Logo MutuiOnline
Altri marchi del Gruppo

Mutui: c’è ancora tempo per fare affari

17/11/2018 in “MutuiOnline informa

Mutui: c’è ancora tempo per fare affariMentre operatori del settore e risparmiatori si interrogano sugli effetti dello spread altalenante, nei finanziamenti per la casa è in atto quel processo di “normalizzazione” che si aspettava da tempo. Dopo quasi tre anni di predominio delle surroghe, i mutui prima casa tornano a essere la richiesta prevalente delle famiglie, e con il 46,7% sul totale della domanda confermano la ripresa di un andamento organico del mercato.

Dal lato delle erogazioni, le banche si trovano invece a concedere mutui surroga ancora per il 55,1%, come a smaltire quel sovraccarico di domanda rilevata fino al primo semestre dell’anno. A far tornare il boom delle surroghe nei mesi scorsi aveva contribuito un ulteriore, inaspettato calo dei tassi di interesse, condizione che ha invogliato chi possedeva un mutuo a cercare condizioni più vantaggiose. I mutui prima casa concessi sono adesso solo il 37,0% del campione, quando il trimestre precedente erano stati il 45,9%.

 Il dominio assoluto del tasso fisso

 A darci un resoconto dello stato di salute del mercato è l’Osservatorio MutuiOnline di novembre, che su un dato non è mai tornato indietro negli ultimi tempi: l’incontrastato primato dei mutui a tasso fisso. Nell’ultimo anno la domanda ha guadagnato quasi dieci punti percentuali, fissandosi nel quarto trimestre all’85,3%. Ancora più sensazionale il dato dal punto di vista delle concessioni, con le banche che hanno erogato oltre 9 mutui su 10 a tasso fisso, il 90,7%. 

Come scriviamo in “Mutui: corsa al tasso fisso, ma il variabile continua a essere molto conveniente”, a risentire maggiormente delle ultime settimane di vulnerabilità è stato proprio il tasso fisso, senza che questo togliesse però nulla alla sua popolarità, alimentata anche dalle condizioni vantaggiose proposte dalle banche, che lo spingono quasi fosse un’assicurazione sui clienti. 

Cosa c’entrano le durate con i tassi

Una delle variabili fondamentali da tenere in considerazione quando si sceglie il tasso di interesse è l’ammortamento del mutuo, perché le condizioni cambiano in maniera proporzionale al passare del tempo: si avrà così che per durate lunghe il tasso fisso è la soluzione quasi obbligata, perché mette al riparo da futuri aumenti dei tassi. Se invece i tempi del finanziamento non superano i 15 anni, allora sarà bene fare un pensiero sul tasso variabile, che in questo momento non risente in alcuna maniera della turbolenza dei mercati. In più, nonostante la fine del Quantitative easing, la Bce ha comunicato che non toccherà i tassi d’interesse di sua competenza dai livelli minimi di oggi almeno fino all’estate del 2019 e reinvestirà il capitale rimborsato sui titoli in scadenza a lungo dopo la conclusione degli acquisti. Una politica cautelativa dunque, che vedrà tassi bassi ancora per qualche tempo.

Tornando ai dati dell’Osservatorio, un terzo delle richieste sono per mutui della durata di 20 anni (33,0%, contro il 32,8% del trimestre precedente), il 18,1% per mutui della durata di 25 anni e il 23,1% di una durata tra i 30 e i 40 anni (prima 22,4%): un totale di 74,2% di mutui con durate “lunghe”, che richiamano immediatamente la scelta del tasso fisso.

Dalla parte delle erogazioni, troviamo il 46,8% di mutui a 20 anni, mentre in seconda posizione questa volta c’è la cautela delle banche a concedere, con il 16,9% di mutui a 15 anni.

Guadagna quasi il 3% l’importo medio richiesto dei mutui, ora a 132.667 euro rispetto ai 128.974 del terzo trimestre dell’anno. Cresce anche l’importo medio erogato dalle banche, passando da 124.365 euro a 126.924 dell’ultimo trimestre.

