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Osservatorio mutui: la voglia di casa è sempre viva

Gli italiani confermano, anche nel post-Covid, di avere tra le loro principali passioni la casa. A luglio le richieste di mutuo sono aumentate al 33,5 pct del totale. I tassi bassi continuano, dal canto loro, a favorire la componente delle surroghe, la cui percentuale si è attestata al 60,5 pct.

Pubblicato il 14/08/2020 in MutuiOnline informa

Aggiornato il 26/08/2020

Gli italiani, quando devono scegliere dove mettere i loro risparmi nei momenti d’incertezza come quello attuale, decidono quasi sempre a favore del mattone. Non per altro, siamo il Paese con il più alto tasso di proprietari immobiliari individuali del mondo occidentale. Nemmeno la pandemia da coronavirus è riuscita a scardinare quest’asse portante dell’economia familiare del Belpaese. Dal più recente Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it emerge, infatti, un avvio del terzo trimestre in forte ascesa per le richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, salite al 33,5% del totale dal 32,8% segnato nel secondo trimestre.

Quinto trimestre in crescita per le richieste mutui

Dunque l’emergenza sanitaria, come hanno osservato gli analisti, non ha fatto passare l’appetito degli italiani per il mercato immobiliare. Anche se siamo distanti dal picco registrato nel primo quarto del 2019 (55,3%), la performance delle domande di mutuo rilevata nel mese di luglio (base trimestrale) è alquanto significativa sia perché allunga a cinque trimestri consecutivi la serie positiva e sia perché si colloca sopra la media registrata fin qui quest’anno (31,6%). Il dato, inoltre, è corroborato dal nuovo spunto (terzo di seguito) delle domande di finanziamento per l’acquisto della seconda casa (al 4,5% dal 3,8% del secondo trimestre).

Sempre vivace la richiesta di surroga

La parte più corposa delle richieste di finanziamento ha riguardato ancora una volta la componente sostituzione e surroga, che ha coperto nel mese di luglio (su base trimestrale) una quota pari al 60,5% del totale delle richieste, in lieve contrazione rispetto al 61,6% del secondo trimestre. Grazie all’accesa concorrenza tra le banche e ai tassi di interesse che continuano a girare attorno ai minimi assoluti difficilmente si potrà vedere in pericolo questo primato. D’altronde le surroghe, per quanto riguarda le effettive erogazioni degli istituti, oggi viaggiano (come media annuale) sui massimi degli ultimi sei anni: al 62,9%.

Lo stretto margine tra il tasso fisso e quello variabile

Uno scenario che si ripete anche la scelta del tipo di tasso: gli italiani continuano a preferire il tasso fisso (al 94,4% del totale delle richieste a luglio, secondo l’Osservatorio Mutui) a quello variabile, per niente affascinati dal fatto che la Bce ha di nuovo assicurato che manterrà invariata la propria politica monetaria a lungo. Alla base del loro comportamento ci sono due ragionamenti. Il primo è la scarsa convenienza data dallo stretto margine che c’è tra il tasso fisso e quello variabile (rispettivamente 0,80% e 0,72% per mutui a 20 e 30 anni). Il secondo fattore è costituito dal fatto che, girando entrambi ai loro minimi storici, in futuro i due tassi non potranno fare altro che salire, con una prevedibile maggiore penalizzazione per il variabile. Chi è oggi impegnato ad acquistare un’abitazione è quindi portato, considerando anche il quadro economico incerto, a scegliere in anticipo l’importo della rata con cui ammortizzare il mutuo piuttosto che accettare il rischio di avere una ‘sorpresa’ in un futuro anche distante.

Torna a salire l’importo medio chiesto

La maggiore vivacità delle richieste di acquisto di case riscontrata nell’ultimo periodo si è tradotta anche in un aumento dell’importo medio chiesto dai mutuatari alle banche, salito nella rilevazione di luglio per la prima volta dal terzo trimestre 2019, esattamente dell’1,2% a 137.326 euro. I finanziamenti effettivamente erogati dalle banche hanno nello stesso periodo aggiornato il loro massimo storico, segnato un aumento dello 0,6% a 142.726 euro.

A cura di: Roberto Anedda

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Parole chiave

richieste mutui osservatorio mutui mattone famiglie coronavirus

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