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Banca d’Italia: tassi sui mutui ai nuovi minimi

Tassi ai nuovi minimi assoluti per i prestiti erogati per l’acquisto di una casa, scesi in giugno all’1,61 pct dall’1,65 pct del mese precedente. Lo rende noto Banca d’Italia, precisando che i prestiti al settore privato sono cresciuti infatti del 2,3 pct sui dodici mesi.

01/09/2020 in MutuiOnline informa

In giugno i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, hanno aggiornato il loro minimo da quando Banca d’Italia ha iniziato questo tipo di rilevazione (gennaio 2003): si sono collocati all’1,61% (1,65% in maggio). Lo si legge nel tradizionale rapporto ‘Banche e moneta’ che Via Nazionale diffonde ogni mese. In crescita, invece, i tassi di interesse applicati sulle nuove erogazioni di credito al consumo, saliti al 7,50 per cento dal 7,32 nel mese precedente.

L’andamento del costo del denaro continua dunque a favorire il mercato immobiliare, dove si riscontrano prezzi in diffusa discesa a causa dell’aumento dell’offerta. Per chi avesse intenzione di cogliere il momento favorevole per acquistare un’abitazione MutuiOnline.it mette a disposizione una pagina con i migliori mutui prima casa aggiornati quotidianamente con le offerte più convenienti.

Più cari i prestiti alle società

Tornando al report di Banca d’Italia, emerge che i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,26 per cento (1,21 in maggio), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,63 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati all’1,01 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,35 per cento (come in maggio).

In giugno accelerano i prestiti ai privati

I prestiti concessi ai privati hanno registrato in giugno un nuovo rialzo, evidenziando tra l’altro un passo decisamente più spedito di quanto visto nel mese precedente. È la conferma che il rallentamento accusato dal mercato del credito durante la fase acuta della pandemia è superato e che le iniziative messe in campo dal Governo a sostegno delle famiglie e delle imprese incominciano a dare i loro frutti. In giugno, secondo il recente bollettino ‘Banche e moneta’, i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti infatti del 2,3% sui dodici mesi (che si confronta con il +1,5 per cento di maggio e il +1,4 per cento registrato in aprile e in marzo).

+1,6% i prestiti alle famiglie, +3,7% quelli alle imprese

Nel dettaglio, secondo il rapporto di Via Nazionale, i prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1,6 per cento sui dodici mesi (+1,2% in maggio e +1,1% in aprile), mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 3,7 per cento (+1,9% nel mese precedente e +1,7% in aprile). La maggiore dinamicità del mercato del credito registrata in giugno si può inquadrare sia nel progressivo ritorno alla normalità delle attività economiche, che contribuisce a rasserenare le attese delle famiglie italiane, sia nel fatto che – sempre in giugno - Banca d’Italia aveva ‘ripreso’ le banche per i loro ritardi nell’erogazione dei prestiti alle imprese. Un richiamo che, secondo gli esperti, è destinato a far sentire i suoi effetti anche nei prossimi mesi.

Rallentano ancora i depositi e la raccolta obbligazionaria

Dal bollettino ‘Banche e moneta’, nel mese preso in considerazione, emerge che i depositi del settore privato hanno rallentato il loro trend positivo: sono cresciuti solo del 6 per cento sui dodici mesi rispetto al +7,5 per cento registrato in maggio (e contro il +6,8% di aprile e il +5,7% di marzo). La raccolta obbligazionaria è diminuita ulteriormente, del 3,8 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-4,9 in maggio). Ancora in diminuzione anche le sofferenze, calate del 13,2 per cento sui dodici mesi (in maggio la riduzione era stata dell’11,6 per cento. Questa variazione, precisa Via Nazionale, può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

I titoli di Stato nei portafogli delle banche

Infine, per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane in aprile possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 434.343 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 434.089 miliardi del mese precedente (dato corretto). Da inizio anno questo ammontare è salito del 14,2 per cento. Si conferma che buona parte di questo portafoglio, secondo le tabelle pubblicate da Banca d’Italia allegate al bollettino ‘Banche e moneta’, è rappresentato dai Btp: a giugno sono saliti dello 0,43% a 310,33 miliardi dai 309,02 miliardi del mese precedente (con un balzo dell’11% dalla fine dello scorso dicembre). Al secondo posto della classifica ci sono i Cct (68,32 miliardi contro 66,07 miliardi del mese precedente) e poi i Bot (17,01 miliardi contro 20,59 miliardi) e i Ctz (16,71 miliardi contro 16,36 miliardi).

A cura di: Fernando Mancini

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