Affitti: i nuovi trend del dopo Covid
Mentre tutti eravamo chiusi in casa in attesa che i dati sanitari tornassero ad essere clementi per riprenderci in mano le nostre vite, sul mercato immobiliare stava per compiersi una vera a propria rivoluzione.
A darcene atto, i dati di SoloAffitti, il franchising che presidia l’intero territorio nazionale, che ha messo insieme le rilevazioni di questi mesi di cambiamento epocale.
Cambiano per prima cosa i parametri importanti che definiscono l’abitazione: lo spazio a disposizione, l’ubicazione, il comfort e la privacy diventano prioritari e finiscono per dettare le nuove scelte, ed essere in molti casi il motivo del cambiamento.
Lo smart working, diventato modalità costante o part time del lavoro, il distanziamento sociale che ha spostato ormai buona parte dei pasti, dello shopping e dell’intrattenimento all’interno delle quattro mura (si pensi al cinema o ai ritrovi tra amici), mettono in gioco le vecchie priorità e ne stabiliscono di nuove: basta centro città, case come alberghi e spazi sacrificati in nome della vicinanza al luogo di lavoro o dei servizi, quello che si cerca adesso è una casa distante dall’affollamento della città, con spazi da organizzare per il lavoro spesso di più membri della famiglia.
In sintesi, sono tre le richieste più frequenti registrate nel mese di giugno:
- il giardino, con il 73% in più di domande rispetto al periodo pre-Covid;
- la casa indipendente, con una crescita del 48%;
- gli attici, che fanno rilevare un aumento della domanda del 30,5%
Gli affitti nelle città turistiche
Mentre nel resto d’Italia la tendenza è la ricerca di abitazioni defilate dal centro e in aree verdi e tranquille, alcune città più turistiche che accolgono anche professionisti, lavoratori e studenti, registrano un aumento del 20% della domanda di monolocali. Se un tempo la tendenza per chi raggiungeva le città per motivi di studio o lavoro era infatti la condivisione, attualmente il distanziamento sociale induce a preferire case da occupare da soli.
In forte calo evidentemente gli affitti brevi, che fino a prima della diffusione del virus avevano rimesso sul mercato migliaia di proprietà immobiliari e che adesso invece dovranno ripensare la formula di locazione secondo le nuove esigenze dettate dall’emergenza sanitaria.
Le previsioni di SoloAffitti
Secondo il portale, nei prossimi mesi il mercato degli affitti continuerà ad essere molto attivo: attualmente al 10% del parco immobiliare italiano, potrebbe arricchirsi di quell’ulteriore 12% di immobili di proprietà ancora non affittato, perché tenuto come seconda casa, oppure perché messo in vendita prima della pandemia.
Una certezza, in tutto questo, resta: il mattone continua ad essere il migliore investimento, senza tempo e che non conosce crisi, ma semplicemente si rinnova e muta secondo i diversi trend economici e sociali.
E se si stesse pensando di investire un gruzzolo di risparmi nell’acquisto di una casa, si sappia che una soluzione potrebbe essere ricorrere a un mutuo e usufruire di tassi molto agevolati.
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