⏰ In 30 secondi:
- TAEG mutui casa al 3,96% a maggio, ai massimi da mesi;
- Il rialzo è legato a inflazione e tensioni internazionali;
- Rata più cara di 29,50 euro al mese per il variabile.
Tassi in aumento, ma il credito non si ferma. Mentre i mutui casa si avvicinano al 4% e i finanziamenti diventano più cari, famiglie e imprese continuano a chiedere prestiti e a investire. Un segnale di fiducia nell'economia reale, che regge nonostante i tassi più alti.
⏰ In 30 secondi:
Dopo una fase in cui il mercato immobiliare sembrava aver ritrovato un po' di respiro, il costo dei mutui casa torna a crescere. Gli ultimi aggiornamenti statistici della Banca d'Italia sui tassi praticati dal sistema bancario a famiglie e imprese segnalano che a maggio il TAEG sui nuovi finanziamenti destinati all'abitazione ha raggiunto il 3,96%, contro il 3,91% di aprile. Un incremento apparentemente contenuto, ma sufficiente a riportare il costo dei nuovi mutui a un passo dalla soglia psicologica del 4%.
Il dato di maggio rappresenta il valore più alto da agosto 2024, quando il TAEG medio si era attestato attorno al 4,09%. La differenza rispetto al mese precedente può sembrare marginale, ma su finanziamenti di lunga durata anche uno scarto ridotto incide in modo sensibile sia sulla rata mensile sia sul costo complessivo del mutuo. È qui che il TAEG diventa l'indicatore da tenere d'occhio: a differenza del tasso pubblicizzato, misura il costo effettivo del finanziamento nel suo insieme, comprese le voci accessorie.
Secondo l'Unione Nazionale Consumatori, la risalita è collegata al rialzo dell'inflazione e a un contesto internazionale reso più incerto dalle tensioni in Iran, che si sono riflesse sulle aspettative dei mercati e, di conseguenza, sulle decisioni di politica monetaria.
Sulla stessa linea il Codacons, che parla di un "effetto Iran" sul mercato dei finanziamenti, sottolineando come le tensioni geopolitiche possano alimentare inflazione e tassi d'interesse. Il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, definisce il dato "una pessima notizia", proprio perché segna il ritorno del costo dei mutui in prossimità di quota 4%.
L'aumento colpisce soprattutto chi accende oggi un nuovo mutuo a tasso variabile. Secondo le stime dell'Unione Nazionale Consumatori, considerando importo e durata media, il rialzo rispetto a un anno fa comporta una rata più pesante di 29,50 euro al mese, per un aggravio che su base annua sfiora i 354 euro. Il confronto è con il maggio precedente, quando il TAEG medio era pari al 3,58%.
Non si tratta di un tema che riguarda solo le nuove sottoscrizioni: anche le famiglie che hanno già un finanziamento a tasso variabile restano esposte alle condizioni di mercato, che possono riverberarsi sull'importo delle rate.
Per dare la misura del fenomeno, il Codacons ricorda che il mercato dei mutui a tasso variabile in Italia vale circa 150 miliardi di euro e coinvolge all'incirca un milione di famiglie.
In una fase di tassi nuovamente in tensione, la scelta del mutuo va soppesata con attenzione. Confrontare le offerte disponibili e ragionare sul TAEG e non solo sul tasso nominale resta il modo più efficace per capire quanto costa davvero un finanziamento.
Chi privilegia la certezza della rata può valutare il mutuo a tasso fisso per mettersi al riparo da nuovi rialzi; chi ha maggiori margini di reddito può considerare il variabile, consapevole però che le oscillazioni dei mercati possono ancora incidere. In entrambi i casi, restare aggiornati e comparare le condizioni è la premessa per una scelta consapevole.
Guardando oltre i finanziamenti immobiliari, il quadro appare più articolato. Il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo a maggio è sceso leggermente, dal 10,41% al 10,37%: un costo comunque molto più elevato di quello dei mutui, dal momento che questa forma di prestito presenta caratteristiche e profili di rischio differenti.
In aumento, invece, i tassi applicati ai nuovi prestiti alle società non finanziarie, saliti al 3,67% dal 3,56% di aprile. Il credito più caro non riguarda dunque solo le famiglie, ma anche le imprese chiamate a finanziare investimenti e liquidità.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Banco di Sardegna | 3,05% | € 424,31 | 3,25% |
| Credem | 3,05% | € 424,31 | 3,33% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,54% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| UniCredit | 3,45% | € 446,26 | 3,74% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
Nel primo trimestre, il tasso medio italiano è rimasto stabile al 3,37%, secondo i dati dell’European Mortgage Federation. Il confronto europeo mostra differenze marcate: in Spagna il tasso medio è del 2,72%, mentre in Germania sale al 3,75%. Per chi cerca un mutuo in Italia, la scelta tra fisso e variabile dipende anche dalla capacità del mutuatario di sostenere un’eventuale variazione della rata.
Dopo un avvio d'anno stabile, IRS ed Euribor sono saliti progressivamente fino a toccare i massimi nel mese di settembre. A destabilizzare i tassi ha contribuito la mossa della BCE del 10 settembre, che apre un ultimo trimestre da monitorare con attenzione.
Novità per i mutui casa: dal 3 agosto 2026 chi beneficia della Legge 104 ha accesso prioritario al Fondo Garanzia Prima Casa. La garanzia statale sale all'80%, rendendo più semplice ottenere un finanziamento e acquistare la prima casa a condizioni agevolate.
Nonostante i numeri parlino a favore del variabile, la maggioranza dei richiedenti un mutuo continua a preferire la certezza della rata fissa. Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it, a luglio il tasso fisso copre il 94 per cento delle richieste di mutuo.
Per richiedere un mutuo servono documenti anagrafici, di reddito e relativi all’immobile. Scopri quali documenti servono per il mutuo, le principali normative che tutelano chi lo richiede, il Fondo di Garanzia Prima Casa e le detrazioni fiscali sugli interessi.
Il mutuo a tasso fisso è un finanziamento con un tasso d'interesse costante nel tempo, che garantisce una rata costante e la massima prevedibilità delle spese. Vediamo quindi il suo funzionamento, le condizioni del piano di rimborso, i vantaggi, gli svantaggi e le opzioni per modificarlo nel tempo.