Il coraggio di cambiare mutuo

16/02/2019 in “MutuiOnline informa

Il coraggio di cambiare mutuo

Il momento di vulnerabilità della nostra economia e dei mercati finanziari che hanno messo a dura prova i nostri mutui, rischia di avere un risvolto molto positivo. Come annunciato in occasione della conferenza stampa di fine anno e come abbiamo anche riportato nella nostra news “Tassi ancora in discesa, ma vince il fisso”, la Banca centrale europea ha dichiarato di voler adottare un atteggiamento cautelativo e di protezione nei confronti dell’economia dei Paesi più a rischio, tanto che in conseguenza alla chiusura del programma di Quantitative easing ha preannunciato una nuova operazione di immissione di liquidità al sistema economico-finanziario: la longer-term refinancing (Ltro).

Si tratta di un metodo per garantire liquidità alle banche dei Paesi europei in via diretta, non acquistando titoli governativi, ma lasciando agli istituti stessi la decisione dell’impiego.

Le banche potranno dunque decidere di acquistare ancora obbligazioni, come anche di erogare mutui ai cittadini e alle imprese. Ora, se consideriamo che i titoli hanno rendimenti molto bassi, va da sé che la scelta degli istituti di credito cadrà sui ben più proficui mutui, non tanto per il guadagno in sé che questi procurano, quanto più per il significato e il seguito che in termini economici un nuovo cliente mutuatario può avere per una banca.

Com’è cambiato il costo dei mutui?

Rispetto ai minimi dei tassi dello scorso anno, i correttivi praticati dalle banche sono stati il più delle volte di poco rilievo. Ad aumentare i tassi sono stati inizialmente i grandi gruppi bancari, gli stessi che fino allo scorso anno avevano combattuto una vera e propria battaglia per offrire le condizioni migliori. Le vicende di fine anno scorso hanno poi provocato una reazione di difesa quasi immediata, ed è in quel momento che le banche piccole hanno preso il sopravvento e hanno azzardato spread più bassi e condizioni più convenienti.

Quanto si risparmia cambiando?

Per avere condizioni migliori di mutuo, serve cambiare. E se non c’è margine di trattativa con la propria banca, allora sarà il caso di cercarne una che offre condizioni migliori. Secondo quanto dicono gli esperti, come Roberto Anedda di MutuiOnline.it, “anche se ci si trova bene con la propria banca, è bene prendere in considerazione un cambio per differenze di tasso a partire dallo 0,20%-0,25%. Basti pensare che su un mutuo da 200.000 euro, una differenza nel tasso dello 0,5% equivale a 1.000 euro".

La resistenza a cambiare banca, quando c’è, è soprattutto di ordine psicologico, una sorta di soggezione nei confronti del proprio istituto di credito che induce a non cercare di meglio, perché ci si sente impreparati e non si vuole rischiare. E se siamo disposti a cambiare operatore telefonico anche per risparmiare pochi euro, non lo facciamo invece con il mutuo, che di euro potrebbe farcene risparmiare molti di più.

Un esempio di risparmio

Valutiamo quanto costa adesso un mutuo e quale istituto pratica le condizioni migliori. Basterebbe anche dare un’occhiata alla sezione i migliori mutui prima casa di oggi per avere un quadro delle offerte migliori, oppure simulare la richiesta di una soluzione personalizzata sul sito di MutuiOnline.it.

Se supponiamo che si richiedano a Milano 150.000 euro a 20 anni per un valore dell’immobile di 250.000 euro, allora la soluzione più conveniente arriva da Cariparma Crédit Agricole. Mutuo base ha una rata di 731,43 euro al Tasso Fisso dell’1,61% (IRS+0,38%) e Taeg dell’1,72%. Le spese di istruttoria ammontano a 500,00 euro, quelle di perizia a 201,30 euro.

Optando invece per il tasso variabile, è invece ING a fornire la soluzione più interessante. Mutuo Arancio Variabile prevede una rata mensile di 655,31 euro al Tasso Variabile dello 0,74% (Euribor 3M+1,05%) e Taeg 0,82%. Istruttoria e perizia costano 500,00 e 250,00 euro, mentre l’assicurazione obbligatoria sulla casa è gratuita e se si sceglie di addebitare le rate su un Conto Corrente Arancio intestato al mutuatario si beneficia di una riduzione dello spread dello 0,30% rispetto alle condizioni standard.

A cura di Paola Campanelli
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