Mercato immobiliare: Coima, istituzionali ottimisti per l’Italia

06/11/2019 in “MutuiOnline informa

Mercato immobiliare: Coima, istituzionali ottimisti per l’ItaliaÈ il momento giusto per comprare casa? Stando alla Coima, la piattaforma leader nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto degli investitori istituzionali, la risposta è “sì”. È questa la conclusione in sintesi dell’ottava edizione del ‘Coima Real Estate Forum’ che si è tenuta in questi giorni a Milano. Gli intervenuti, infatti, sono stanti concordi nel confermare che il mercato immobiliare italiano è “fortemente attrattivo”. Il settore, secondo le ultime stime diffuse durante l’evento, dovrebbe toccare il picco degli 11 miliardi di euro, con un volume di 4 miliardi di euro previsto per il solo ultimo trimestre dell’anno: un dato sensibilmente superiore alla media registrata negli ultimi 5 anni, che era di 7,9 miliardi di euro.

Forte interesse dall’estero, Milano piazza preferita

I flussi di capitali arrivano per il 23% da investitori domestici e per il 77% da quelli internazionali. Questi ultimi per il 22% dal Nord America, poi da Francia (23%), Regno Unito (10%), Germania (8%), Asia-Pacifico (5%). In tale contesto, il mercato milanese con 3,4% di rendimento si è confermato in grado di garantire rendimenti almeno pari (Londra e Madrid 3,5%), se non superiori, a quelli di altre città europee (Francoforte 3%, Parigi 2,75%) e ha comunque saputo rinnovare il proprio ruolo di capitale finanziaria italiana, rappresentando il 22% del Pil nazionale, potendo contare sulla presenza di oltre 4 mila multinazionali e fungendo da crocevia per il 27% dell’export domestico, al centro di una regione che rappresenta la terza area per Pil in Europa.

Occhio alle abitazioni da riqualificare

L’Italia, secondo Gabriele Bonfiglioli, managing director di Coima, registra un’importante domanda di elevata qualità sul fronte terziario, con la ricerca di spazi flessibili, in ‘location prime’, rispondenti a criteri di elevata sostenibilità, dotati di certificazioni di eccellenza mondiale e all’avanguardia massima sul fronte della tecnologia. In ultima analisi, ha affermato l’esperto nel corso del forum, “le principali opportunità si possono quindi identificare nella riqualificazione di uno stock obsoleto e inefficiente – Milano conta solo l’11% di edifici in classe A contro il 46% di Londra –, riposizionamento o rinnovamento di asset, consolidamento di quartieri generali lungo i principali snodi infrastrutturali”.

Catella, serve un progetto strategico comune

Il nostro Paese anche per Manfredi Catella, fondatore e a.d. di Coima, ha un grande potenziale. “Credo – ha detto – che abbia oggi una straordinaria opportunità… serve un progetto strategico che identifichi nel territorio e nell’economia reale una risorsa determinante di sviluppo: ambiente, comunità, innovazione, inclusione sociale devono diventare gli elementi cruciali per un importante piano di rigenerazione urbana”. Per riuscire in questo progetto, secondo Catella, “è fondamentale, oltre al ruolo di investitori internazionali, che stanno già dando dimostrazione concreta di credere in questo piano, anche il supporto di player istituzionali domestici, con la definizione puntuale di un obiettivo di rendimento realistico e non opportunistico”.

Maran, pubblico e privato devono collaborare

Se la vedono gli istituzionali, una buona opportunità nel mercato immobiliare ci può quindi essere anche per i singoli investitori, per quelli intenzionati a cogliere l’attimo. A questo riguardo chi fosse interessato ad aprire un mutuo può visitare MutuiOnline.it, dove può comparare le offerte delle banche, disegnare un finanziamento su misura, sulla base di pochi parametri da inserire e anche sottoscriverlo tramite il sito, facendo richiesta direttamente online. L’assessore all'Urbanistica di Milano, Pierfrancesco Maran, presente al forum ha dichiarato che “per continuare a crescere, pubblico e privato devono collaborare su nuovi obiettivi. La questione dei cambiamenti climatici, quella delle case a prezzi accessibili e il coinvolgimento delle periferie nelle trasformazioni sono le sfide che ci dobbiamo porre oggi”.

A cura di Fernando Mancini
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