Mutui, esplodono le richieste di surroga
Il rallentamento della crescita economica, unita a una politica monetaria ancora espansiva, contribuisce a mantenere bassi i livelli dei tassi di interesse, inchiodati ai minimi storici. E nell’universo dei mutui esplodono le richieste e l’erogato per “rottamare” il vecchio finanziamento. È quanto emerge dal consueto Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it. Nel solo mese di gennaio 2020, la concessione dei mutui con la finalità “Sostituzione e surroga” è letteralmente schizzata verso l’alto, arrivando a rappresentare il 65% del complessivo erogato (le richieste si sono attestate al 64,2%). Per risalire a una percentuale simile bisogna tornare al 2015, quando il tasso di rifinanziamento della Bce arrivò per la prima volta a zero: allora, la finalità “Sostituzione e surroga” arrivò a rappresentare il 64,6% del mercato (nel secondo semestre 2019, la market share per la stessa finalità si era fermata al 43,2%). Le richieste di mutui per sostituzione e surroga, invece, si mantengono su livelli stratosferici dal terzo trimestre dello scorso, quando hanno fatto segnare il record al 68,1 per cento.
Vince il tasso fisso
L’esplosione delle surroghe è giustificata dai tassi estremamente convenienti nella versione “fissa”. Tant’è che il grosso dell’erogato a gennaio 2020 ha interessato proprio i mutui a tasso fisso, arrivati a rappresentare il 95,1% del mercato (in costante aumento dal 2014). Di pari passo, sprofonda l’erogato dei finanziamenti a tasso variabile, che scivola al 4,3% (nel 2019 la market share era del 9,1%), il valore più basso dal 2006 a oggi. Abbiamo fatto una simulazione sul comparatore MutuiOnline.it per avere un’idea delle offerte in questo particolare momento di mercato e abbiamo ipotizzato una richiesta di surroga a 15 anni per un mutuo da 100mila euro a fronte di un immobile che ne vale 200.000 mila. A queste condizioni, con un loan to value al 50% (il loan to value rappresenta la percentuale di finanziamento richiesta rispetto al valore dell’immobile), oggi si riesce a strappare un fisso con un Taeg (Tasso annuo effettivo globale) dello 0,68%, con spese di perizia e istruttoria azzerate. Un valore che non si discosta di molto dal miglior mutuo a tasso variabile, che alle stesse condizione oggi ha un Taeg dello 0,45 per cento.
Tassi ai minimi storici
Le offerte appena elencate sono le migliori che si trovano sulla piazza. Sfogliando il “catalogo” dei finanziamenti è possibile trovare un po’ di tutto, anche tassi fissi che nonostante la negatività di alcuni benchmark di riferimento (l’Irs a diverse scadenza, da 5 anni fino a 30 anni) arrivano quasi al 2 per cento. Mediamente, comunque, i tassi di mercato si trovano ai minimi storici. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it, il fisso viaggia mediamente attorno all’1,10%, mentre il variabile si posizione attorno allo 0,77 per cento.
Cresce l’importo erogato
A fronte di tassi così convenienti, soprattutto nella versione “fissa”, sale l’erogato medio dei mutui concessi, che a gennaio 2020 si è attestato a 144.354 euro, con un crescita del 24% circa rispetto ai mnimi toccati nel 2015 (anno in cui i tassi Bce sono arrivati per la prima volta a zero), a 116.429 euro. Sul fronte della durata, invece, non si registrano particolare divergenze rispetto agli anni precedente, con il 20 anni che rimane la parte preponderante dell’erogato, al 37,5 per cento. In leggero aumento la durata a 15 anni (23,8% contro il 18% del 2019) e quella a 25 anni (18,1% contro il precedente 16,3%), mentre i finanziamenti al di sotto dei 10 anni calano dall’8,9% al 5,5 per cento.
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