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Tassi di interesse: uno sguardo ai Paesi dell’Eurozona

29/04/2018 in “MutuiOnline informa

Tassi di interesse: uno sguardo ai Paesi dell’Eurozona

La politica monetaria della Banca centrale europea e il Quantitative easing con la sua iniezione di liquidità hanno mantenuto ai minimi storici i tassi di interesse in tutti i Paesi dell’Eurozona e li terranno ancora bassi con molta probabilità ben oltre la dichiarata fine del programma di acquisto.

I tassi di interesse bassi stanno condizionando in maniera importante il mercato dei mutui, incluso evidentemente il nostro. Come scriviamo in "Come la politica condiziona i mutui", l’Eurirs ha segnato il 29 marzo l’1,45%, contro l’1,61% del 12 febbraio e l’Euribor segna -0,37% da luglio 2016, il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha confermato il momento di congiuntura economica positiva dell'Eurozona.

Le rassicurazioni sui tassi da Londra

Da Londra arriva poi la rassicurazione che nessuno scossone stravolgerà il livello dei tassi di interesse ancora per qualche tempo. A dirlo è l’autorevole Liffe, letteralmente il London International Financial Futures Exchange, uno dei principali mercati mondiali che rappresenta le aspettative degli operatori sulle materie prime e sui tassi di interesse (come nel caso dell’Euribor 3 mesi), prevedendone l’andamento per i successivi 5 anni.

I tassi nei Paesi dell’Eurozona

Ma come se la passano gli altri Paesi europei in fatto di tassi e quanto le famiglie italiane che devono affrontare la spesa di un mutuo possono ritenersi avvantaggiate?

Secondo le rilevazioni della Bce risalenti al mese di febbraio, il tasso di interesse medio praticato in Eurozona sul mercato dei mutui è stato nel mese di febbraio pari all’1,84%, una cifra simile a quella di inizio anno e inferiore a quella registrata la scorsa estate (ad agosto ha superato l’1,9%).

L’Italia non è il Paese dove la convenienza a stipulare un mutuo è maggiore, visto che nel mese di febbraio il tasso medio sui nuovi mutui ha segnato l’1,92%. Eppure la competizione delle banche, impegnate a condurre una vera e propria battaglia concorrenziale, porta di fatto a ottenere condizioni ben più convenienti.

I tassi più bassi in Europa

Ma torniamo al mercato europeo, e vediamo chi riesce ad avere tassi più competitivi. In Germania il tasso di interesse medio sui nuovi mutui ha segnato proprio l’1,84%, in Austria l’1,8%, nel Lussemburgo l'1,78%, in Slovacchia l'1,64%. Competitivi i tassi di Francia (1,61%), Portogallo (1,46%) e Finlandia (0,93%).

La situazione non è così favorevole per i futuri mutuatari di Grecia e Irlanda ad esempio, dove la profonda crisi ha fatto alzare il livello dei tassi rispettivamente al 3,14% e 3,08% rispettivamente. Tassi alti anche per la Lettonia (2,7%), Malta (2,7%), la Slovenia (2,43%), l’Olanda (2,4%), l’Estonia (2,31%), la Lituania (2,26%), il Belgio (2,01%). La Spagna ha fatto rilevare 2 decimi di punti più di noi, con l’1,94%, posizionandosi a metà tra i Paesi che mantengono le condizioni migliori e quelli che invece fanno i conti con la crisi dei mercati.

L’importanza del confronto dei mutui

Ottenere condizioni migliori comunque, si può. Basta confrontare le migliori offerte sul mercato degli istituti di credito e poiché farlo materialmente sarebbe troppo complicato, lo facciamo comodamente attraverso MutuiOnline.it, il portale leader in Italia che compara i costi di decine di mutui per oltre 40 banche e nella sezione mutuo migliore del giorno fornisce quotidianamente le soluzioni più convenienti.

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A titolo di esempio, vediamo la risposta a una richiesta di un finanziamento di 100.000 euro da restituire in 30 anni per un valore dell’immobile di 200.000 euro, se a farla è un quarantenne impiegato a tempo indeterminato della provincia di Milano.

Widiba offre il suo Mutuo a Tasso Fisso, 100% digitale, che per questo non prevede alcuna spesa di perizia e istruttoria. La rata mensile da corrispondere è di 366,43 euro al Tan dell’1,94% e Taeg 1,97%. Widiba offre, incluso nel prezzo del mutuo, l’assicurazione incendio e scoppio, stipulata direttamente dalla Banca. Il mutuo è destinato a clienti che privati residenti in Italia da almeno 3 anni e deve concludersi entro il 75° anno di età dei richiedenti. Inoltre il suo importo non deve essere superiore all’80% del valore dell’immobile, vale a dire quello inferiore tra l’importo della compravendita e il valore della perizia.

Se invece si decide di rischiare con un variabile su un qeriodo così lungo per ridurre le rate, la soluzione migliore è Mutuo Tasso Variabile di Credem. La rata mensile è di 293,44 euro al Tan dello 0,37% e Taeg 0,67%. Le spese di istruttoria sono di 1.200 euro, quelle di perizia 280 euro. Il tasso viene determinato sulla base del parametro di indicizzazione Euribor 365 (a 3, 6 o 12 mesi) relativo alla quotazione “data valuta” del giorno di stipula per la prima rata (e, successivamente, variabile a seconda della periodicità della rata, sulla base del tasso in essere l’ultimo giorno lavorativo utile della rata precedente), aumentato dello spread.

A cura di Paola Campanelli
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