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È di nuovo tasso variabile-mania

12/04/2019 in “MutuiOnline informa

È di nuovo tasso variabile-mania

Scelgo un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? Mi godo il risparmio adesso e dopo si vedrà, oppure mi metto al sicuro e non ci penso per l’intera durata del mutuo?

È questo il dilemma che ha tormentato i mutuatari degli ultimi mesi, quelli che dopo la schiacciante vittoria del fisso sul variabile dello scorso anno, si sono trovati davanti a piccoli aggiustamenti dei valori che hanno rimesso in discussione la convenienza del variabile.

Sarà anche una questione di moda e le mode si sa, nascono da bisogni intercettati, ma il fatto è che il tasso variabile è tornato a piacere.

Cosa è successo negli ultimi mesi sui mercati dei tassi

Come riportiamo in “Bce rassicura sui mutui: tassi di interesse fermi fino al 2019”, la Banca centrale si è espressa molto chiaramente sui livelli dei tassi di interesse, che si manterranno fermi almeno fino alla fine del 2019. Se poi l’inflazione continuerà a stazionare al di sotto dell’obiettivo “vicino al 2%”, ci saranno ancora più probabilità che i tassi rimarranno bassi.

Gli effetti sui valori dei tassi europei sono stati quasi immediati, e il 22 marzo mentre l’Euribor a 3 mesi era ancora fermo a -0,31%, l’Eurirs segnava 0,98% (dati Osservatorio MutuiOnline.it), quando solo a inizio ottobre era l’1,56%.

Chi temesse per il futuro, sappia che attualmente l’Euribor a 3 mesi è quotato dal Liffe di Londra allo 0,6% da qui ad almeno 5 anni per colmare l’attuale scarto tra fisso e variabile, fermo restando che queste sono solo previsioni, e come tali vanno prese. Sta di fatto che nel 2019 quasi un quinto degli italiani ha scelto il tasso variabile: è il 17,1% nel primo trimestre, contro il 13,8% del trimestre precedente.

Quando conviene il tasso variabile?

Allo stato attuale dei tassi, sicuramente se il mutuo o la surroga hanno durata breve. Dai 10 ai 15 anni, nella prima metà dell’ammortamento che è il periodo in cui si sborsano la maggior parte degli interessi, allora il tasso variabile godrà delle condizioni favorevoli viste sopra, garantendo una rata più bassa di un tasso fisso. Per periodi più lunghi, il consiglio è sicuramente di scegliere un tasso fisso, che comunque gode di condizioni molto vantaggiose, che potranno essere apprezzate bene in futuro quando con molta probabilità si uscirà da questo stato di grazia dei tassi.

Tutto dipenderà anche dall’inflazione, il valore in base al quale la Banca centrale europea decide la politica monetaria: quanto più si manterrà sui valori attuali, lontani quindi dall’obiettivo del 2%, tanto più i tassi restano bassi.

Il massimo del risparmio? Un mutuo a tasso variabile su MutuiOnline

Sul portale di comparazione è possibile individuare le offerte più basse della rete. Per esempio, se a richiedere il finanziamento è un quarantenne di Milano che per un immobile del valore di 200.000 euro necessita di un mutuo al 50% a 15 anni, ecco quale sarà la proposta migliore.

Banca Sella è la banca con il prodotto più conveniente, a queste condizioni.

Rata 582,62 euro

Gestione: online

Tasso Variabile 0,64% (Euribor 3M + 0,95%)

Taeg 0,81%

Spese: Istruttoria 100,00 €, Perizia 200,00 €

Clausola Floor: sì (il tasso applicato può variare in diminuzione a seguito di variazioni del parametro fino al raggiungimento del tasso minimo fissato alla stipula del mutuo).

A cura di Paola Campanelli
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