⏰ In 30 secondi:
- Ristrutturazioni: IVA al 10%, salvo soglie sui beni significativi;
- Dal 2025 stop ai bonus fiscali per caldaie a soli combustibili fossili;
- Detrazioni IRPEF 2026: 50% prima casa, 36% su altri immobili.
Se si avvia una ristrutturazione, conoscere i meccanismi dell'IVA ridotta consente di abbattere l'esborso complessivo. Per il 2026, l'aliquota al 10% è in molti casi accessibile, a patto però di rispettare i requisiti delle ultime riforme normative. Vediamo nel dettaglio le varie casistiche.
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Chi ha intenzione di ristrutturare la propria abitazione può approfittare di una serie di vantaggi relativi all'IVA agevolata, che consente un notevole risparmio economico. Muoversi fra le varie voci e casistiche, tuttavia, non è affatto semplice. Ecco perché è utile conoscere quando e come vengono applicati i diversi regimi fiscali.
La tassazione alleggerita, con aliquota al 10%, si applica alle opere realizzate su proprietà destinate principalmente a uso abitativo privato. Ai sensi del DPR 633/1972, l'agevolazione in questione copre:
Rientrano in questa categoria, ad esempio, il rifacimento di bagni e impianti, il cambio di pavimentazioni e serramenti, le tinteggiature e tutte le modifiche che ripristinano la funzionalità dell'immobile.
La tassazione al 10% non si applica in modo uniforme a ogni singola voce di spesa. Esiste una categoria di elementi, definiti "beni significativi", che segue un regime contabile specifico e che include:
Nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie, la manodopera e i materiali generici pagano sempre l'IVA al 10%. Per i beni significativi elencati sopra, invece, il 10% si applica solo fino a un importo pari al valore della manodopera e degli altri servizi inclusi nella prestazione. La parte di valore del bene che eccede questa cifra sconta l'IVA ordinaria al 22%.
Ecco un esempio pratico: per un lavoro complessivo di 10.000 euro, dove gli infissi costano 6.000 euro e la posa/altri servizi costano 4.000 euro, ecco come vengono distribuite le aliquote:
L'aliquota standard del 22% invece si applica obbligatoriamente nei seguenti scenari:
Il recepimento delle Direttive Europee sull'efficienza energetica, inoltre, ha modificato il perimetro dei bonus. Secondo le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 8/2025), dal 1° gennaio 2025 non si può più accedere ad alcuna agevolazione fiscale per la sostituzione o l'installazione di caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili.
Rimangono, invece, pienamente agevolati i sistemi tecnologici alternativi o integrati come:
Si tratta di due tutele fiscali distinte: la tariffazione IVA riduce direttamente l'importo delle fatture emesse dal fornitore, mentre le detrazioni sui redditi permettono il recupero posticipato di una quota della spesa. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) prevede un doppio scaglione per le detrazioni in 10 quote annuali e con un tetto di spesa fissato a 96.000 euro:
Il quadro normativo diventerà però meno favorevole nei prossimi anni: nel 2027, infatti, le percentuali scenderanno al 36% per la prima casa e al 30% per altri immobili. Nel 2028, infine, la detrazione si attesterà al 30% per tutti, con il tetto massimo di spesa dimezzato a quota 48.000 euro.
Possono accedere alla detrazione tutti i contribuenti IRPEF (anche non residenti) che detengono l'immobile a titolo di proprietà, locazione, comodato o altro diritto reale. L'estensione vale anche per i familiari conviventi e i conviventi more uxorio, purché le fatture e i relativi bonifici di pagamento siano intestati specificamente al soggetto che richiede lo sgravio fiscale.
Pianificare gli sgravi fiscali è essenziale, ma richiede una disponibilità finanziaria iniziale. Per evitare di azzerare la propria liquidità o coprire le spese non incluse nei bonus, il ricorso a un mutuo ristrutturazione rappresenta una soluzione ideale.
Tramite il comparatore gratuito di MutuiOnline.it è possibile confrontare le migliori offerte di mutuo ristrutturazione e individuare l'offerta più in linea con le proprie esigenze, considerando tutti i parametri relativi come tasso di interesse, durata del piano di ammortamento e condizioni di finanziamento.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 281,07 | 3,80% |
| Banco BPM | 3,40% | € 287,42 | 3,81% |
| BPER Banca | 3,40% | € 287,42 | 3,94% |
| BBVA | 3,65% | € 293,85 | 4,14% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,75% | € 296,44 | 4,24% |
| Banca Popolare Pugliese | 3,94% | € 301,41 | 4,29% |
| CheBanca! | 3,67% | € 294,37 | 4,30% |
| UniCredit | 4,05% | € 304,31 | 4,65% |
| ING | 4,97% | € 324,98 | 5,71% |
Il mercato dei mutui accoglie con favore nuove soluzioni di garanzia, spinte soprattutto dagli acquirenti under-36 che, pur rappresentando ancora una quota minoritaria del totale, mostrano una tendenza all'acquisto in forte e costante crescita nell'ultimo biennio.
Nel 2025, le compravendite di case vacanza hanno rappresentato il 6,7% del totale, in linea con gli anni precedenti. La tipologia più richiesta è il trilocale, che costituisce il 32,2% degli acquisti, seguito da soluzioni indipendenti (27,9%) e bilocali (23,5%). Si osserva un ridimensionamento degli acquisti di abitazioni indipendenti, con una domanda che si orienta prevalentemente verso immobili con vista mare o lago, dotati di spazi esterni fruibili e situati in prossimità delle spiagge.
Secondo l'ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it, la percentuale delle richieste per acquisto prima casa nel secondo trimestre del 2026 si attesta al 69,3%. Un dato in leggera flessione rispetto ai trimestri precedenti, ma che inequivocabilmente dimostra come la prima casa resti per gli italiani il principale progetto di vita. Ecco le migliori offerte di mutuo prima casa di luglio 2026.
Il mercato delle aste immobiliari cambia volto: le famiglie superano gli investitori e diventano il 65% dei compratori. Complice un risparmio medio del 20%, comprare casa all'asta si afferma come la soluzione per i giovani che sognano la prima casa. Un mutuo per casa all'asta oggi è più accessibile.