Case: ecco quanto incide la presenza o meno dell’ascensore sul prezzo
Un'indagine ha valutato il valore aggiunto degli ascensori nei contesti abitativi. Un esame che assume un peso particolare nel nostro Paese, caratterizzato da tanti immobili vetusti. È emerso un differenziale intorno al 20% tra gli edifici con e senza ascensore.
Con la Banca centrale europea che si appresta (il 12 dicembre) a tagliare ancora i tassi di interesse, l’orizzonte è positivo per il mercato immobiliare. Le ultime rilevazioni di mercato segnalano che i prezzi restano intorno alla stabilità, per cui il maggiore accesso ai finanziamenti darà la spinta per un’accelerazione delle transazioni. Intanto altri cambiamenti stanno caratterizzando la domanda, con il bisogno di comfort che assume un peso via via crescente.
Nuovi bisogni della domanda abitativa
Nell’arco di venti anni, tra il 2004 e il 2024, l’età media della popolazione è aumentata da 42,3 a 46,6 anni. A rivelarlo è uno studio dell’Istat, dal quale emerge anche che nello stesso periodo, mentre la popolazione degli adulti tra i 16 e i 64 anni si è ridotta del 2,5%, e quella dei bambini e dei ragazzi fino a 15 anni è calata di oltre il 12%, i residenti over 65 anni sono cresciuti del 5,1%. Tra questi ultimi, oltre la metà ha almeno 75 anni, il 3,8% in più rispetto a due decenni fa. Questi numeri sono utili per avere una fotografia aggiornata della popolazione italiana, delle sue caratteristiche e dei suoi bisogni.
Il valore aggiunto dell’ascensore
A questo proposito, immobiliare insights ha effettuato un’analisi per valutare il valore aggiunto degli ascensori nei contesti abitativi. Un esame che assume un peso particolare nel nostro Paese, caratterizzato da tanti immobili vetusti, che almeno in origine non erano dotati di impianti, e che in alcuni casi hanno una conformazione tale da non poter provvedere alla costruzione degli impianti. La conclusione alla quale sono arrivati gli analisti è che le case con ascensore costano, mediamente, il 21% in più rispetto a quelle che ne sono sprovviste. In termini di prezzo, le prime si attestano poco sopra i 2.400 euro, le seconde sotto i 2 mila euro. Questo in termini generali, dato che poi lo scenario è molto diverso tra Nord e Sud, e ancor più tra grandi centri, hinterland e provincia.
I territori con il maggiore differenziale
Le differenze di prezzo legate all’ascensore sono particolarmente elevate nel caso di Bari, dove l’ascensore porta a un surplus di prezzo nell’ordine del 51%, mentre a Catania e Napoli il divario è rispettivamente del 35% e del 34%.
Solo Torino, tra le altre grandi città del nostro Paese, raggiunge questi numeri: nel capoluogo piemontese, infatti, per acquistare un immobile con ascensore bisogna mettere a budget il 39% in più.
Altrove il gap è più ridotto. A Genova, puntare sull’ascensore significa spendere il 28% in più, mentre a Verona il 23%. Si scende al +18% a Bologna, al +16% a Milano, al +13% a Venezia e al +11% a Roma. In coda c’è Firenze. Nel capoluogo toscano, l’acquisto di una casa in un edificio con ascensore comporta una spesa aggiuntiva di solo il 10%.
“Il surplus si nota soprattutto al Sud e nelle Isole, dove spesso il prezzo di partenza delle case è più basso e quindi il margine di crescita è maggiore, e meno in quelle città, come Roma, Milano e Firenze, dove le abitazioni mediamente hanno già raggiunto prezzi più elevati”, è la chiave di lettura fornita da Antonio Intini, chief business development officer di Immobiliare.it.
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Le variazioni a cinque anni
L’analisi del portale contiene anche un capitolo dedicato al confronto a cinque anni. Emerge che tra il 2019 e il 2024 i prezzi delle case con o senza ascensore sono cresciuti quasi di pari passo, registrando rispettivamente un +10,2% e un +10,7%. Anche in questo caso, però, gli andamenti sono stati differenti a livello territoriale.
A Venezia gli immobili senza ascensore hanno conosciuto un incremento rispettivamente del 56%, a fronte di un +36,5% delle case munite. Queste ultime si sono invece rivalutate del 40,3% a Milano, contro il +51,5% di quelle sprovviste di ascensore. Il trend è simile, ma con un differenziale inferiore a Torino e Palermo: nella città della Mole, le case senza ascensore hanno visto una crescita dei costi, dal 2019, del 10%, contro il +4,8% di quelle dotate di ascensore. Nel capoluogo siciliano, invece, le prime si sono rivalutate del 6,7%, contro il 3% delle seconde.
Ci sono invece cinque città in cui si è registrato il processo inverso, con un aumento maggiore dei prezzi degli immobili con ascensore. Si tratta di Bari (+9,8% contro +8,3%), Firenze (+13,6% rispetto a +10,2%), Napoli (rispettivamente +9,1% e +8,1%), Verona (+34,8% e +27%) e Bologna (+23% e +22%).
A Roma, l’incremento del prezzo al metro quadro è simile per le due tipologie (+4,3% con ascensore e +4% senza), mentre in altre due località il prezzo si è addirittura abbassato rispetto a cinque anni fa. A Catania si evidenzia un -0,7% degli immobili con ascensore e un -5,5% di quelli senza ascensore, mentre a Genova un -1,8% per il primo tipo e un -0,4% per il secondo.
Le offerte di mutuo a tasso fisso:
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
| Credem | 3,12% | € 428,10 | 3,50% |
| Crédit Agricole Italia | 3,20% | € 432,47 | 3,54% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,29% | € 437,40 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
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