Altri marchi del Gruppo:
Trovaprezzi
Prestitionline.it
Segugio.it
Chiama gratis 800 99 99 95 Chiama gratis 800 99 99 95

Servono 6,6 annualità di stipendio per comprare casa in Italia

Per comprare casa in Italia servono 6,6 annualità di stipendio. La città dove si spende di più per comprare un immobile è Milano con 11 annualità (in calo rispetto al 2009 quando erano 12,5), mentre Palermo è la città in cui occorrono meno annualità per acquistare le 'quattro mura'.

10/09/2020 in MutuiOnline informa

La prima casa resta nel nostro Paese l'acquisto più importante ed anche il più ricercato. Si tratta di una delle spese più elevate che le famiglie italiane effettuano durante il percorso della propria vita. Occorrono, in generale, ben 6,6 annualità di stipendio per poter comprare un immobile nel Belpaese. Parliamo dello 0,4 in più rispetto a quanti ne servivano lo scorso anno.

È la fotografia scattata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa che ha effettuato la sua indagine in base ai prezzi al metro quadrato di un immobile medio usato. I dati sono stati raccolti dalle agenzie affiliate delle grandi città e rilevati nel mese di dicembre 2019. L’analisi si basa anche sulle retribuzioni contrattuali annue di cassa per dipendente (al netto dei dirigenti) a tempo pieno per attività economica e contratto, al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali, ricavate dalla banca dati Istat. L’ipotesi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa è che il reddito fosse indirizzato interamente all’acquisto di un’abitazione di 85 metri quadrati. Ecco, quindi, che il valore finale della retribuzione è stato ottenuto da una stima.

Milano è in cima alla classifica

A guidare la classifica delle città italiane in cui si spende di più per comprare casa c’è Milano. Nel capoluogo lombardo occorrono, infatti, più annualità di stipendio per l’acquisto delle ‘quattro mura’: ne servono ben 11. Nel 2009 erano necessarie 12,5 annualità. A Milano salgono in maniera costante i prezzi degli immobili: il tasso di crescita è maggiore rispetto alla media italiana e ciò fa sì che la città della moda e del design sia la più costosa d’Italia.

Al secondo posto si piazza la città di Roma dove per comprare casa servono 9,3 annualità. Nella Città Eterna, sempre nel 2009 e dunque dieci anni fa, ne servivano 13,6 di annualità.

Al terzo posto scivola Firenze con 9 annualità. Dieci anni fa nel capoluogo toscano servivano 10,8 annualità di stipendio per comprare casa. A seguire ci sono poi Bologna con 7,8 annualità (nel 2009 ne servivano 8,9); Napoli con 7,6 annualità (nel 2009 servivano 10,2 annualità); Torino e Verona con 4,8 annualità (nel 2009 ne servivano rispettivamente 7,1 e 6,1); Bari con 3,8 annualità (nel 2009 ne occorrevano 8,0) e Genova con 3,7 annualità (nel 2009 servivano 6,8 annualità).

In ultima posizione c’è Palermo, che è la città in cui occorrono meno annualità di stipendio per comprare casa. Dieci anni fa ne servivano 5,9. Dallo studio effettuato da Tecnocasa emerge che, rispetto a dieci anni fa, a livello nazionale la differenza è più che notevole: si è passati, infatti, dalle 9,0 annualità nel 2009 alle 6,6 del 2019.

In questo lasso temporale per acquistare un immobile a Roma servono 4,3 annualità in meno, mentre a Milano 1,4 annualità in meno. In dieci anni è la città di Bologna quella in cui il numero di annualità indispensabile è calato di meno (-1,1).

Con MutuiOnline.it puoi confrontare i migliori mutui prima casa del giorno e scegliere l’offerta più conveniente. Con questo tipo di finanziamento è possibile ottenere fino all’80% del valore dell’immobile acquistato.

La scelta va fatta per la tipologia di tasso di interesse che può essere sia fisso che variabile. Nel primo caso il tasso viene definito al momento del contratto: le rate sono tutte uguali. Per tutta la durata del contratto non ci saranno, infatti, variazioni. Questo tipo di tasso è indicato per chi non intende rischiare e pagare rate più alte in base alle oscillazioni dei mercati finanziari. Naturalmente se l’inflazione dovesse scendere, non si beneficerà nemmeno di rate più leggere.

Il tasso variabile è indicato, invece, per chi vuole un risparmio immediato: le rate possono aumentare o diminuire in tutto il periodo del finanziamento. Chi opta per il tasso variabile, non teme le fluttuazioni dei tassi di interesse.

A cura di: Tiziana Casciaro

Confronta i mutui delle migliori banche

Fai un preventivo e risparmia

Parole chiave

mercato immobiliare prezzi case mutuo prima casa

Articoli correlati