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Giovani e credito: dopo i 30 anni cresce il ricorso ai mutui

La svolta finanziaria degli italiani avviene mediamente dopo i 30 anni. Sotto questa soglia prevalgono piccoli finanziamenti finalizzati e tassi di entertainment alti. Sopra questa soglia, l'esposizione balza al livello più elevato per l'acquisto della prima casa, con mutui di lunga durata e rate calibrate.

Nicoletta Papucci
A cura di Nicoletta Papucci

Esperta di mercati e prodotti finanziari

coppia felice mostra chiavi della prima casa
Cresce il ricorso ai mutui dopo i 30 anni

⏰ In 30 secondi:

  • Sotto i 30 anni prevalgono piccoli finanziamenti con rate medie più basse;
  • Tra i 31-40 anni l'indebitamento medio sfiora i 50.000€, il più alto per età;
  • Gli under 40 rappresentano il 56% delle nuove erogazioni di mutui nel 2025.

Il credito rappresenta uno snodo centrale nel percorso di autonomia economica dei giovani italiani, ma con modalità e intensità molto diverse tra chi muove i primi passi e chi si trova nella fase di piena costruzione della propria vita finanziaria.

È quanto emerge dallo studio CRIF su giovani e credito, che analizza i comportamenti delle persone dai 18 ai 40 anni sull’insieme dei finanziamenti attivi. Nel complesso, nel mercato dei finanziamenti gli under 40 rappresentano poco più di un quarto dei contratti (26,8%) e dei soggetti coinvolti (27,1%).

Una quota significativa, ma non dominante, che racconta di una generazione presente nel mercato del credito, anche se con caratteristiche profondamente diverse rispetto alle fasce più mature.

A emergere con forza è soprattutto il diverso atteggiamento verso il debito tra i più giovani (18–30 anni) e la fascia immediatamente successiva (31–40 anni), che segna un vero punto di svolta nel ciclo di vita finanziario.

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Credito: primi passi e prudenza per i giovani tra i 18 e i 30 anni

I più giovani si affacciano al credito in modo prudente: le rate medie mensili sono sensibilmente più basse (215 euro) rispetto alla media complessiva che arriva a circa 280 euro, mentre l’indebitamento medio per soggetto resta contenuto.

È l’espressione di un credito “di ingresso”, fatto di importi più piccoli e impegni sostenibili, dove la priorità sembra essere l’accesso piuttosto che l’investimento. Un segnale coerente con una fase di vita in cui il reddito è spesso ancora in crescita e la relazione con il sistema creditizio è agli inizi, con pochi contratti per soggetto, importi limitati e un approccio che privilegia la gradualità. I ventenni italiani dimostrano consapevolezza dei propri limiti di bilancio, evitando di sovraccaricarsi di obbligazioni che non saprebbero sostenere nel medio periodo.

La grande svolta economica dopo i 30 anni

Il quadro cambia radicalmente nella fascia 31–40 anni. Le rate si allineano alla media del mercato, ma l’elemento davvero distintivo è l’indebitamento medio per soggetto che arriva quasi a 50 mila euro e raggiunge il livello più elevato tra le classi d’età. In altre parole, chi ha tra i 31 e i 40 anni non paga rate molto più alte della media, ma si porta sulle spalle un debito complessivo molto più consistente.

È la fascia in cui si concentrano le decisioni finanziarie più rilevanti: l’acquisto dell’abitazione, l’accensione di un mutuo casa e finanziamenti di lungo periodo, l’accumulo di più impegni creditizi nel tempo. A trent'anni si ridefiniscono le priorità e la stabilità lavorativa apre le porte per operazioni di ampio respiro patrimoniale.

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Il ruolo trainante dei mutui casa per gli under 40

Gli under 40 pesano circa un quarto del mercato dei mutui, ma si distinguono perché l’indebitamento medio è nettamente superiore alla media, mantenendo però rate mensili leggermente più basse: un segnale di scelte orientate alla sostenibilità della rata (probabilmente tramite una durata del finanziamento più lunga).

La fascia 31–40 anni costituisce il 22,7% di chi ha un mutuo, mentre la fascia 18-30 rappresenta solo il 5,1%. L'immobiliare si conferma la vera locomotiva del debito per i giovani adulti.

La necessità di dilazionare il pagamento su scadenze temporali ampie permette di contenere l'esborso mensile entro i limiti del proprio stipendio, pur determinando uno stock di debito complessivo imponente per le famiglie.

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Prestiti personali e finalizzati a confronto

Nei prestiti personali, gli under 40 contano meno che in altri segmenti: rappresentano poco più di un quinto del mercato (22,5%) e mostrano un profilo complessivamente prudente, con rate medie più basse (224 euro per i 18-30 anni e 233 euro per i 31-40 anni, rispetto agli oltre 250 euro di media generale) e indebitamento medio inferiore alle altre fasce di età (13.276 euro per i 18-30 anni e 15.601 euro per i 31-40 anni, rispetto agli oltre 16 mila euro di media generale). Il prestito personale è soprattutto una leva di flessibilità, mentre l’esposizione più alta si concentra nelle fasce 41–60 anni.

Nei prestiti finalizzati gli under 40 sono invece più centrali, arrivando a circa il 29% di contratti e soggetti. Ma la loro presenza non si traduce in maggiore esposizione: rate e indebitamento restano sotto o in linea con la media nazionale.

L'andamento dei contratti erogati nel 2025

Nel 2025 i contratti erogati ad under 30 sono stati il 14,9% del totale privati, mentre la quota dei 30-40enni è stata del 19,2%. In termini di importi finanziati, la quota di mercato è del 14,5% per gli under 30 e del 25,5% per quanto riguarda i 30-40enni. I prodotti dove gli under 40 si focalizzano sono carte, BNPL e soprattutto mutui.

In particolare, gli under 40 pesano per circa il 56% delle nuove erogazioni di mutui nell’ultimo anno. La fascia 30-40 anni è particolarmente cruciale in questo segmento: la sua quota di mercato è del 35%, 16 punti superiore alla media delle erogazioni privati.

Per la fascia under 30 l’incidenza è 6 punti superiore alla media. Si osserva un peso minore nei prestiti tradizionali, in particolare sui richiedenti under 30 e nelle cessioni del quinto.

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Analisi degli importi e delle durate dei mutui

La maggior parte dei mutui erogati ad under 40 ha importi fra 100 e 200 mila euro, valori tipici dei mutui per l’acquisto della prima casa. Solo un 10% circa può sostenere mutui di importo maggiore. Per contro, il 46% dei mutui erogati a over 40 sono di importo inferiore ai 100 mila euro, valori più tipici di un mutuo ristrutturazione o di un nuovo acquisto, per cui il richiedente può permettersi di finanziare una quota inferiore dell’importo pagato, avendo accesso a maggiori risparmi.

La distribuzione delle durate va di pari passo a quella degli importi: meno del 20% dei giovani può permettersi un mutuo ventennale o più breve, quota che per gli over 40 sale al 46%. Il fattore tempo è la risorsa principale per diluire l'impatto economico dell'acquisto.

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