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Mutui prima casa e surroghe: il mutuo va sempre più di moda

20/06/2020 in MutuiOnline informa

Il graduale ritorno alla normalità, dopo la più acuta fase toccata dall’emergenza sanitaria a marzo, ha ridato ossigeno anche al mercato immobiliare. Per altro, il lockdown imposto dal Governo per arginare il contagio della pandemia da coronavirus aveva ridotto solo in parte l’attività di compravendita che, con l’inizio della Fase 2 (il 4 maggio), è ripresa subito con vigore. Significativo è il fatto, come emerge dal più recente Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it, che le richieste di mutui per l’acquisto della prima casa nel trimestre a tutto maggio siano cresciute (al 30,7% del totale dal 29,6% del periodo gennaio-marzo) per il quarto trimestre consecutivo. 

Ritmo annuale delle surroghe ai massimi dal 2006

La parte del leone dell’attività dei mutuatari è comunque sempre rappresentata dalle richieste di sostituzione e surroghe, che nel trimestre considerato si sono collocate al 64,2% del totale. Queste, seppure in lieve arretramento su base trimestrale (65,5% in gennaio-marzo), hanno finora osservato il ritmo tendenziale più elevato (65% quest’anno contro il 55,6% del 2019) da quando è disponibile la serie storica, ovvero dal 2006. Il fenomeno ‘surroghe’ continua ad avere il solito motore: i bassi livelli raggiunti dai tassi di interesse che spingono sempre più mutuatari, forti della portabilità senza penali prevista dalla legge Bersani, a ricontrattare i termini del finanziamento. 

L’accesa concorrenza delle banche completa il panorama positivo, come dimostra la quota di erogato con finalità sostituzione e surroghe registrato nel trimestre a maggio, che resta sempre elevata (59,9%) seppur in arretramento rispetto ai primi tre mesi (64,8%). Su base annuale, il ritmo registrato nel 2020 (63,6%) si colloca ai massimi dal 2015. 

Più compravendite, più mutui

La vivace ripartenza delle compravendite che hanno avuto come oggetto la prima casa è segnalata anche dai mutui effettivamente erogati dalle banche, che nel trimestre a maggio sono stati pari al 36,4% del totale, in deciso aumento dal 30,9% registrato nel primo trimestre dell’anno, periodo particolarmente condizionato dall’esplosione dell’emergenza Covid-19. 

Tassi fissi e variabili sempre molto vicini

Per quanto riguarda i tassi di interesse, la scena continua a essere dominata dal fisso: nel trimestre a maggio ha coperto il 95,1% delle richieste (93,1% nel trimestre precedente). In questo caso, sulla scelta degli italiani incide sia il fatto che i livelli del fisso e del variabile sono quasi alla pari sia la possibilità di fissare, in un momento favorevole, la rata che dovrà essere pagata negli anni. 

Si allunga la durata dei finanziamenti

Altra evidenza del mercato da alcuni trimestre è la durata più lunga dei finanziamenti ipotecari. Nel trimestre a maggio le richieste dei mutui da 30 anni hanno rappresentato una quota del 24,8% del totale (22,6% nei primi tre mesi dell’anno), così come quelle per i mutui a 25 anni (passate al 19,5% dal 18,8%). Una dinamica che trova riscontro anche nell’erogato, con gli istituti che hanno effettivamente finanziato più operazioni lunghe (30-40 anni per il 22,2% contro il 19,1% dei precedenti tre mesi, 25 anni per il 17,6% contro il 17,4%), rispetto a quelle di media e breve durata. 

Il quadro tassi

Per quanto riguarda i tassi di interesse medi sui mutui a 20 e a 30 anni, a maggio il variabile è stato indicato allo 0,81% (0,85% in aprile) e quello fisso allo 0,84% (0,85%). I migliori tassi a 20 anni, la durata più richiesta, partono da 0,55% per i variabili e da 0,56% per i fissi. Nello stesso mese l’Euribor a tre mesi era tornato a perdere ulteriore terreno, a -0,46% da -0,43%, e in sintonia si è mosso anche l’Eurirs (a 0,08% da 0,17% il vent’anni, a zero da +0,08% il trent’anni e a -0,12% da -0,03% il decennale). 

L’importo medio chiesto continua a scendere

Nonostante la dinamica favorevole dei tassi di interesse l’importo medio chiesto dai mutuatari è sceso ancora (per il quarto trimestre di seguito) nei tre mesi a tutto maggio, a 136.98 euro dai 137.613 euro dei primi tre mesi dell’anno. Al contrario, l’importo medio erogato dalle banche è tornato a salire, a 145.827 euro (139.738 del primo trimestre). Il loan to value è salito al 24% del totale (dal 21,4%) per la copertura del 71-80%, al 2,3% (dall’1,8%) per quella oltre il 90% e al 15% (dal 14,6%) per quella al 51-60%, mentre è leggermente scesa la quota per la copertura al 61-70% (al 22,9% dal 23,2%).

A cura di: Roberto Anedda

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