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Ancora un aumento record per la formula dell’affitto breve

29/08/2018 in “MutuiOnline informa

Ancora un aumento record per la formula dell’affitto breve

Numeri sempre più importanti per gli affitti brevi, che negli ultimi dieci anni hanno riscontrato un interesse di gran lunga maggiore rispetto alle locazioni tradizionali. In particolare, secondo la società Solo Affitti brevi, le abitazioni locate per periodi inferiori ai trenta giorni sono passate da 68.129 dell’anno 2008 a 107.366 del 2017, con un incremento record del 58%.

I dati sono tratti dalla statistica Istat sulla “Capacità degli esercizi ricettivi” e si riferiscono alla voce “alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale” all'interno della categoria “strutture extra alberghiere”. L’elaborazione di Solo Affitti non va dunque confusa con i privati attivi in Italia sulle locazioni brevi, che fanno segnare cifre ancora più importanti: ad esempio, il solo Airbnb conta circa 80.000 host in Italia.

Qualche dato regionale e provinciale

La Campania è la regione che ha registrato l'incremento maggiore per gli affitti brevi: le sue strutture sono passate da 819 a 7.291. A seguire troviamo la Basilicata, +645% (da 74 a 551) e la Lombardia, dove gli appartamenti sono saliti del 482% (5.626). In tutte le regioni dove è forte la presenza di località turistiche ci sono stati incrementi delle attività a tripla cifra: +378% in Emilia-Romagna (da 1.700 a 8.124), +238% nel Lazio (da 1.551 a 5.235), +212% in Puglia (da 498 a 1.554), +157% in Calabria (da 143 a 368), +152% in Sardegna (da 310 a 780) e +109% in Sicilia (da 754 a 1574). A livello provinciale si distinguono invece le città di Ferrara, con numeri 30 volte superiori, da 109 appartamenti censiti a 3.479, Bergamo (da 42 a 902), Matera (da 27 a 429), Salerno (da 406 a 6021) e Taranto (da 17 a 166).

“L’offerta”, spiega Alessandro Leder, responsabile di Solo Affitti Brevi, “è accelerata in modo significativo negli ultimi tre anni. Se nel 2015 la disponibilità era ancora carente rispetto alla domanda, oggi ci sono zone dove la scelta è così ampia che il prezzo ne risente al ribasso. In città come Bologna, Firenze e Trieste sono molti i proprietari di casa che ogni settimana rinunciano alle locazioni classiche per intraprendere l’attività di affitto breve”.

I vantaggi dello short rent

Secondo le stime degli esperti, la messa a reddito di un appartamento in un grande centro abitato con il sistema della locazione tradizionale può rendere in media il 4,9% lordo. Le potenzialità dell’affitto breve sono invece molto più alte, visto che la redditività si spinge fino al 12%, consentendo sull’intero arco di un anno di coprire fino a 300 giorni di locazione. Naturalmente le condizioni sono variabili, in quanto dipendenti dalla stagionalità, dallo stato dell’appartamento e dalla capacità dei proprietari di promuovere l’immobile.

I vantaggi riguardano anche l’ambito del rischio locativo, che viene quasi azzerato rispetto ai contratti che coprono più annualità. Per quest’ultimi, ricordiamo che nel 2014 il 50% dei locatori ha denunciato mensilità non pagate, con punte superiori al 60% a Napoli, Bari e Palermo. 

Cresce l’acquisto immobiliare da mettere a reddito

Una recente analisi di Tecnocasa ha riportato un deciso aumento degli acquisti immobiliari a scopo di investimento tra il 2013 e il 2017. A Milano la percentuale di queste transazioni è passata dal 18,2% al 29,3%, aumenti più pesanti si sono verificati a Napoli, dal 27,9% al 41,1%, a Cagliari, dal 29,1% al 46,5% e a Verona, dal 16% al 33,9%. I proprietari che hanno dichiarato l'intenzione di adibire il nuovo immobile allo short rent sono maggiori soprattutto nelle zone turistiche del Lago di Garda, del Cilento e della costiera amalfitana.

Acquistare con un mutuo seconda casa

Su MutuiOnline.it è possibile individuare il miglior finanziamento attualmente sul mercato per l'acquisto di una seconda casa. La richiesta al 7 di agosto da parte di un impiegato 50enne (residente a Rimini, prestito a tasso variabile di 100.000 euro da restituire in 15 anni, valore dell’immobile di 220.000 euro) ha come proposta più conveniente Mutuo Unicredit Tasso Variabile di Unicredit. La quota mensile da corrispondere è di 575,78 euro, al Tasso dello 0,48% (Taeg 0,91%). Le spese di istruttoria sono di 500 euro, il costo della perizia è pari a 211,06 euro. Il prodotto include i servizi Taglia Rata (per sospendere il pagamento della quota capitale fino ad un massimo di 12 mesi), Riduci Rata (per allungare il piano dei pagamenti fino ad un massimo di 48 mesi) e Sposta Rata (per slittare in avanti il piano dei pagamenti fino ad un massimo di tre mesi), attivabili su richiesta del cliente a partire dal ventiquattresimo mese successivo all’erogazione. 

Per il tasso fisso si distingue invece Credem che applica una quota mensile di 598,49 euro, un Tan dell’1% (Taeg 1,66%) e costi di istruttoria e perizia rispettivamente di 1.200 e 280 euro. Credem offre al cliente la facoltà di sottoscrivere Protezione Mutuo Credemvita e Protezione Mutuo Credemassicurazioni, polizze ad adesione facoltativa che garantiscono un capitale decrescente o un importo mensile a copertura delle rate al verificarsi di determinati eventi che potrebbero compromettere la capacità di rimborso del mutuo.

A cura di Paola Campanelli
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