Oltre un terzo della domanda di mutui, il 34,8%, è per una somma dai 50 ai 100.000 euro, percentuale in calo rispetto al 36,1% del trimestre precedente. Crescono invece gli importi più alti domandati: dai 100 ai 150 mila euro con il 32,1% (era 31,9%), dai 150 ai 200.000 euro con il 16,2% (era il 15,5%) e persino quelli superiori ai 200.000 euro con l’11,4%, contro il 10,3% precedente.

Per le erogazioni prevale lo stesso intervallo, con il 38,7% dei finanziamenti erogati per una somma tra i 50 e 100.000 euro, in crescita rispetto allo scorso trimestre di quasi due punti, mentre il 33,1% è tra i 100.000 e i 150.000 euro (era 33,9%).

In aumento le percentuali di valore finanziate

Una buona parte di richieste di mutui è per finanziare dal 70 all’80% del valore della casa (il 37,2%), segno che le famiglie quando acquistano dispongono solo di un piccolo gruzzolo di risparmi. Segue la percentuale di loan-to-value dal 60 al 70%, con il 17,6% sul totale delle rilevazioni. Lato erogazioni, le percentuali finanziate si ridimensionano e per l’intervallo 70-80% troviamo il 27,1% dei mutui concessi, seguito dal valore 60-70% con il 22,8% dell’erogato. 

Il profilo del mutuatario-tipo

È del nord Italia (42,5%), ha tra i 36 e i 45 anni (43,3%) e un impiego a tempo indeterminato (82,8%) con un reddito tra i 1.500 e i 2.000 euro (36,4%). I valori coincidono in linea di massima con il profilo di chi riceve un finanziamento per acquistare casa, fatta eccezione per il dato professionale: i lavoratori a tempo indeterminato sono l’87,4%, e questo è dovuto alla necessità per gli istituti di credito di garantirsi clienti che hanno la possibilità di rimborsare il prestito senza problemi. 

L’aggiustamento dei tassi

Aumentano lievemente i tassi a ottobre, con il tasso medio fisso che segna l’1,94% rispetto all’1,90% del mese precedente e il variabile che guadagna due centesimi di punti ed ha segnato, sempre in ottobre, lo 0,82%. Come riportiamo in “Mutui: chi può stare tranquillo con i nuovi rincari?”, dobbiamo ricordare che questi aumenti fanno parte di una politica messa in atto dalle banche per reagire al clima di incertezza e ai maggiori costi del denaro, ma non sono di fatto imputabili direttamente a un cambiamento delle condizioni dei parametri a cui i tassi dei mutui si rifanno realmente, dunque Eurirs ed Euribor. A dimostrazione di quanto detto, dopo l’1,56% del’8 ottobre, l’Irs torna a calare e il 9 novembre segna l’1,48%, mentre l’Euribor a 3 mesi è ancora fermo a -0,37%

Mutui ancora convenienti

È ancora possibile fare affari con i mutui, se si mettono a confronto le proposte delle banche sul mercato servendosi di un comparatore come MutuiOnline.it. Due i metodi possibili per trovare l’offerta migliore: consultare la sezione i migliori mutui prima casa di oggi, che aggiorna quotidianamente sui finanziamenti migliori disponibili, oppure richiedere un preventivo personalizzato, compilando il form con poche essenziali generalità sulla casa e sul tipo di finanziamento che si desidera ottenere e trovando così l’offerta del mutuo ogni volta più conveniente, oltre alla consulenza di un esperto.

A cura di Paola Campanelli
Come valuti questa notizia?
Mutui: c’è ancora tempo per fare affari Valutazione: 5/5
(basata su 3 voti)
Segnala via email Stampa
ARTICOLI CORRELATI:
Istat: il mercato immobiliare cresce a vista d'occhio pubblicato il 6 maggio 2019
Fino a 700 euro di risparmio se si confrontano più mutui pubblicato il 26 aprile 2019
Mutui: a sorpresa scende ancora il tasso fisso pubblicato il 15 marzo 2019
I mutui più convenienti di maggio 2019 pubblicato il 9 maggio 2019
Cercasi case bizzarre e green pubblicato il 4 febbraio 2019
Oppure clicca qui per essere richiamato
RICERCA MUTUO
Comune di domicilio
Comune dell'immobile