⏰ In 30 secondi:
- Il 29 luglio la FED conferma i tassi nella forbice tra 3,50% e 3,75%;
- Le decisioni FED condizionano il cambio euro-dollaro e i rendimenti europei;
- A settembre la BCE valuterà una stretta se l'inflazione non rallenta.
La FED ha deliberato il 29 luglio di mantenere i tassi d'interesse invariati nella forbice tra il 3,50% e il 3,75%, confermando una linea di prudenza dettata dai dati sull'inflazione. Una decisione che può impattare anche sui mercati finanziari del Vecchio Continente e sulle prospettive dei mutui.
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La decisione presa il 29 luglio dalla Banca Centrale statunitense rappresenta un passaggio cruciale per gli equilibri finanziari internazionali. La scelta di tenere fermi i tassi di interesse, dopo una spaccatura tra i membri del board con diversi economisti orientati a un rialzo, riflette la complessità di un quadro macroeconomico globale ancora incerto, dominato dalla necessità di riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%.
Le ripercussioni di questo orientamento si fanno sentire con immediatezza anche al di qua dell'Atlantico, influenzando le aspettative degli operatori finanziari della zona euro e condizionando le mosse future della BCE.
Sebbene la Banca Centrale Europea mantenga la propria autonomia statutaria, le decisioni assunte a Washington influenzano inevitabilmente il valore del cambio tra euro e dollaro e i rendimenti dei titoli obbligazionari a lungo termine.
Quando i rendimenti dei titoli di Stato americani si muovono, le traiettorie dei benchmark europei tendono ad allinearsi, provocando aggiustamenti immediati sugli indici di riferimento utilizzati dalle banche per calcolare i costi dei finanziamenti immobiliari.
I mutui a tasso fisso in Italia sono strettamente legati all'andamento dell'indice Eurirs. Questo indicatore non dipende direttamente dai tassi ufficiali definiti dalle banche centrali per il breve termine, bensì dalle aspettative di mercato sui tassi d'interesse a medio e lungo termine, tipicamente a 10, 15, 20 o 30 anni. L'atteggiamento manifestato dalla FED il 29 luglio invia un segnale chiaro agli investitori internazionali, riducendo o aumentando la volatilità sui mercati dei capitali.
Per chi sceglie un mutuo a tasso fisso oggi, il costo complessivo dell'operazione rimane legato a dinamiche di lungo periodo che vedono la curva dei rendimenti stabilizzarsi, offrendo certezze sui costi mensili a fronte di un mercato in continua evoluzione.
Diverso è il discorso per i mutui a tasso variabile, la cui evoluzione è guidata dall'andamento dell'indice Euribor, a sua volta fortemente condizionato dai tassi d'interesse sui depositi stabiliti dalla BEC.
Sebbene la decisione della FED non modifichi direttamente il parametro Euribor, la politica monetaria della riserva federale può restringere i margini di manovra della BCE. Un divario eccessivo tra i tassi d'interesse americani ed europei rischia infatti di indebolire l'euro, generando pressioni inflazionistiche importate da beni fondamentali come le materie prime e l'energia.
Il contesto finanziario globale resta caratterizzato da un'attenta ponderazione dei dati macroeconomici da parte dei banchieri centrali. Il bilanciamento tra la lotta all'inflazione e il sostegno alla crescita economica guida ogni singola decisione di politica monetaria. La riunione del 29 luglio conferma che la priorità assoluta resta la stabilità dei prezzi, ma la cautela mostrata dalla Banca Centrale aiuta a evitare scossoni improvvisi sui mercati dei mutui casa.
Quanto al resto, occorrerà attendere le decisioni della BCE, che nella prossima seduta di settembre potrebbe decidere per una stretta sui tassi nel caso in cui non arrivassero segnali di rallentamento dal fronte dell’inflazione.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Credem | 3,04% | € 423,76 | 3,42% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,29% | € 437,40 | 3,55% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
| Banca Sella | 3,45% | € 446,26 | 3,72% |
Nonostante i numeri parlino a favore del variabile, la maggioranza dei richiedenti un mutuo continua a preferire la certezza della rata fissa. Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it, a luglio il tasso fisso copre il 94 per cento delle richieste di mutuo.
Secondo il Bollettino Mensile dell’ABI, il tasso medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni scende al 3,48%, confermando il trend di calo dal 4,42% di fine 2023. I prestiti alle famiglie crescono per il diciottesimo mese di fila, trainando la ripresa del mercato immobiliare e creditizio.
L'acquisto della prima casa si conferma il sogno degli italiani, con oltre il 70% delle richieste di mutuo destinate a questo obiettivo nel 2026. Per chi cerca un mutuo giovani, si aprono due percorsi vantaggiosi: da un lato la stabilità del tasso fisso, dall'altro il tasso variabile.