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Conviene più il tasso fisso o quello variabile?

Conviene più il tasso fisso o quello variabile? La scelta dipende dalla durata del mutuo, dal profilo del mutuatario e dalla sua propensione al rischio. Vediamo come funzionano le due tipologie, quali sono le alternative come il variabile con CAP e il tasso misto e quali criteri valutare per orientarsi.

percentuale e denaro in equilibrio
Conviene più il tasso fisso o quello variabile?

⏰ In 30 secondi:

  • Il tasso fisso ha rata costante; il tasso variabile segue i tassi di mercato;
  • Il tasso fisso offre stabilità ma non beneficia dei ribassi; il variabile è incerto;
  • Alternative a fisso e variabile: variabile con CAP, tasso misto o variabile a rata costante.

Meglio un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? È una delle domande più frequenti per chi sta per accendere un finanziamento per l’acquisto della casa e si interroga su quale sia il miglior mutuo.

La risposta dipende da diversi fattori, sia personali sia legati al contesto di mercato. Vediamo come funzionano le due tipologie di mutuo, quali sono le alternative come il variabile con CAP e il tasso misto, e quali criteri valutare per la scelta.

Conviene più il tasso fisso o quello variabile?

Cosa significa scegliere tra il tasso fisso e il tasso variabile?

Scegliere il tipo di tasso significa decidere tra due logiche opposte: la sicurezza di una rata del mutuo costante nel tempo o la flessibilità di una rata che segue l’andamento del mercato.

Entrambe le opzioni hanno pro e contro e nessuna delle due è universalmente migliore dell’altra: se conviene di più il tasso fisso o quello variabile dipende dalla propria situazione personale, dalle entrate, dalla durata del mutuo e dalla propensione al rischio.

I tassi di interesse applicati dalle banche non sono decisi in modo arbitrario, ma seguono parametri di riferimento esterni stabiliti dai mercati finanziari e influenzati dalle decisioni della Banca Centrale Europea, che regola il costo del denaro nell’area euro. Capire come funzionano questi parametri è il primo passo per orientarsi e per valutare cosa conviene tra tasso fisso e variabile in base al proprio profilo.

Come funziona il mutuo a tasso fisso?

Nel mutuo a tasso fisso, la rata mensile resta uguale per tutta la durata del finanziamento, indipendentemente dalle oscillazioni dei tassi di mercato. Il tasso viene stabilito al momento della stipula del contratto e si calcola a partire dall’Eurirs (Euro Interest Rate Swap), il parametro di riferimento usato dalle banche per coprirsi dal rischio di variazione dei tassi nel lungo periodo. A questo valore l’istituto aggiunge il proprio spread, ovvero il margine di guadagno.

I principali vantaggi del tasso fisso sono:

  • rata costante: l’importo da pagare non cambia mai, dal primo all’ultimo mese del piano d’ammortamento;
  • pianificazione del budget familiare: si conosce esattamente la spesa mensile per tutta la durata del mutuo;
  • protezione contro i rialzi: anche se i tassi di mercato salgono, la rata resta invariata.

Tra gli svantaggi del tasso fisso:

  • rata iniziale più alta rispetto al variabile, perché si paga un margine in cambio della stabilità;
  • nessun beneficio in caso di ribasso dei tassi: se le condizioni di mercato migliorano, la rata non si abbassa.

Per chi privilegia la tranquillità e ha entrate stabili, il mutuo fisso è la scelta più adatta.

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Rata mensile
€ 424,31
CREDEM
MUTUO TASSO FISSO
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Spese iniziali: Istruttoria: € 1.200,00 Perizia: € 300,00
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Rata: € 424,31 (mensile)
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Rata mensile
€ 432,47
BANCO BPM
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Spese iniziali: Istruttoria: € 1.000,00 Perizia: € 320,00
TAEG: 3,47% (Indice Sintetico di Costo)
Rata: € 432,47 (mensile)
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Rata mensile
€ 437,96
BANCO DI DESIO E DELLA BRIANZA
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TAN: 3,30%
Spese iniziali: Istruttoria: € 800,00 Perizia: € 237,90
TAEG: 3,52% (Indice Sintetico di Costo)
Rata: € 437,96 (mensile)
Migliori mutui acquisto prima casa: simulazione a tasso fisso, impiegato 35 anni, residente a Milano, reddito € 2.600 euro mensili, importo mutuo € 100.000 euro, valore immobile € 200.000 euro, durata mutuo 30 anni. Rilevazione del 15/06/2026 ore 09:00.

Come funziona il mutuo a tasso variabile?

Nel mutuo a tasso variabile, la rata può cambiare nel tempo perché il tasso d’interesse segue l’andamento di uno dei principali tassi di riferimento, in genere l’Euribor (Euro Interbank Offered Rate), che esprime il tasso medio delle transazioni interbancarie nell’area euro.

Meno frequenti i mutui a tasso variabile indicizzati con il tasso BCE, che seguono comunque le stesse logiche per quanto riguarda le oscillazioni del tasso e della rata.

Come per il mutuo a tasso fisso, anche in questo caso la banca aggiunge il proprio spread, che però resta fisso per tutta la durata del finanziamento: a variare è solo la componente legata all’Euribor.

I vantaggi del tasso variabile sono:

  • rata iniziale che può essere più bassa rispetto al fisso: un periodo di tassi a ribasso può consentire un risparmio interessante nei primi mesi del mutuo perché generalmente si parte con un esborso minore;
  • opportunità di risparmio: se l’Euribor scende, la rata si abbassa di conseguenza.

