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Tempi di vendita delle case: Milano e Bologna le città più veloci

Nelle grandi città occorrono 112 giorni per vendere casa. Le metropoli più veloci in Italia sono Milano con 56 giorni e Bologna con 57 giorni. La media nei capoluoghi di provincia è di 149 giorni; servono, invece, 154 giorni per vendere un immobile nell’hinterland delle grandi città.

23/12/2020 in MutuiOnline informa

L’emergenza coronavirus ha frenato per un certo periodo il mercato immobiliare, ma non ha inciso sulle tempistiche di vendita. Gli ultimi dati rivelano che nelle grandi città occorrono 112 giorni per vendere casa rispetto ai 122 registrati un anno fa. La media nei capoluoghi di provincia è di 149 giorni; occorrono, invece, 154 giorni nell’hinterland delle grandi città. +

A Bari e a Verona sono stati registrati i tempi di vendita maggiori; rispettivamente 178 e 142 giorni. Le città più veloci sono, invece, Milano con 56 giorni e Bologna con 57 giorni. L’analisi è stata effettuata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa che considera i tempi di vendita quale indicatore importante dello stato di salute del mercato immobiliare.

Rispetto al passato i tempi di vendita sono diminuiti nelle grandi città: basti pensare che nel 2010 per vendere casa occorrevano 154 giorni; nel 2011 ci volevano 168 giorni e nel 2012 ben 191 giorni.

Il 2012 è stato l’anno peggiore per questo settore: all’epoca c’era un’abbondante offerta, ma le banche erano meno flessibili nell’erogare il credito. I tempi per chiudere le trattative immobiliari si dilatarono. A partire dal 2013 c’è stata l’inversione di tendenza: i giorni per vendere casa iniziarono a calare in maniera progressiva.

Corsa all’acquisto di casa dopo il lockdown

Ma torniamo ai nostri giorni per capire in che modo sono cambiare le tempistiche di vendita e come ha influito la pandemia sul mercato immobiliare. Tecnocasa sottolinea che, subito dopo il lockdown di primavera, c’è stata una vera e propria corsa all’acquisto di casa. Gli acquirenti si sono mostrati molto più determinati e i venditori più disposti ad accogliere le proposte della controparte. Su entrambe le parti pendeva la paura di una nuova chiusura forzata.

In questo periodo non sono state poche le compravendite di case vacanza: gli italiani hanno sentito il bisogno di cambiare aria e di staccare la spina rispetto a quanto stava accadendo. Anche queste transazioni sono avvenute in tempi veloci. Ma ad essere celeri sono stati in particolare gli acquirenti che non hanno risentito della crisi economica causata dall’emergenza coronavirus e che non volevano dunque più rinviare l’acquisto di casa. Rapidi allo stesso quei venditori che avevano necessità di reperire liquidità.

A presentare il segno più sono stati soprattutto gli acquisti di prima casa da parte di chi vive in una metropoli; le transazioni sono state effettuate a favore di abitazioni ubicate sia nell’hinterland della metropoli stessa che in altre province della regione. Non sono pochi coloro che hanno deciso di optare per la casa principale fuori dai confini cittadini.

A dare man forte alle compravendite sono stati sicuramente i tassi di interesse ai minimi storici dei mutui casa. Ad avere la meglio soprattutto i mutui a tasso fisso: il mutuatario non vuole esporsi e conosce sin dall’inizio l’importo totale del finanziamento. Con un mutuo a tasso fisso, infatti, la rata del mutuo resta costante per tutta la durata del rimborso. Questa tipologia di mutuo viene scelta da chi non intende correre rischi di natura finanziaria e vuole poter pianificare il bilancio familiare.

I mutui a tasso variabile, che hanno un costo inferiore rispetto a quelli con tasso fisso nel primo periodo di ammortamento, consentono di ottenere i vantaggi delle fluttuazioni dei mercati finanziari, ma ne pagano anche le conseguenze in caso di aumento dell’inflazione. I mutuatari che optano per questo prestito ipotecario ne accettano il rischio: se l’inflazione aumenta, la rata da pagare sarà più alta. Dal momento, inoltre, che le rate subiscono costanti oscillazioni, non si potrà mai avere una chiara idea del costo reale del mutuo. Tale tipologia di mutuo viene scelta maggiormente da coloro che hanno un reddito medio-alto.

A cura di: Tiziana Casciaro

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Parole chiave

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