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Tassi bassi: il mercato dei mutui resta in salita

07/01/2020 in MutuiOnline informa

Tassi in discesa e mercato dei mutui in crescita. L’ammontare dei mutui concessi alle famiglie presenta una variazione positiva di +2,4% su base annua. A confermarlo è il rapporto mensile dell'Abi: dai dati aggiornati al 30 novembre 2019 risulta che i prestiti a famiglie ed imprese sono stabili rispetto allo scorso anno (+0,1% a/a).  "La dinamica dei finanziamenti alle famiglie è rimasta solida tanto per la componente dei mutui per l’acquisto delle abitazioni quanto per quella del credito al consumo", fa sapere l’Abi.

I tassi di interesse ai minimi storici sono dunque un vantaggio importante per chi oggi decide di accendere un mutuo. Secondo quanto rilevato dall’Abi il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,44% (1,40% ad ottobre 2019, 5,72% a fine 2007), mentre quello sul totale dei prestiti è pari al 2,50% (2,51% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).  Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese risulta, infine, pari all’1,20% rispetto all’1,31% del mese precedente. Per i prestiti alle imprese si registra una riduzione dell'1,4% su base annua.

Trionfa il tasso fisso

Sul totale delle nuove erogazioni di mutui oltre l'80% sono mutui a tasso fisso: nell’ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari all’ 81,4% (72,6% il mese precedente). La conferma arriva anche dall'Osservatorio di MutuiOnline.it: nel 2019 l’88% ha scelto finora il tasso fisso contro il 10,9% che ha optato per il mutuo a tasso variabile. Dallo studio emerge anche che le richieste di mutui per l’acquisto della prima casa sono salite nel mese di novembre rispetto al terzo trimestre del 2019 (si è passati dal 26,4% al 26,1%).

Dalle segnalazioni del SI-ABI - si legge nella nota dell’Associazione Bancaria Italiana – si rileva che asettembre 2019 il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo, si è attestato su un valore pari a 1,45%.  

In calo le sofferenze delle banche

Dallo studio condotto dall’Abi emerge anche che le sofferenze nette delle banche italiane sono in calo. Ad ottobre erano pari a 31,4 miliardi di euro: si scende, dunque, rispetto ai 38,3 miliardi dello stesso mese dello scorso anno (-17,9%) e ai 65,9 miliardi dell'ottobre 2017 (-52,3%). 

Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 57 miliardi, pari a un - 64,7% - si legge nel rapporto dell’Abi - Il rapporto sofferenze nette sugli impieghi totali si è attestato all'1,80% a ottobre 2019 (era al 2,26% a ottobre 2018, al 3,78% a ottobre 2017 e al 4,89% a novembre 2015. 

A commentare i dati diffusi dall’Abi è anche il Codacons secondo cui la discesa dei tassi di interessi comporta un duplice beneficio per i mutuatari: da un lato consente risparmi che, rispetto ai tassi di gennaio, variano dai 360 ai 720 euro al mese, a seconda della tipologia di mutuo, per chi oggi accende un finanziamento; dall’altro permettono per coloro che già pagano un mutuo di utilizzare l’istituto della surroga, strappando condizioni estremamente vantaggiose alle banche. "Non a caso nell’ultimo mese si è registrato un vero e proprio boom di surroghe nel nostro paese, che hanno raggiunto i livelli più elevati dal 2015", è il commento del Codacons.

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A cura di: Tiziana Casciaro

Parole chiave

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