Gli svantaggi del tasso variabile:

  • incertezza: è impossibile prevedere l’andamento dei tassi nel lungo periodo e la rata può aumentare anche in modo significativo;
  • rischio finanziario: bisogna essere preparati a sostenere eventuali aumenti senza andare in difficoltà.

Per chi ha una buona tolleranza al rischio e margini di reddito sufficienti, la valutazione tra tasso fisso o tasso variabile può pendere a favore del secondo.

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Rata mensile
€ 380,77
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
MUTUO MPS MIO ACQUISTO CON GARANZIA CONSAP 50%
TAN: 2,22%
Spese iniziali: Istruttoria: € 500,00 Perizia: € 219,60
TAEG: 2,48% (Indice Sintetico di Costo)
Rata: € 380,77 (mensile)
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Rata mensile
€ 398,14
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Spese iniziali: Istruttoria: € 500,00 Perizia: € 0,00
TAEG: 2,64% (Indice Sintetico di Costo)
Rata: € 398,14 (mensile)
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Rata mensile
€ 392,94
BANCO BPM
MUTUO ACQUISTO PROMO A TASSO VARIABILE - GREEN
TAN: 2,46%
Spese iniziali: Istruttoria: € 1.000,00 Perizia: € 320,00
TAEG: 2,70% (Indice Sintetico di Costo)
Rata: € 392,94 (mensile)
Vantaggi & Promozioni
  • Campagna Promozionale Mutui
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Migliori mutui acquisto prima casa: simulazione a tasso variabile, impiegato 35 anni, residente a Milano, reddito € 2.600 euro mensili, importo mutuo € 100.000 euro, valore immobile € 200.000 euro, durata mutuo 30 anni. Rilevazione del 15/06/2026 ore 09:00.

Quali sono le alternative al fisso e al variabile?

Oltre al fisso e al variabile, esistono soluzioni intermedie che combinano elementi di entrambe le opzioni. Le principali sono:

  • mutuo a tasso variabile con Cap: variabile con un tetto massimo oltre il quale il tasso non può salire, anche in caso di aumento eccessivo dell’Euribor. Permette di beneficiare della convenienza del variabile mantenendo una protezione contro i rialzi. In genere lo spread applicato dalla banca è leggermente più alto rispetto a un variabile standard;
  • mutuo a tasso misto: consente di passare dal fisso al variabile (o viceversa) una o più volte durante la vita del mutuo, in finestre temporali predefinite;
  • mutuo a tasso variabile con rata costante: il tasso resta variabile, ma le oscillazioni si riflettono sulla durata del finanziamento anziché sull’importo della rata. Se l’Euribor sale, il mutuo si allunga; se scende, si accorcia.

Un cenno merita anche il fatto che la scelta iniziale del tipo di tasso non è più vincolante come un tempo: chi cambia idea può ricorrere alla surroga, di cui parliamo più avanti.

Quali sono i fattori da valutare nella scelta del tasso?

Per il mutuo, la scelta tra tasso fisso o variabile da almeno cinque variabili, da valutare insieme:

  • durata del mutuo: per finanziamenti brevi (sotto i 15 anni), il tasso variabile può risultare conveniente perché eventuali rialzi futuri si riflettono solo su una quota residua di capitale; per durate lunghe (oltre i 25-30 anni), il tasso fisso protegge da un orizzonte di incertezza più ampio;
  • reddito e stabilità finanziaria: chi percepisce un reddito fisso e costante trova nel tasso fisso una garanzia importante; chi ha redditi più elevati o in crescita può assorbire più facilmente eventuali aumenti del variabile;
  • propensione al rischio: per chi non può sostenere una rata che cambia nel tempo meglio il fisso; chi accetta margini di incertezza in cambio di un possibile risparmio può preferire il variabile;
  • scenario economico generale: quando le previsioni indicano un periodo di stabilità o calo dei tassi di interesse, il variabile diventa più attraente; quando le aspettative sono di rialzo, il fisso protegge il bilancio familiare;
  • ipotesi di rimborso anticipato: chi prevede di estinguere il mutuo prima della scadenza paga una tutela a lungo termine che non sfrutta scegliendo il fisso; in questo caso il variabile è spesso preferibile.

Capire cosa conviene di più tra tasso fisso e variabile sulla propria situazione concreta richiede di simulare un preventivo e confrontare i numeri.

Si può cambiare tipo di tasso dopo la firma del mutuo?

Sì, la scelta iniziale tra tasso fisso e variabile non è più vincolante come un tempo. Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile e vede crescere troppo la rata può valutare di passare al fisso (o viceversa) attraverso la surroga del mutuo, ovvero il trasferimento del mutuo a un altro istituto di credito che applica condizioni più favorevoli, senza costi aggiuntivi per il cliente.

La possibilità di surrogazione del mutuo rende meno definitiva la scelta del tasso al momento della stipula. In altre parole, capire se conviene più il tasso fisso o il tasso variabile oggi è importante, ma in futuro restano margini di manovra per adattare il finanziamento alle nuove condizioni di mercato o personali.

Tra esigenze personali, durata del finanziamento e andamento dei tassi di mercato, per capire quale tasso conviene davvero richiede una valutazione attenta di numerose variabili. Confrontare più preventivi di mutuo casa aiuta a mettere a fuoco le differenze concrete sulla propria situazione e a scegliere il mutuo più conveniente per il proprio profilo.

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Ultimo aggiornamento giugno 2026

A cura di: Martina Moretti

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