanziamento. Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, nei primi otto mesi del 2026 il 92,2% delle richieste si è orientato verso il mutuo a tasso fisso, mentre il variabile rappresenta appena il 3,6%. Tra i mutui effettivamente erogati, la quota del fisso sale al 93,5%.
La fotografia restituisce un mercato nel quale la certezza della rata continua quindi a essere considerata prioritaria. Ma il ritorno delle Banche Centrali verso una politica più restrittiva apre una nuova fase.
Dopo il rapido calo del costo del denaro osservato in precedenza, la traiettoria non appare più a senso unico: per chi deve accendere un mutuo, l’evoluzione dell’inflazione e le prossime decisioni di BCE e FED tornano a essere variabili da seguire con particolare attenzione.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,25% | € 435,21 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Banco BPM | 3,35% | € 440,71 | 3,62% |
| Credem | 3,31% | € 438,51 | 3,70% |
| Webank | 3,68% | € 459,15 | 3,80% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,58% | € 453,52 | 3,85% |
| Banca Sella | 3,60% | € 454,65 | 3,88% |
| BBVA | 3,65% | € 457,46 | 3,91% |
Le nuove generazioni continuano a rappresentare il motore del settore immobiliare residenziale, puntando in modo decisivo sull'acquisto della prima casa, su durate di ammortamento estese per alleggerire l'impatto mensile e su tassi fissi per proteggere la stabilità del budget familiare nel tempo.
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Nonostante i numeri parlino a favore del variabile, la maggioranza dei richiedenti un mutuo continua a preferire la certezza della rata fissa. Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it, a luglio il tasso fisso copre il 94 per cento delle richieste di mutuo.
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