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Scuole più belle. Grazie ad un mutuo

In arrivo 40 milioni di euro per fare più belle le scuole

A decorrere dal 2015, grazie al decreto attuativo “L’Istruzione riparte” (DL 104/2013 convertito nella Legge 128/2013) le Regioni potranno stipulare mutui trentennali per interventi straordinari di ristrutturazione, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico. Gli oneri di ammortamento sono a carico dello Stato.

Il finanziamento è valido per la “remise en forme” di edifici scolastici, ma anche palestre e residenze per studenti, oltre che per la realizzazione di nuove strutture.
I mutui verranno gestiti principalmente dalla Banca europea per gli investimenti, la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa e dalla Cassa Depositi e Prestiti. 

La richiesta dovrà essere autorizzata dal Ministero dell’economia e finanze, in accordo con il Ministero dell’istruzione (Miur) e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Le rate del mutui verranno poi pagate agli istituti eroganti direttamente dallo Stato.
Si tratta di una tipologia particolare di finanziamento, dato che prevede importi superiori ai limiti fissati dal Patto di Stabilità interno delle Regioni.

Entro il 30 novembre 2014, le Regioni dovranno comunicare al MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) la pianificazione per il 2015. Verrà data priorità ai progetti cantierabili ed appaltabili, oltre a quelli che già hanno ricevuto l’approvazione nell’ambito del Piano Scuola ma per i quali non sono ancora stati attivati finanziamenti.

Ricevuta l’approvazione degli enti preposti, le risorse economiche a disposizione verranno redistribuite sui progetti presentati entro il 20 gennaio 2015, mentre la definitiva autorizzazione alla stipula dei mutui arriverà entro il 15 febbraio 2015. Dopodiché saranno le Regioni a dover attivare i bandi di gara per gli interventi che si concluderanno entro e non oltre il 30 aprile 2015, pena la perdita del finanziamento.

Ottime notizie dunque per le scuole italiane, che si apprestano a diventare più belle ed efficienti.
L’unica nota dolente, se si può così definire, è la richiesta da parte delle Regioni di posticipare le date di scadenza del progetto e che l’accesso alle agevolazioni sia consentito anche per i progetti già appaltati.

Le Regioni hanno inoltre proposto la Cassa Depositi e Prestiti come interlocutore unico per la gestione dei mutui, ipotizzando il pagamento diretto agli Enti locali, per semplificare la gestione delle risorse ed evitare il passaggio nei bilanci regionali.

A cura di: Alessia De Falco

Parole chiave

decreto istruzione ristrutturazione scuole finanziamento regioni mutui

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