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Mercato immobiliare: accusa il colpo ma non affonda

25/05/2020 in MutuiOnline informa

La pandemia ha colpito un mercato immobiliare europeo in piena fase positiva, ma non lo sta affondando. Anzi, le previsioni per il prossimo anno sono di un deciso rimbalzo in quasi tutti i comparti. È quanto emerge dalle stime elaborate da Scenari Immobiliari nel primo Outlook europeo 2020: per quest’anno è atteso un calo del fatturato del 18,1%, sotto i mille miliardi di euro, per i 28 Paesi europei. Calo più contenuto per le maggiori cinque economie (Francia, Germania, Inghilterra, Spagna e Italia), con una flessione del 14,1% e un fatturato di poco inferiore a 700 miliardi. Le variazioni tendenziali attese sono comprese tra il -10,3% della Germania e il -20,4% della Spagna.

In Italia difficile recuperare quanto perso nel lockdown

In Italia, come nel resto del mondo, la situazione creata dal coronavirus ha bloccato tutti i settori e le previsioni di Scenari immobiliari per il mercato del nostro Paese per quest’anno indicano un calo del fatturato del 18%. La stima si basa sui mesi di fermo e una fase di ripartenza lenta. È difficile infatti ipotizzare, spiegano gli esperti, che negli ultimi quattro mesi dell’anno si possano recuperare i volumi perduti. Più probabile invece un rimbalzo, più o meno intenso, nel corso del 2021. Ma le variabili che condizionano l’andamento del mercato del mattone sono molteplici, dall’occupazione al peso dell’intervento pubblico alla propensione di investimento di famiglie e imprese.

“Anno perduto” per alberghiero e la locazione

Per alcuni comparti come l’alberghiero e la locazione breve si tratta di un “anno perduto”, mentre la logistica avrà un ulteriore impulso se collegata all’e-commerce. In sofferenza ancora il residenziale, dove le preoccupazioni delle famiglie si affiancano al rallentamento delle nuove realizzazioni. Nel settore uffici, a fronte di un ridimensionamento dei fatturati, ci sarà un andamento poco colpito nel segmento prime e una forte crisi nel prodotto di classi B e C. La crisi sanitaria ha anche un impatto sui prezzi medi delle residenze. Mentre a livello nazionale si prevede un calo del 2,1% per dicembre, la situazione è più articolata se si guardano le città. Le attese restano incerte per il 2021.

Breglia, la logistica ancora sugli scudi

Il mercato italiano dovrebbe collocarsi nella parte bassa di questa statistica, interrompendo il trend di crescita – seppur lenta (dimezzata rispetto a quanto accaduto in altri Paesi europei) - che lo caratterizzava dal 2010. Secondo Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, “potrebbe subire un calo del 18,3%, per sfiorare i 106 miliardi di euro nel 2020. Sono soprattutto i volumi scambiati a ridursi, per effetto di un blocco totale di tre mesi e una lenta fase di risalita per un periodo analogo. Le quotazioni medie sono in lieve calo, ma con settori in crescita come la logistica”. Per il 2021 prevede che in tutta Europa ci sarà “un netto rimbalzo dei mercati” immobiliari.

Nel Belpaese il grave malato resta il residenziale

Per il mattone italiano il 2019 si è chiuso con un fatturato di circa 130 miliardi di euro, in aumento del 3,9% sul 2018 che era stato più dinamico. Tutti i comparti hanno così segnato una performance positiva per il secondo anno consecutivo, con alcuni spunti particolari come nell’alberghiero e negli investimenti internazionali. Al contrario, secondo l’analisi, il ‘grande malato’ del mercato nostrano continua ad essere il residenziale (che ne rappresenta quasi il 75%), con una domanda in crescita, ma un'offerta di bassa qualità che spiegano anche le quotazioni ancorate allo zero. Solo in poche aree (come Milano) il trend è positivo sia nelle compravendite sia nei prezzi.

Milano, il ‘quadrilatero d’oro’ continua ad attrarre 

Milano, città della moda, richiama molte aziende del lusso che vogliono affittare uno spazio. Via Montenapoleone, nel centro storico, ha registrato nel 2019 un aumento degli affitti dell’11%. La media per tutta l’area del cosiddetto ‘quadrilatero d’oro’ indica un canone di quasi 14mila euro/mq, posizionandola al quinto posto nel mondo. Considerando gli affitti anche dei negozi non di lusso ma secondari, le medie delle varie capitali europee si riducono molto e solo Londra e Parigi restano sopra i mille euro/mq mensili. In questo contesto, le medie più alte (oltre a Londra e Parigi), si registrano ancora a Milano, Roma, Vienna, Monaco e Dublino, tutte al di sopra dei trecento euro/mq.

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A cura di: Fernando Mancini

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Parole chiave

mercato immobiliare scenari coronavirus

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