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La FED non tagli i tassi. Un segnale per i mutui italiani

Il mancato allentamento monetario Oltreoceano frena l’entusiasmo dei mercati finanziari globali e costringe la Banca Centrale Europea a una gestione più cauta dei propri tassi di riferimento, rallentando così la discesa degli indici Euribor e IRS da cui dipendono le rate delle famiglie italiane.

Marco Pescarmona
A cura di Marco Pescarmona

Esperto di mercati e prodotti finanziari

scritta fed su cubi di legno posti su bandiera americana
La FED lascia i tassi invariati

⏰ In 30 secondi:

  • La FED tiene fermi i tassi: la BCE rallenta i tagli, Euribor alto più a lungo;
  • I mutui variabili subiranno una riduzione delle rate più lenta del previsto;
  • Il tasso fisso e la surroga restano le strategie migliori per risparmiare.

La Federal Reserve ha scelto la via della prudenza sul fronte dei tassi di interesse, resistendo alle pressioni dell’Amministrazione Trump e mandando un segnale che non potrà essere ignorato dalla BCE, che ha alzato i tassi di interesse nell'ultima riunione del 16 giugno.

Nella riunione del 17 giugno, il comitato monetario della Banca Centrale americana ha deciso di mantenere i tassi di interesse fermi al 3,50%. Si tratta di una scelta che riflette le persistenti difficoltà nel riportare l’inflazione statunitense verso l’obiettivo stabilito del 2% (attualmente viaggia su un livello doppio).

Nonostante i timidi segnali di rallentamento dell’economia e un mercato del lavoro che inizia a mostrare le prime crepe, il CEO della FED e i suoi governatori hanno preferito non rischiare, rimandando l’inizio della stagione di tagli della liquidità.

La decisione non ha sorpreso gli analisti, ma ha ridimensionato le aspettative di chi scommetteva su un taglio immediato, spostando le previsioni di un primo allentamento all'autunno inoltrato o ai primi mesi del prossimo anno.

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Il rapporto tra FED e BCE: gli effetti sui mutui

La domanda che molti risparmiatori in Italia si pongono riguarda l’impatto di una decisione presa a Washington sulle rate del proprio mutuo. Il legame tra la FED e la Banca Centrale Europea è storico e profondo.

Se la BCE dovesse tagliare i tassi in modo troppo aggressivo, mentre la Fed li mantiene alti, l’euro rischierebbe di indebolirsi eccessivamente rispetto al dollaro.

Un dollaro forte rende più costose le materie prime energetiche che l’Europa importa, come il petrolio, finendo per importare nuova inflazione nel vecchio continente e vanificando gli sforzi fatti finora.

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Decisione FED: cosa succede ora ai mutui a tasso variabile?

Per i mutuatari italiani che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile, la decisione della FED significa che la discesa delle rate sarà più lenta e faticosa del previsto.

L’indice di riferimento per questi contratti è l’Euribor, il quale riflette le aspettative del mercato sulle mosse della BCE. Poiché Francoforte sarà costretta a muoversi con particolare prudenza a causa della rigidità della FED, l’Euribor rimarrà su livelli sostenuti più a lungo. Chi sperava in una rapida riduzione del costo del finanziamento nei prossimi mesi dovrà attendere più a lungo del previsto.

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La stabilità del mutuo a tasso fisso

Scenario differente si registra invece sul fronte dei mutui a tasso fisso, regolato dall'indice IRS. Questo parametro risente in modo meno diretto delle decisioni quotidiane delle Banche Centrali, essendo legato alle aspettative a lungo termine dell’economia.

Attualmente, il mercato ha già incorporato i precedenti rialzi dei tassi e ha stabilizzato l’IRS su valori decisamente più competitivi rispetto all'Euribor. Comprare casa oggi scegliendo il tasso fisso rappresenta una strategia di difesa per molti italiani, poiché permette di bloccare un interesse inferiore rispetto a quello iniziale di un tasso variabile, mettendosi al riparo dalle oscillazioni e dalle incertezze globali alimentate dalle tensioni americane.

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Mutui: le strategie di risparmio per le famiglie italiane

In questo contesto di incertezza globale, la parola d'ordine per i consumatori diventa pianificazione. Per chi si trova già a pagare una rata variabile diventata troppo pesante, la surroga del mutuo si prospetta come la soluzione ideale.

Trasferire il proprio finanziamento verso un’altra banca trasformandolo in un tasso fisso consente di ridurre l’esborso mensile in modo immediato, sfruttando la forbice favorevole che si è creata tra i due indici. Le decisioni della FED dimostrano che il ritorno a un denaro a basso costo non sarà immediato e che la prudenza guiderà i mercati ancora per molto tempo.

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Le offerte di mutuo surroga a tasso fisso

Banca Tasso Rata Taeg
Crédit Agricole Italia 3,30% € 569,74 3,56%
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Banco di Desio e della Brianza 3,50% € 579,96 3,67%
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