⏰ In 30 secondi:
- A settembre il tasso medio sui nuovi mutui sale al 3,61%;
- I rialzi BCE spingono il costo sia dei mutui fissi sia dei variabili;
- Confrontare le offerte può aiutare a ottenere condizioni migliori.
Secondo l’ultimo rapporto dell’ABI, a settembre il tasso medio sui nuovi mutui per la casa è salito ancora, spinto dai rialzi della BCE e dai rendimenti a lungo termine. Una crescita graduale, che lascia comunque il costo dei finanziamenti lontano dai massimi del 2023.
⏰ In 30 secondi:
Il costo dei mutui casa continua a crescere, pur restando lontano dai livelli raggiunti alla fine del 2023. Secondo il rapporto mensile dell’ABI, a settembre il tasso medio applicato sulle nuove operazioni di finanziamento per l’abitazione si è attestato al 3,61%, in aumento di 0,06 punti percentuali rispetto ad agosto.
Per comprendere la portata del dato occorre guardare all’andamento degli ultimi mesi. A giugno il tasso medio sui nuovi mutui si collocava al 3,48%, aumentando in un solo trimestre di 13 centesimi di punto.
Il confronto con il passato, tuttavia, ridimensiona la crescita. A dicembre 2023, nel momento di massima tensione sul costo del denaro, lo stesso indicatore toccava il 4,42%, oltre 80 centesimi in più rispetto a oggi.
Il mercato è dunque in una fase di riassestamento. Le condizioni non sono più quelle particolarmente favorevoli della prima metà dell’anno, ma restano decisamente migliori rispetto al biennio 2023-2024.
Alla base della risalita c’è innanzitutto la politica monetaria. Con i due rialzi decisi a giugno e a settembre, la Banca Centrale Europea ha portato il tasso sui depositi al 2,50%, per contrastare un’inflazione spinta dal caro energia legato al conflitto in Medio Oriente.
Le mosse di Francoforte si trasmettono in modo diretto all’Euribor, il parametro di riferimento dei mutui a tasso variabile.
Anche i mutui a tasso fisso risentono del nuovo scenario, seppure per una via diversa. Il loro costo dipende dall’IRS, che a sua volta segue l’andamento dei rendimenti a lungo termine, saliti nelle ultime settimane.
Il risultato è un aumento che coinvolge sia il variabile sia il fisso, e che si riflette su tutte le principali forme di finanziamento.
L’aumento del costo del denaro non ha frenato la domanda di credito. A settembre i prestiti complessivi a famiglie e imprese sono cresciuti del 3,7% su base annua, in accelerazione rispetto al 3,5% di agosto. Prosegue così una fase espansiva iniziata a marzo 2025.
Sul fronte delle famiglie, dove i mutui hanno un peso determinante, l’ultimo dato disponibile, riferito ad agosto, indica un incremento del 2,9%, il ventunesimo mese consecutivo di crescita. Ancora più dinamico il credito alle imprese, salito del 4,2% e in aumento da quindici mesi.
Anche per le aziende il costo dei nuovi finanziamenti è tornato a crescere, arrivando al 3,77%, ma distante dal 5,45% di fine 2023. Considerando l’insieme dei prestiti in essere, il tasso medio si attesta al 4,24%, cinque centesimi in più rispetto al mese precedente.
Un capitolo a parte riguarda la qualità del credito. Ad agosto i crediti deteriorati netti erano pari a 28,2 miliardi di euro, l’1,32% del totale dei finanziamenti: un livello contenuto, segno di un sistema bancario solido.
Le previsioni elaborate da ABI e Cerved indicano tuttavia una lieve risalita delle difficoltà di rimborso tra le imprese. Il tasso di deterioramento passerebbe dal 2,6% del 2025 al 2,8% nel 2026 e al 2,9% nel 2027, per poi tornare al 2,8% nel 2028. L’aumento sarebbe più evidente per le medie imprese, dall’1,8% al 2,1% nell’arco del periodo, e per il settore delle costruzioni, dal 2,9% al 3,2%.
I tassi rilevati dall’ABI indicano valori medi. Le offerte delle singole banche possono discostarsi in modo significativo, in meglio o in peggio, a seconda del profilo del richiedente, della durata, del rapporto tra importo e valore dell’immobile e del tipo di tasso scelto.
Proprio la distanza tra la media e le migliori proposte sul mercato è la principale leva di risparmio per chi sta per acquistare casa. Mettere a confronto più banche consente spesso di ottenere condizioni sensibilmente inferiori alla media nazionale.
Su MutuiOnline.it è possibile individuare il mutuo migliore tra le offerte proposte dalle banche partner, consultando le soluzioni più vantaggiose a tasso fisso e a tasso variabile.
Prima di scegliere, è utile verificare l’effetto delle diverse condizioni sul bilancio familiare con il calcolatore della rata del mutuo. Ogni proposta va poi valutata in base al TAEG, che comprende anche spese accessorie e polizze. Chi acquista un’abitazione in classe energetica elevata può inoltre orientarsi verso un mutuo green, generalmente proposto a tassi più bassi.
In una fase in cui i tassi tornano a salire, muoversi per tempo e confrontare le offerte disponibili resta il modo più efficace per contenere il costo del finanziamento e risparmiare sull’intera durata del mutuo.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Credem | 3,06% | € 424,85 | 3,34% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco di Sardegna | 3,30% | € 437,96 | 3,51% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,54% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| UniCredit | 3,45% | € 446,26 | 3,74% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it fotografano tassi medi in aumento rispetto a gennaio e un divario ancora favorevole al variabile. In Lombardia le richieste superano di oltre 16 mila euro la media italiana, mentre il valore degli immobili e la durata dei mutui cambiano molto tra le varie province.
Nel primo trimestre, il tasso medio italiano è rimasto stabile al 3,37%, secondo i dati dell’European Mortgage Federation. Il confronto europeo mostra differenze marcate: in Spagna il tasso medio è del 2,72%, mentre in Germania sale al 3,75%. Per chi cerca un mutuo in Italia, la scelta tra fisso e variabile dipende anche dalla capacità del mutuatario di sostenere un’eventuale variazione della rata.
Dopo un avvio d'anno stabile, IRS ed Euribor sono saliti progressivamente fino a toccare i massimi nel mese di settembre. A destabilizzare i tassi ha contribuito la mossa della BCE del 10 settembre, che apre un ultimo trimestre da monitorare con attenzione.
Per richiedere un mutuo servono documenti anagrafici, di reddito e relativi all’immobile. Scopri quali documenti servono per il mutuo, le principali normative che tutelano chi lo richiede, il Fondo di Garanzia Prima Casa e le detrazioni fiscali sugli interessi.
Il mutuo rifiutato è una situazione più comune di quanto si pensi. Le cause possono essere legate al reddito, a segnalazioni CRIF o a problemi dell’immobile. Vediamo insieme i motivi, le conseguenze economiche e le soluzioni per ripresentare la domanda con successo.
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Capire come funzionano i tassi di interesse del mutuo è fondamentale per scegliere il finanziamento più adatto e valutare correttamente il costo dell’operazione nel tempo. Tasso fisso, variabile, misto o con CAP incidono infatti sull’importo della rata e sulla spesa complessiva del prestito. In questa guida scoprirai come vengono calcolati i tassi, quali sono gli indici di riferimento, come orientarti nella scelta e cosa sapere su interessi di mora e tassi di usura.