⏰ In 30 secondi:
- La caparra si restituisce se il contratto si scioglie senza inadempimenti;
- Chi versa la caparra può chiedere il doppio se è inadempiente chi la riceve;
- Caparra, acconto e deposito cauzionale hanno regole diverse di restituzione.
La caparra confirmatoria va restituita quando il contratto si scioglie senza un inadempimento che giustifichi il recesso previsto dalla legge. Se è inadempiente chi l’ha ricevuta, la parte adempiente può chiedere il doppio, quando ricorrono i presupposti dell’art. 1385 del Codice civile.
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La caparra confirmatoria è una somma versata per rafforzare l’impegno assunto con un contratto. Nella compravendita immobiliare viene spesso prevista nella proposta d’acquisto o nel preliminare. In caso di adempimento, la somma viene restituita oppure imputata al prezzo, secondo quanto concordato.
La caparra confirmatoria e un acconto non sono la stessa cosa. L’acconto è un pagamento parziale del prezzo; non comporta, di per sé, il meccanismo del trattenimento o della restituzione del doppio previsto dall’art. 1385 c.c. Per capire se spetta la restituzione della caparra o dell’acconto, è quindi importante verificare come il versamento è descritto nel contratto e quale funzione gli attribuiscono le clausole.
In generale, la caparra va restituita quando il contratto si scioglie senza un inadempimento imputabile a una delle parti che giustifichi i rimedi della caparra confirmatoria. Può accadere, per esempio, se si avvera una condizione che impedisce al contratto di produrre i suoi effetti, oppure se le parti concordano di scioglierlo. Il caso concreto e il testo dell’accordo restano determinanti.
Se l’acquirente è inadempiente e il venditore sceglie il recesso secondo l’art. 1385 c.c., può trattenere la caparra. Questo non significa che chi acquista casa perda sempre la somma per il solo fatto che la compravendita non si conclude: occorre valutare gli obblighi assunti, le clausole e la causa del mancato acquisto.
Per esempio, la mancata concessione del mutuo casa non comporta automaticamente la perdita della caparra. Nel preliminare può essere inserita una condizione sospensiva legata all’ottenimento del finanziamento.
Se la condizione è formulata in modo chiaro e non si verifica, le somme versate possono dover essere restituite. È quindi opportuno controllare scadenze, obblighi di collaborazione e modalità con cui va documentato l’esito della richiesta di mutuo.
Se è inadempiente chi ha ricevuto la caparra, la parte che l’ha versata può recedere dal contratto e chiedere una somma pari al doppio della caparra. Il doppio non è un rimborso automatico ogni volta che l’accordo salta: presuppone che ricorrano le condizioni di legge e che la parte scelga il rimedio del recesso.
La parte adempiente può anche scegliere di chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno secondo le regole ordinarie. Questa via è distinta dal recesso con ritenzione o richiesta del doppio della caparra. Le due forme di tutela non vanno presentate come cumulabili: la scelta dipende dalla situazione e può richiedere una valutazione legale.
Quando si parla di caparra affitto e restituzione, è importante capire che, nelle locazioni, la somma versata all’inizio è spesso un deposito cauzionale e non una caparra confirmatoria. Il nome usato nel contratto non è l’unico elemento da considerare: contano la funzione concreta della somma e le clausole concordate.
Il deposito cauzionale serve a garantire il locatore da eventuali obblighi non rispettati, come canoni non pagati o danni all’immobile. Al termine della locazione, la restituzione della caparra di affitto, se si tratta di deposito cauzionale, avviene dopo la riconsegna e la verifica di eventuali somme dovute. Il locatore non può trattenerlo automaticamente per la normale usura dell’immobile; eventuali danni o crediti devono essere valutati e giustificati.
La restituzione della caparra affitto in caso di recesso anticipato dipende dal tipo di somma versata e dagli obblighi previsti dal contratto. Se si tratta di deposito cauzionale, il recesso non autorizza automaticamente il locatore a incamerarlo. Possono però restare dovuti canoni per il periodo di preavviso non rispettato o importi legati a danni e morosità, se sussistono i presupposti.
Perciò, prima di concludere che la caparra va restituita per intero oppure che è persa, occorre verificare la comunicazione di recesso, il preavviso, la riconsegna delle chiavi e la situazione dei pagamenti. La restituzione della caparra di affitto non va confusa con il doppio previsto per la caparra confirmatoria in caso di specifico inadempimento.
Se la somma è un deposito cauzionale relativo a una locazione abitativa, l’art. 11 della legge n. 392/1978 prevede interessi legali, da corrispondere al conduttore alla fine di ogni anno. Questa regola non si applica automaticamente a qualunque somma chiamata “caparra”: occorre prima identificare la natura del versamento e verificare il contratto.
Per chiedere la restituzione caparra, recupera il contratto, la prova del pagamento e le comunicazioni relative alla vendita o alla locazione. Invia una richiesta scritta e tracciabile, indicando la somma, la ragione per cui ritieni dovuta la restituzione e le coordinate per il pagamento. Se la controparte contesta la richiesta o trattiene somme senza chiarirne il motivo, valuta di rivolgerti a un professionista.
Queste indicazioni sono generali e non sostituiscono l’esame del contratto o una consulenza legale. In particolare, la differenza tra caparra confirmatoria, acconto e deposito cauzionale può cambiare l’esito della richiesta: una parola usata nel testo non basta sempre a stabilire quale disciplina si applichi.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Banco di Sardegna | 3,05% | € 424,31 | 3,25% |
| Credem | 3,05% | € 424,31 | 3,33% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,54% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| UniCredit | 3,45% | € 446,26 | 3,74% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |