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Il destino dei nostri mutui: il raffronto con il Libor americano

28/06/2018 in “MutuiOnline informa

Il destino dei nostri mutui: il raffronto con il Libor americano

Mentre il Quantitative easing volge al termine ormai in via ufficiale dopo la dichiarazione a Riga del presidente Mario Draghi, ci si interroga sulle ripercussioni che si avranno sul sistema finanziario ed economico e, nello specifico, cosa accadrà a mutuatari e risparmiatori.

Come riportiamo in “Il Quantitative easing chiude la sua lunga stagione. Cosa accadrà ai mutui?”, le dichiarazioni del presidente della Bce sono state confortanti e tese a sottolineare che “gli acquisti di titoli del Qe non stanno sparendo, ma restano parte degli strumenti di politica monetaria e potranno essere usati in particolari frangenti”.

Le ripercussioni della stretta finanziaria sui mutui

Riguardo alla situazione dei mutui, dobbiamo sempre ricordare che i finanziamenti a tasso fisso sono parametrati sugli indici Eurirs, solitamente al valore del giorno in cui si stipula, quelli a tasso variabile sono indicizzati all’andamento dell'Euribor. Ebbene, per adesso Euribor ed Eurirs non c’è pericolo che subiscano rialzi, visto che il loro andamento risponde a regole ben precise e tempi che sono quelli stabiliti dalla Bce, che ha rassicurato sulla stabilità dei tassi ancora per un buon periodo.

Non solo. Perché negli ultimi giorni i tassi dei Bund tedeschi sono calati di 4 e anche 5 punti base, evento che ha ripercussioni dirette sul costo finale dei nuovi finanziamenti ipotecari a tasso fisso.

Il raffronto con la Federal Reserve americana

Per capire cosa potrebbe accadere ai nostri tassi dopo il capitolo Quantitative easing basta dare uno sguardo oltreoceano, tornando indietro di quattro anni fa, visto che la Bce ha replicato esattamente quanto si è verificato con il loro Libor, in "Libor ed Euribor: perché un mutuo a tasso variabile conviene ancora" definito come uno degli indici interbancari più utilizzati negli Stati Uniti per la gestione della liquidità ordinaria e per i prestiti a tasso variabile.

Di fatto se si replicasse la stessa situazione, in Europa avremmo un ritorno ai valori positivi dell’Euribor non prima della fine del 2019, e all’1% tra altri due anni: tradotto in rata mensile, sarebbe all’incirca 60 euro per ogni 100 mila di mutuo. Ma siccome il nostro Euribor parte da valori ancora più bassi del vecchio Libor americano (-0,32% contro +0,23% al momento della fine del loro Qe), allora questo processo potrebbe essere ancora più lungo nel portare i tassi su valori positivi.

Agli accostamenti con gli Stati Uniti si devono aggiungere le previsioni dell’attendibile Liffe di Londra, letteralmente il London International Financial Futures Exchange, uno dei principali mercati mondiali che rappresenta le aspettative degli operatori sulle materie prime e sui tassi di interesse (come nel caso dell’Euribor 3 mesi), che porta al valore zero la quotazione dei future sull’Euribor quotati a Londra a non prima nel marzo 2020 e l’1% addirittura a 3 anni dopo, ciò che allungherebbe ancora lo stato di grazia dei tassi dei nostri mutui.

Il parere dei nostri esperti

In Italia i nostri esperti sono cauti e tendono a dichiarare che i tassi più bassi di così non potranno scendere. Secondo Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline, “siamo di fronte alla fine di un ciclo senza precedenti nella storia e sarà difficile rivedere in futuro tassi di interesse bassi come quelli attuali. Dunque, chi non ha ancora acceso un mutuo ha l’opportunità di scegliere dei finanziamenti a tasso fisso e bloccare per sempre le rate su livelli mai visti prima. Chi invece ha già sulle spalle un prestito immobiliare a tasso variabile, deve prendere in considerazione l’idea di sostituirlo con uno nuovo di uguale importo ma a interessi costanti”.

A dire il vero già una buona parte dei mutuatari ha provveduto a sostituire il proprio mutuo e dimostrazione ne sia il 49,9% di richieste di surroga pervenute tra le domande del secondo trimestre, mentre l’81,6% ha scelto una soluzione di mutuo a tasso fisso (dati Osservatorio di giugno MutuiOnline.it).

Come trovare il mutuo migliore

Cambiare può dunque rivelarsi un vero e proprio risparmio per chi ha un mutuo ma è essenziale, prima di decidere, mettere a confronto le offerte degli istituti di credito sul mercato facendo ricorso al metodo più sicuro, semplice e conveniente perché a costo zero. Su MutuiOnline.it è possibile confrontare le proposte di 44 banche partner dopo aver inserito le caratteristiche essenziali del finanziamento e pochi dati personali, perché ogni proposta è differente a seconda del profilo di chi la richiede.

E per chi non ha ancora le idee chiare, nella sezione mutuo migliore del giorno sarà possibile scoprire i mutui disponibili ogni giorno per finalità grazie agli aggiornamenti quotidiani sui migliori mutui.

A cura di Paola Campanelli
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